Tradurre in cucina

 Categoria: Servizi di traduzione

Tradurre in ambito enogastronomico può sembrare semplice in quanto gli ingredienti e i procedimenti spesso si ripresentano ma non sempre è così, bisogna prestare molta attenzione ad alcuni fattori.

A volte gli ingredienti sono introvabili nel paese al quale la traduzione è destinata e allora che fare? Meglio lasciare il prodotto tale e quale per non modificare la ricetta o localizzare (ovvero sostituire un alimento presente nel paese estero con uno presente nel paese di destinazione)? Dipende, a volte è meglio lasciare il nome del prodotto e mettere tra parentesi la spiegazione con un’alternativa presente nel paese, altre volte è meglio localizzare ma bisogna stare molto attenti a scegliere un sostituto che abbia le stesse caratteristiche oppure la ricetta verrà modificata.

Per quanto riguarda il linguaggio da utilizzare è necessario tenere in considerazione il pubblico al quale il testo è rivolto per eseguire una traduzione corretta; deve essere più forbito e specialistico per un pubblico di esperti e più semplice e banale per un pubblico medio e questo vale anche per i termini stranieri entrati a far parte del gergo enogastronomico. Per esempio, ad un lettore esperto di cucina la traduzione di un francesismo come la ratatouille sembrerebbe non solo inappropriata ma risulterebbe evidente che il testo è stato tradotto da una persona che non conosce il linguaggio specifico del settore.

Lo stesso vale per le specialità tipiche che non vanno assolutamente tradotte come la Warmbier tedesca (birra bianca mescolata con tuorlo d’uovo, latte e zucchero e poi scaldata); se il prodotto non è per nulla conosciuto nel paese di destinazione del testo è sempre meglio mettere una breve spiegazione tra parentesi o una nota a piè di pagina.

Altro problema delle traduzioni enogastronomiche è la localizzazione delle quantità partendo dai testi di origine anglosassone dove le quantità vengono espresse in volume (tazze, cucchiai e cucchiaini) mentre da noi in peso. Si deve quindi ricorrere alle tabelle di conversione ma facendo attenzione alla provenienza del testo perché le misure di tazze e cucchiai variano dal Regno Unito, all’America o all’Australia. Inoltre bisogna sempre considerare il contenuto perché il peso di una tazza di farina è ben diverso da quello di una tazza di zucchero.

A domani la seconda parte di questo interessante articolo.

Autore dell’articolo:
Chiara Zanone
Traduttrice EN-FR-DE>IT
Biella