Tradurre per lo spettacolo (2)

 Categoria: Servizi di traduzione

Per quanto riguarda il teatro, il discorso è lo stesso; tuttavia, ho notato che i traduttori si prendono molte più libertà e stravolgono con più facilità. Innanzitutto, a differenza del cinema o della televisione, quasi sempre i nomi dei protagonisti vengono italianizzati: in molte commedie teatrali, ad esempio, i traduttori decidono di cambiare i nomi dei personaggi e dei luoghi, utilizzando versioni italianizzate. Un esempio lampante è la commedia americana “Taxi a due piazze” di Ray Cooney, che nella versione originale si chiama “Run for your wife” ed è ambientata a Londra, mentre in quasi tutte le versioni italiane è ambientata a Roma; inoltre, il protagonista originale si chiama John Smith mentre in Italia è stato scelto il nome Mario Rossi (la scelta è stata fatta dai traduttori per rendere al meglio l’immagine di uomo comune data dal nome “John Smith”).

Mi è capitato anche di tradurre il musical “Kiss me Kate” di Cole Porter e, oltre alle solite dinamiche traduttive sopraccitate, è stato interessante vedere come si adatta una canzone.
Tradurre una canzone non è semplice: innanzitutto, bisogna analizzare la struttura musicale del testo originale e capire su quali sillabe cade l’accento. Poi, bisogna realizzare una versione italiana che vada a tempo con la musica, ma che contemporaneamente rispetti il senso originale. Ovviamente, è possibile usare termini totalmente differenti per esprimere il concetto, purché si sposino bene con la base strumentale. Mi è capitato di assistere allo spettacolo “Mamma mia”, un musical molto famoso in Inghilterra e negli Stati Uniti che si basa sulle canzoni più famose del gruppo svedese degli ABBA. Le canzoni degli ABBA sono conosciute benissimo dal pubblico italiano (per citarne due soltanto, “Dancing queen” e “Waterloo”, oltre alla famosissima “Mamma mia” che dà il titolo allo spettacolo), perciò i traduttori hanno scelto di tradurre tutto il testo, lasciando però il titolo, citato quasi sempre nel ritornello, in inglese. È una soluzione diversa, che però pare abbia accontentato il pubblico.

Per concludere, la traduzione e l’adattamento di dialoghi per il cinema e la televisione è una branca della traduzione che richiede duro lavoro e serio impegno, ma che regala gioie professionali e personali immense, soprattutto sapendo che, nel migliore dei casi, il tuo lavoro sarà visto, e perché no ricordato, da tantissime persone, le quali potranno avere accesso ad una forma d’arte proprio grazie al tuo lavoro di traduttore.

Autore dell’articolo:
Alessandro Bisonni
Traduttore EN-ES>IT
Roma