Riflessioni sulla traduzione in Yiddish (3)

 Categoria: Servizi di traduzione

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La traduzione, l’adattamento o il «tradattamento» della cultura yiddish sono diventati componenti centrali della sua stessa esistenza. In un certo senso, è stato così fin dall’immediato dopoguerra, a partire dalle antologie di Irving Howe e proseguendo con la macchina traduttiva di Bashevis Singer. Negli ultimi cinquant’anni la traduzione dello yiddish ha seguito gli usuali modelli di conservazione, allineandosi o con il survivalismo di Howe o con l’universalismo di Bashevis e trovando di rado una via di mezzo. Tuttavia, con lo sviluppo delle pubblicazioni digitali e delle nuove piattaforme web, si ha la sensazione che sia giunto il momento di pensare al di là di questi modelli e di prendere in esame nuove direzioni per la traduzione della letteratura yiddish.

Lo yiddish si può trovare in molti nuovi contesti, che superino potenzialmente certi vincoli istituzionali e di mercato. Potrebbe essere possibile muoversi oltre i progetti di salvataggio per riflettere sulle conseguenze culturali e accademiche della traduzione. Uno degli obiettivi potrebbe essere quello di trovare qualche modo per evitare le continue, apologetiche affermazioni sull’importanza della lettura degli scrittori yiddish e sul loro diritto a un posto nei programmi di pubblicazione dei principali organi di stampa letteraria. O forse non abbiamo tradotto le cose giuste, o collocato i testi nei contesti opportuni. È ora di pensare con, ma anche senza, quel senso di «catena precaria» della conoscenza letteraria yiddish, di concepire tali sfide come essenziali a ogni traduzione e, invece di lamentare questo fatto, di immaginare la frattura generazionale come un’opportunità creativa.

In geveb si accinge a diventare un forum in cui sia possibile esplorare tali sfide, un’opportunità per superare i precedenti modelli di traduzione dello yiddish e per guardare al futuro della traduzione stessa. Anche al fine di riflettere sul primo anno accademico di pubblicazione di nuove traduzioni da parte di In geveb, nelle prossime due settimane presenteremo una serie di saggi di traduttori e studiosi di lingua yiddish sul procedimento traduttivo, sulle possibilità dei testi yiddish in altre lingue e sulle contingenze culturali e accademiche che si manifestano nella traduzione della letteratura yiddish. Questi saggi, pur riconoscendo il senso di declino inevitabile evidenziato da Howe, tentano comunque di rivelare o scoprire nuove metodologie e nuovi mercati per lo yiddish in traduzione.

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Fonte: Articolo scritto da Saul Noam Zaritt e pubblicato il 1 maggio 2016 su In Geveb

Traduzione a cura di:
Bianca Bertola
Traduttrice Editoriale
Torino