Disuguaglianza di scambi (4)

 Categoria: Storia della traduzione

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Questa situazione deriva da un aspetto della struttura del mercato di traduzione che influisce notevolmente sul suo percorso geografico, ossia la polarizzazione tra grande produzione o produzione di massa, il “mass market”, e la produzione o circolazione ristretta. Tale opposizione, definita da Pierre Bourdieu, si applica anche al mercato mondiale della traduzione. Studiando le lingue rappresentate, è possibile notare che, nel polo della produzione di massa, disciplinato dalla logica della produttività a corto termine, l’inglese è ovunque la lingua predominante, al punto da fare concorrenza perfino alle lingue nazionali nei generi più commerciali, come i best seller, i thrillers e i romanzi rosa. Negli anni 1980-1990, si traducevano dall’inglese tre quarti dei titoli della collezione “Best-sellers” della casa editrice francese Robert Laffont, mentre prima del 1989 si trovavano solo due titoli tradotti dal tedesco, un romanzo di spionaggio tradotto dal russo, e qualche libro scritto in francese. La presenza usurpatoria dell’inglese in questi generi a grande diffusione spiega anche come mai esista così poca traduzione nel mondo anglofono, dal momento in cui non esiste praticamente nessun best seller tradotto da una lingua straniera. Nel polo di produzione ristretta, invece, esiste una diversità linguistica massima soprattutto nel campo letterario più che in altre categorie, poiché c’è un legame storico importante tra letteratura e nazione. Non si tratta realmente della domanda esistente, dal momento in cui questo è proprio un mercato destinato ad offrire, ma si tratta di ciò che effettivamente viene proposto e preso in considerazione da un certo numero di mediatori, fino ad arrivare al lettore.

In Francia, la diversità di origini linguistiche e geografiche è garantita sopratutto dalle collezioni di letterature straniere costituite dai grandi editori quali sono Gallimard e Le Seuil, che traducono tra venti e trenta lingue e autori provenienti da una quarantina di paesi, o ancora Actes Sud, casa editrice specializzata in traduzione, e altri piccoli editori che hanno investito nelle lingue rare, come Picquier per le lingue asiatiche.

Ma tale diversità linguistica non dipende solo dal volontarismo editoriale, richiede anche determinate competenze linguistiche, come già menzionato precedentemente parlando dell’insegnamento delle lingue. Il fatto che la letteratura olandese o quella coreana siano riconosciute in Francia si deve soprattutto alla competenza e al talento dei traduttori che sono riusciti ad imporle. La geografia della traduzione dipende quindi anche dalla distribuzione irregolare delle competenze, la quale a sua volta è correlata ai rapporti di forza tra i paesi. Infatti, alcuni di essi sono riusciti nell’intento d’impiantare l’insegnamento della loro lingua nei paesi centrali, grazie ad accordi bilaterali. Nel caso precedentemente menzionato dell’ebreo, è stata l’aggregazione formata nel 1977 a favorire lo sviluppo delle traduzioni.

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Fonte: articolo pubblicato da Gisèle Sapiro sul sito de La Société des Gens de Lettres

Traduzione a cura di:
Vittoria Conti
Traduttrice EN-FR-SP>IT
Firenze