La traduzione specialistica

 Categoria: Servizi di traduzione

Durante la prima lezione seguita in università mi è stato detto di dimenticare tutto ciò che fino ad allora mi era stato insegnato alle scuole, ovvero la traduzione parola per parola. Mi dissero che la traduzione è qualcosa di più, non è la mera traduzione scritta, vi deve essere una conoscenza profonda delle culture, da e verso le quali si traduce. Dagli anni 70 la traduzione specialistica ha avuto sempre maggior rilievo. Oggigiorno il lavoro traduttivo è sempre più ricercato, dalle aziende, dagli organi di governo e internazionali.
Cercherò con questo articolo di spiegare in breve cos’è la traduzione specialistica (TS da qui in poi). Una definizione standard è che la TS è una comunicazione interlinguistica mediata, di documenti redatti nelle “lingue speciali” (microlingue o tecno letti ovvero lingue artificiali con regole e vocaboli creati ad hoc per un determinato campo professionale o tecnico. Es. linguaggio medico, scientifico ecc.)

È bene capire che la traduzione specialistica è totalmente diversa da quella letteraria: la prima lavora su testi chiusi, la seconda vede il testo come un unico corpus dove il significato del testo di partenza deve arrivare in modo accettabile nella cultura d’arrivo il traduttore è un ricreatore, non totalmente libero, ma l’importante in queste traduzioni è riportare il senso generale del testo. La TS invece implica un approccio più razionale e automatico. Si parte dal fatto che è possibile una sola interpretazione e il traduttore è fin dall’inizio vincolato e orientato nella redazione del testo dalla funzione, dai destinatari, cosi come dalle norme e dalle convenzioni del genere testuale. L’obiettivo principale è la fedeltà al testo di partenza; bisogna riportare integralmente le informazioni in esso contenute. Un errore cognitivo in una TS è molto più grave rispetto a uno fatto in una traduzione letteraria. Un’altra caratteristica delle TS oltre alla fedeltà, è l’assenza di intraducibilità: in questi testi è sempre possibile tradurre.

Le lingue speciali che caratterizzano le TS, si differenziano dalla lingua comune in primis sul piano lessicale e morfosintattico; ad uno sguardo più attento si nota inoltre che si differenziano l’una dall’altra per la particolare frequenza di determinati fenomeni sintattici; si predilige l’utilizzo di uno stile nominale (visibile soprattutto in inglese dove troviamo le noun phrases o noun strings), stile che può creare problemi nel traduttore poco esperto. Questo stile serve a soddisfare i requisiti tipici delle TS di chiarezza, economia e compattezza nella sintassi.
Un altro fenomeno è quello della semplificazione della struttura del periodo, soddisfacendo così i requisiti di concisione, chiarezza e compattezza. Si prediligono costruzioni sintattiche semplici affinché i destinatari si concentrino sulle informazioni contenute nel testo.
Per quanto riguarda l’uso dei verbi si preferisce l’uso di forme impersonali e passive, questa scelta spersonalizza ciò che viene scritto evidenziando cosi il fatto, il processo.
Inoltre spesso ritroviamo nelle TS l’uso di hedging che servono per attenuare le proprie affermazioni (es. certainly, clearly, ecc .).
Come già brevemente citato, nelle lingue speciali si cerca di soddisfare determinati requisiti oltre a quelli già citati di chiarezza, economia, compattezza, concisione si hanno così trasparenza e assenza di emotività. E per soddisfare questi requisiti tipici si utilizzano tutte quelle forme sintattiche e morfosintattiche brevemente citate sopra. Ci sarebbe molto altro da dire sulla TS e le sue caratteristiche ma questa doveva essere una semplice introduzione.

Per concludere, il lavoro del traduttore non è qualcosa di semplice, non è solo prendere un dizionario o un vocabolario e tradurre le parole. Implica una conoscenza completa di almeno due lingue comuni, di tutte le lingue speciali, e soprattutto delle culture tra cui si fa da ponte. Dietro a una traduzione specialistica c’è un lavoro davvero grande … la prossima volta che leggerete anche un semplice manuale d’istruzioni pensateci!

Autore dell’articolo:
Marika Rocco
Dottoressa in Mediazione Linguistica e Culturale
Traduttrice EN-ES> IT
Milano