Lavoro da un solo cliente: è un problema?

 Categoria: Servizi di traduzione

“Ricevo troppo lavoro da un solo cliente, dovrei preoccuparmi?”

Questa è una domanda che ho sentito pronunciare spesso dai traduttori freelance, specialmente da coloro che lavorano per conto di agenzie. È un problema che il 50%, il 60% o addirittura l’80% dei ricavi provenga da un singolo cliente? Da una parte,chi ha un lavoro retribuito e a tempo pieno riceve il 100% dei propri ricavi da un solo “cliente”, il proprio datore di lavoro. E di questi tempi, molti lavori retribuiti non sono poi così tanto più costanti rispetto al lavoro di un freelance. Il traduttore stipendiato potrebbe essere licenziato con poco preavviso e liquidazione minima e addirittura senza alcuno stipendio. In un mondo ideale si avrebbero 20 clienti e ognuno costituirebbe il 5% dei ricavi, in modo tale da diversificare il lavoro. Ma il mondo reale dei freelance non gira sempre così.

A volte si lavora con clienti che commissionano un’infinità di lavori importanti, che pagano bene e con i quali è facile collaborare; non è dunque insensato lasciare che diventino i clienti principali. Inoltre, un minor numero di clienti significa meno tempo da dedicare alle fatture. È necessario conoscere le procedure dei clienti, al fine di ridurre i tempi di contrattazione delle tariffe e delle scadenze, di capire le preferenze stilistiche del cliente, ecc. Dall’altra parte, avere un cliente principale può essere fonte di problemi. Voglio condividere con voi quello che mi è successo l’anno scorso.

Ho iniziato nel 2010 la traduzione di piccoli progetti per conto di un cliente diretto e, con il passare degli anni, la mole di lavoro è aumentata parecchio. Non si trattava di un cliente principale però era comunque un cliente importante. Poi un bel giorno (riuscite a sentire l’inquietante musichetta in sottofondo?), ho ricevuto un’e-mail da parte del cliente che mi informava del fatto che aveva trovato per una posizione part-time un parlante madrelingua inglese che aveva lavorato anche come traduttore; così aveva deciso di assumere quella persona a tempo pieno e includere la traduzione tra le varie mansioni da svolgere. Quindi, letteralmente da un giorno all’altro,sono passata da lavori a quattro zeri a lavori da poche centinaia di dollari all’anno (quando il traduttore in-house era pieno di lavoro o non disponibile).

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Fonte: Articolo scritto da Corinne McKaye e pubblicato il 3 febbraio 2017 sul blog Thoughts on Translation

Traduzione a cura di:
Utmos Translation Team
Translation unit freelance EN/ES/FR> IT
Roma