Tradurre e interpretare il diritto

 Categoria: Servizi di traduzione

Da quando ho deciso di dedicarmi all’attività di traduzione di testi giuridici, il mio animo di azzeccagarbugli mi ha portato a chiedermi se fosse più corretto tradurre i testi in maniera letterale, riproducendo esattamente e quindi ‘letteralmente’ il contenuto espresso nella lingua d’origine, oppure fosse più opportuno concentrarsi sui concetti espressi. Mi sono posta questa domanda proprio perché, da un lato, la terminologia giuridica è molto specifica e sembrerebbe richiedere una traduzione pedissequa del contenuto del testo da tradurre, dall’altro però c’è il rischio che una traduzione strettamente letterale non esprima correttamente il concetto che il suo autore intendeva comunicare.

Io credo che occorra fare una riflessione sulle peculiarità proprie delle traduzioni giuridiche rispetto alle ben più amene traduzioni letterarie. Se da un lato queste ultime offrono maggiore libertà espressiva perché consentono al traduttore di poter spaziare liberamente nella ricerca del termine esteticamente più consono, dall’altro, invece, il più, permettetemi il termine, “arido” e conciso mondo del diritto richiede attenzione nella scelta della terminologia che corrisponda al concetto giuridico del caso.
Sembra quindi che nel mondo del diritto si sia meno liberi e il rigore sia d’obbligo.

Il traduttore di testi giuridici dovrà essere molto cauto nell’interpretare il testo a lui sottoposto dal momento che dietro i concetti si innalzano responsabilità e impegni spesso particolarmente rilevanti, che rischiano di essere travisati se non adeguatamente tradotti.

Tornando quindi alla domanda che io mi sono posta all’inizio di questa nuova avventura chiamata “professione traduttrice freelance”, credo che non sia poi affatto semplice stabilire quando il traduttore debba necessariamente tradurre pedissequamente una frase e quando invece possa interpretare il concetto al fine di renderlo comprensibile nella lingua d’arrivo.

Personalmente credo che l’expertise giuridica sia il punto di partenza che consenta al traduttore specialistico di poter ‘interpretare’ un testo laddove necessario per una maggiore comprensibilità dello stesso.

Inoltre, l’esperienza mi ha insegnato che alcune lingue sono certamente più concise di altre (ad esempio l’inglese è una lingua più chiara e diretta di alcune delle lingue romanze quali l’italiano, il francese e lo spagnolo che presentano più sfumature) e che la conoscenza di entrambe le lingue anche sotto il profilo della terminologia giuridica e del background culturale delle stesse sia una risorsa notevole da utilizzare nel momento in cui si traduce. Ciò che infatti distingue un traduttore-giurista da un semplice traduttore è proprio il fatto di possedere degli strumenti e delle competenze che, all’occorrenza, consentono di adottare la scelta interpretativa più adatta al contesto di cui si tratta.

Spero che queste mie brevi considerazioni possano costituire uno spunto di riflessione ed essere un monito per i potenziali lettori e traduttori freelance affinché siano molto cauti di fronte ad un testo tecnico-giuridico da tradurre e “interpretare”.

Autore dell’articolo:
Simonetta Buccellato
Avvocato e traduttrice freelance EN-FR-ES>IT
Milano