Traduzione audiovisiva: gli aspetti critici (2)

 Categoria: Servizi di traduzione

Oltre alla formazione, di cui abbiamo parlato nell’articolo di ieri, un altro problema della traduzione audiovisiva è la divisione del lavoro nell’ambito professionale. Il transfer dalla versione originale di un film alla sua versione doppiata o sottotitolata è un processo molto articolato, a cui diverse persone prendono parte, e il più delle volte lo fanno in maniera “individuale”, nel senso che le persone coinvolte nei differenti step del processo non sono coordinate tra di loro, non esiste un vero lavoro di gruppo.

La mancanza di conoscenza tecnica da una parte, e l’assenza di coordinazione del lavoro da un’altra, molto spesso influiscono negativamente sulla qualità del prodotto tradotto. A mio parere, tutte le professionalità coinvolte nel processo di traduzione audiovisiva di un film o di qualsiasi altro prodotto audiovisivo sono estremamente importanti, anzi, essenziali, per raggiungere un ottimo risultato nel transfer linguistico di un testo complesso come quello del dialogo audiovisivo. Non solo è fondamentale la conoscenza linguistica, ma anche una conoscenza più completa dell’intero ciclo produttivo delle edizioni multilinguistiche di un prodotto audiovisivo e di alcune nozioni tecniche delle pratiche di doppiaggio e sottotitolaggio, dalle tecnologie alle tecniche traduttive specifiche del settore.

La soluzione ideale sarebbe una figura professionale unica, che raggruppasse tutte queste conoscenze e che unificasse tutte le figure professionali del processo della traduzione audiovisiva, ma ovviamente questa è una soluzione pressoché utopistica se si considerano i brevissimi tempi concessi dalle produzioni e l’enorme mole di lavoro che si cela dietro la trasposizione linguistica di un prodotto audiovisivo da una lingua ad un’altra. Personalmente, credo che la soluzione migliore (e più realistica) al problema sarebbe una miglior coordinazione delle varie fasi del lavoro, introducendo una reale collaborazione tra i differenti professionisti coinvolti nel processo. La condivisione delle conoscenze tra questi professionisti porterebbe sicuramente ad un considerevole miglioramento nella qualità del prodotto tradotto finale, dato che si creerebbe una sinergia di conoscenze, e non una sovrapposizione, se non anche un vero e proprio “conflitto”, come purtroppo spesso accade con il sistema attuale.

Per raggiungere questo risultato, le scuole e le università dovrebbero avere un ruolo centrale nella formazione dei futuri professionisti del settore. La formazione di questi professionisti non dovrebbe essere delegata solamente ad altri professionisti o ad associazioni di professionisti come l’AIDAC o alle scuole di cinema o di doppiaggio. Le scuole di lingue e le università dovrebbero essere al centro di questo tipo di formazione. Lo studio della traduzione audiovisiva può essere molto utile nell’apprendimento di una lingua straniera e della pratica traduttiva, e viceversa l’insegnamento di una lingua straniera dovrebbe essere utile alla professione.

Autore dell’articolo:
Francesca Fusano
Traduttrice e adattatrice-dialoghista
Orbassano (Torino)