Interpretazione simultanea: come prepararsi

 Categoria: Servizi di traduzione

Prima di affrontare un’interpretazione simultanea (la quale, generalmente, si svolge all’interno di una cabina insonorizzata), l’interprete non può presentarsi sul posto di lavoro senza un’adeguata preparazione (senza conoscere, per esempio, il tema del convegno, senza aver incontrato almeno una volta i relatori, senza aver verificato che le apparecchiature tecniche funzionino correttamente, ecc.). Sebbene spesso accada che gli interpreti vengano ingaggiati solo pochi giorni prima della celebrazione dell’evento al quale prenderanno parte, molte altre volte vengono contattati con largo anticipo e possono, quindi, avere il tempo necessario da dedicare alla propria preparazione. Tale preparazione consta di vari aspetti che, nell’insieme, contribuiscono alla buona riuscita della traduzione, ed è di due tipi: preparazione costante e preparazione ad hoc.
La prima ha l’obiettivo di migliorare le conoscenze generali dell’interprete, in particolare quelle che riguardano l’attualità sociale, economica, politica e tecnologica. Per la seconda, invece, l’interprete sarà tenuto a leggere documenti legati all’argomento della conferenza sia per entrare in possesso di conoscenze generali, sia per conoscere elementi linguistici specifici della terminologia specializzata.

In primo luogo, l’interprete dovrà premurarsi di conoscere l’argomento della conferenza per potersi, poi, dedicare alla formulazione di un glossario ad hoc. Ogni interprete che si rispetti, infatti, deve essere pronto a tradurre discorsi che riguardino qualunque tipo di argomento, essere sempre al corrente delle ultime notizie relative alla politica nazionale e conoscere le istituzioni e le strutture giuridiche ed economiche dei Paesi di riferimento; tuttavia, è fondamentale che gli vengano fornite le informazioni utili (circa l’argomento della conferenza e le caratteristiche dei relatori) al fine di aumentare il livello di rendimento della traduzione e approfondire il vocabolario inerente all’argomento. L’interprete, una volta conosciuto l’argomento della conferenza e accettato l’incarico, si dedicherà al lavoro terminologico e alla ricerca di informazioni. Sarà di fondamentale importanza per lui avere, inoltre, delle informazioni generali a proposito della città in cui si terrà il congresso, ad esempio, e un’ulteriore risorsa consisterebbe nell’entrare in possesso di discorsi tenuti precedentemente dai relatori e analizzare testi inerenti al tema del congresso, così da familiarizzare con la terminologia dell’evento e attestare l’affidabilità dei termini e delle relative traduzioni.

Una volta elaborato il glossario, l’interprete dovrà riuscire a memorizzare un numero di termini tali da poter poi, durante la simultanea, fare affidamento sulla propria memoria per la traduzione di termini tecnici o specializzati la cui traduzione, se precisa e coerente, renderà più scorrevole e credibile il discorso. L’eventuale consultazione del glossario dovrà essere rapida e limitata a quei termini particolarmente difficili o, generalmente, estranei al vocabolario quotidiano dell’interprete. Egli potrà, inoltre, accrescere la propria preparazione e migliorare la propria resa, chiedendo liberamente di incontrare i relatori prima dell’inizio dell’evento per cominciare ad abituarsi al loro accento, chiedere chiarimenti a proposito di determinati termini di cui l’interprete non ha chiaro il significato ed, eventualmente, farsi consegnare, se esiste, una versione scritta del discorso del relatore. In tal caso, all’interprete saranno richieste discrezione, confidenzialità e rispetto del codice etico per la protezione delle informazioni e dei documenti, spesso confidenziali.

Per concludere, la preparazione “pre-cabina”, non si limita esclusivamente alla ricerca terminologica adeguata, bensì si fonda, in gran parte, sull’aspetto psicofisico. L’interprete è un professionista che si rivolge ad un pubblico, per questo non deve sottovalutare il mezzo di comunicazione tramite cui gli è possibile effettuare il proprio lavoro: la voce. Esistono degli esercizi che gli interpreti dovrebbero praticare prima di eseguire un’interpretazione, molto simili a quelli utilizzati dai cantanti, che coinvolgono varie parti del corpo, quali il diaframma, le corde vocali, il viso e, più in generale, la postura. Attraverso tali esercizi, si impara a controllare la respirazione per evitare di restare senza fiato nel bel mezzo della frase, di preservare gli organi fonatori e, non meno importante, il nervosismo.È altrettanto essenziale imparare a controllare la potenza della voce: a volte, può capitare che l’interprete debba parlare senza l’ausilio di un microfono, sarà quindi necessario imparare a proiettare e ad amplificare la voce (per mezzo di un corretto uso del diaframma e della risonanza della gabbia toracica).

Autore dell’articolo:
Susanna Rodio
Laureata in lingue e letterature straniere e tecniche della mediazione linguistica
Traduttrice e interprete IT<>EN, IT<>ES
Messina (ME)