Pluralismo linguistico e giuridico (3)

 Categoria: Servizi di traduzione

L’importanza che va attribuita all’interpretazione nasce dall’esigenza di ricercare l’esatta equivalenza di significato tra espressioni linguistiche diverse. La lingua giuridica è determinata da tre fattori: il primo è il contesto linguistico, ovvero l’insieme di tratti generici e specifici della lingua giuridica; il secondo è il contesto sistematico, che corrisponde al sistema di diritto e alle caratteristiche determinanti; l’ultimo è il contesto funzionale, che equivale al campo in cui il diritto trova la sua applicazione.

Le lingue protagoniste della traduzione giuridica corrispondono ai generi della lingua etnica naturale; quest’ultima si caratterizza per il suo essere vaga e senza specifiche denotazioni, ma nel caso della sua utilizzazione nella traduzione giuridica, essa è strettamente legata al diritto e ai vari contesti socio-politici, in cui trova una sua specificità: in altre parole, all’interno del discorso giuridico il significato delle parole è determinato dal significato attribuito dagli organi preposti all’applicazione delle norme giuridiche e dagli stessi studiosi di diritto, per cui di un testo non si può fornire la mera traduzione letterale, che risulterebbe fuorviante e insufficiente, ma bisogna preoccuparsi di trasporre il termine a partire dal significato, senza mai prescindere dalla cultura giuridica interna. Essendo la lingua naturale vaga, molti significati ed espressioni di questa sono determinati dall’uso che se ne fa nella situazione comunicativa e dal grado di precisione delle lingue corrispondenti: la contestualità limita la polisemia, ma non la vaghezza di certe espressioni. In effetti, le caratteristiche linguistiche e culturali del diritto fanno in modo che il discorso giuridico possa esercitarsi solo in un quadro istituzionale ben limitato, ma sembra paradossale che la lingua del diritto possa essere curata e nel contempo ermetica e ambigua nella sua applicazione; per questo, il lavoro del traduttore deve presupporre una preparazione utile a evitare intralci nel suo percorso, avvalendosi anche della pragmatica, ossia della scienza che studia i fenomeni nel campo della traduzione (emittente, ricevente, canale, testo e contesto) e confrontarsi con le lingue e i diritti stranieri nei loro aspetti applicativi e teorici.

La traduzione giuridica, quale ricerca e studio del diritto-oggetto della comparazione a livello del testo, deve fissare le equivalenze tra la lingua giuridica di partenza e quella d’arrivo, che vanno identificate con le analogie rintracciabili tra le varie espressioni linguistiche, riscontrate nella comparazione tra lingue giuridiche diverse.

La quarta e ultima parte di questo articolo sarà pubblicata domani.

Autore dell’articolo:
Gaetana Gennuso
Traduttrice FR-ES>IT
Caltavuturo (PA)