Traduzione audio-visiva: riflessioni

 Categoria: Servizi di traduzione

In questo articolo vorrei soffermarmi sulla traduzione audio-visiva e in particolare sul doppiaggio e sul sottotitolaggio, indispensabili per la circolazione di un’opera cinematografica al di fuori del paese d’origine.
La traduzione audio-visiva è spesso sottovalutata e di conseguenza poco studiata perché ritenuta quasi esclusivamente uno “stratagemma distributivo” finalizzato alla “localizzazione” del prodotto il cui valore artistico e professionale si ritiene di scarsa qualità. Invece, al contrario di quello che si crede, la traduzione audio-visiva necessita di competenze specifiche sia sul piano culturale che artistico.

La traduzione audio-visiva è determinante per quanto riguarda il “successo” di un’opera cinematografia al di fuori del paese in cui è stato prodotto. Se all’epoca del cinema muto la traduzione era irrilevante per la riuscita di un’opera cinematografica in quanto si limitava solo a tradurre le didascalie nelle diverse lingue, dal 1927 e con l’uscita del primo film con colonna sonora sincronizzata all’immagine (The Jazz singer di Alan Crosland), la traduzione diventa fondamentale per il successo e la diffusione di un’opera cinematografica a livello mondiale.
Il problema che si presenta nel momento di tradurre un’opera audio-visiva non riguarda soltanto il tradurre dialoghi e adattarne lunghezza e fonazione ai dialoghi del film secondo le regole del cosiddetto meccanismo “fono-labiale” nel caso del doppiaggio, o il sintetizzarne il più possibile i contenuti per farli apparire contemporaneamente alle immagini nella tecnica del sottotitolaggio, ma è qualcosa di più. Si tratta più che altro di restituire un ordine di idee artistico e culturale assorbendo “lo spirito” della lingua originaria.

Proviamo a riflettere sui diversi problemi in cui un traduttore di audiovisivi può incorrere. Pensiamo per esempio agli elementi colloquiali, ai termini in dialetto, alle citazioni legate alla cultura del “testo” originale e che uno spettatore straniero non riuscirebbe a comprendere pienamente. Il traduttore di audio-visivi si trova davanti a tutto questo.
Per svolgere questa professione, oltre ad avere una grande passione per il cinema (e per la televisione in generale), e una conoscenza molto approfondita delle lingue, sono necessarie delle tecniche specifiche e tanta pratica; proprio per questo alcune Università offrono dei corsi ad hoc per “formare” coloro i quali fossero interessati ad intraprendere questa carriera… e se anche voi lo siete… In bocca al lupo!

Autore dell’articolo:
Dott.ssa Elvira Gariano
Traduttrice EN-ES>IT
San Giuliano – Milano