La localizzazione videoludica

 Categoria: Servizi di traduzione

Nonostante da un recente sondaggio sia risultato che oltre 18 milioni di italiani (per la maggior parte adulti) giocano ai videogiochi, la strada verso la costruzione di una solida cultura “gaming” nel nostro paese è ancora lunga. Quando alla domanda “Che lavoro fai?” rispondo “Testo videogiochi in lingua italiana” la reazione è sempre la stessa: “Wow, giochi tutto il giorno!” e a questo punto diventa difficile convincere l’interlocutore che il mio ruolo è più concentrato sulla localizzazione, traduzione e verifica dei testi che non sul funzionamento del gioco in sé. Ma come si può spiegare a chi non è del settore in cosa consiste la localizzazione di un videogioco?

Capire il lavoro di un QA Localisation Tester potrebbe essere il primo passo verso la comprensione.

Impossibile negare che si “gioca”, e molto, ma sicuramente con un occhio diverso da quello di un normale videogiocatore il cui unico scopo è il puro divertimento. Quando al “QA Department” arrivano le prime versioni del gioco, noi localizzatori nemmeno le guardiamo; passiamo giorni a controllare le traduzioni parola per parola affinché siano “coerenti” con quelle in lingua originale, traduciamo nuovi testi che ci vengono man mano inviati, ascoltiamo e riascoltiamo i file audio verificando non solo che la traduzione coincida con l’originale, ma che la pronuncia sia corretta e comprensibile. Indispensabile è poi il corretto uso della terminologia stabilita da colossi quali Microsoft, Sony e Nintendo. Infatti, prima che un video gioco venga messo sul mercato, deve superare dei test ben precisi e se ci sono anche solo un paio di errori di terminologia, il risultato della “submission” rischia di essere un “fail“, con gravi danni in termini economici e di tempo per l’azienda. Questo purtroppo è un punto dolente dal punto di vista della traduzione: mi è capitato spesso di dover apportare correzioni dove non venivano rispettate le regole terminologiche. Tutti i traduttori che lavorano nell’ambito gaming dovrebbero usare degli appositi manuali; di solito le grandi aziende li consegnano direttamente al traduttore a cui viene affidato il lavoro, ma se così non fosse, suggerisco caldamente di farne specifica richiesta al fine di poter offrire un lavoro di maggior qualità.

Dopo che tutti i testi sono stati corretti, questi vengono inseriti nel gioco e a quel punto anche noi riceviamo una versione localizzata e cominciamo la fase di “testing“. Durante questa fase molte volte accade che nonostante la traduzione dalla lingua originale sia corretta, questa non sia coerente con il contesto con cui il videogiocatore dovrà interfacciarsi ed è qui che entrano in gioco la cultura e la capacità del localizzatore di adattare al meglio il testo nella propria lingua.

Il lavoro di controllo e traduzione, però, non si esaurisce con il testing, infatti, man mano che il progetto viene sviluppato, i “game designer” inseriscono nuovi testi che noi traduciamo ed adattiamo al contesto e così via fino a quando viene rilasciata la versione “demo” ed il gioco è pronto per essere lanciato sul mercato. A questo punto, se tutto è andato per il verso giusto, si passa ad un nuovo progetto, altrimenti si lavora alla “patch”, che verrà rilasciata per risolvere i piccoli problemi che potrebbero essersi manifestati dopo l’uscita del gioco.

Il localizzatore è una figura professionale con un solido background videoludico (per la maggior parte si tratta di veri appassionati del settore dove il lavoro si trasforma in svago nel momento in cui tornano a casa) ed un’ottima conoscenza della propria lingua madre e degli usi e costumi del paese d’origine. Una corretta localizzazione è fondamentale per il successo di un videogioco.

Autore dell’articolo:
Valentina Colombo
Experienced QA Localisation Technician
Traduttore Freelance EN-FR>IT
Royal Leamington Spa (Regno Unito)