La traduzione medica nel XXI secolo (9)

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Pur ammettendo il fatto che avere a disposizione un unico elenco di riferimento valido per tutti i paesi del mondo comporti dei vantaggi, è comunque opportuno adeguare anche la nomenclatura internazionale a ciascuna lingua moderna. La nomenclatura in latino o il ricorso ai simboli sono certamente molto utili a garantire l’uniformità linguistica internazionale ma spesso risultano inadeguati all’uso che si fa del linguaggio in moltissimi contesti, sia a livello orale che scritto: non si può scrivere Canis domesticus ogni volta che si realizza un esperimento con i cani oppure  Homo sapiens ogni volta che ci si riferisce ad una donna incinta.

Concludiamo menzionando una credenza molto diffusa secondo la quale la normalizzazione debba condurre verso un’unica forma ufficiale adottata in tutte le lingue del mondo e debba considerare incorretto tutto ciò che si discosti da essa. Non c’è niente di più errato: una volta che l’uso di un termine normalizzato è stato ammesso, il suo adattamento alle particolarità linguistiche e ortografiche di ciascuna lingua non solo è concesso, ma è addirittura gradito in quanto contribuisce così alla sua diffusione tra i parlanti nativi di una certa comunità. Tradizionalmente è sempre stato interpretato così in varie nomenclature normalizzate (ironia della sorte, tra l’altro, proprio in quelle che hanno riscontrato un successo maggiore nella pratica). Nella nomenclatura anatomica, ad esempio, è corretto usare tanto l’inglese middle cerebral artery quanto lo spagnolo arteria cerebral media oppure la forma latina ufficiale arteria cerebri media.

Un altro errore frequente consiste nel confondere i simboli, identici in tutte le lingue del mondo, con i loro nomi corrispondenti che invece cambiano. Un esempio molto conosciuto in tal senso è quello relativo all’elemento chimico con numero atomico 53 il cui simbolo è “I” in tutte le lingue: ci si riferisce a quest’ultimo sia attraverso il termine spagnolo yodo che attraverso il termine inglese iodine , il tedesco Jod e il francese iode. Gli organi competenti dimenticano tutto ciò quando vogliono impedire a tutti i costi alla comunità scientifica di lingua spagnola di modificare sia i nomi che i simboli delle unità di misura incluse nel sistema internazionale delle unità di misura.

Così, l’inglese meter (ma non yard oinch!) corrisponde alla misura di lunghezza spagnola metro (ma non vara o legua!); l’inglese watt , che si riferisce all’unita di misura internazionale della potenza, coincide con lo spagnolo vatio (il cui simbolo è sempre W); l’inglese coulomb, che si riferisce all’unità di misura internazionale della carica elettrica, coincide con lo spagnolo culombio (il cui simbolo è sempre C); l’inglese hertz, che si riferisce all’unità di misura internazionale della frequenza, coincide con lo spagnolo hercio (il cui simbolo è sempre Hz); o l’inglese ohm, che si riferisce all’unità di misura internazionale della resistenza elettrica, coincide con lo spagnolo ohmio (il cui simbolo è sempre Ω).

La normalizzazione di tutti i tecnicismi in spagnolo è la nostra grande questione da risolvere e, al tempo stesso, una missione ineludibile. La sinonimia e la polisemia, alquanto preoccupanti nei nostri paesi di “scienza tradotta”, esigono la creazione immediata di un ente che abbia l’incarico di selezionare, normalizzare e diffondere i neologismi e i tecnicismi nei paesi di lingua spagnola e che sia capace di reagire prontamente alle necessità del linguaggio scientifico odierno.

Va bene reagire prontamente e integrare i neologismi alla nostra lingua man mano che emergono in inglese, ma bisogna farlo in maniera scrupolosa e sensata. Con riferimento al linguaggio scientifico, non possiamo continuare ad approvare ufficialmente l’uso simultaneo di tutte le varianti di uno stesso termine, sia che circoli attraverso le riviste specialistiche sia attraverso le pagine del web, come accadde con la parola inglese kiwi quando, nel 1992, il DRAE consentì simultaneamente l’uso delle tre varianti del termine: quivi, quiwi e kiwi.

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Fonte: Articolo pubblicato sul sito El Castellano.org

Traduzione a cura di:
Galassi Valentina
Front Office Agent
Laureata in Mediazione Linguistica con certificazione DELE
Mosciano Sant’Angelo (TE)