Il traduttore audiovisivo

 Categoria: Servizi di traduzione

La traduzione audiovisiva fa parte della nostra vita quotidiana, ed è proprio grazie a questo tipo di mediazione che abbiamo la possibilità di accedere a film, documentari e programmi televisivi stranieri, ma non solo.
Molto spesso quando si visiona un prodotto audiovisivo non ci si rende conto del grande lavoro che vi è dietro e della grande professionalità di molti traduttori. Negli ultimi tempi il commercio internazionale, lo sviluppo tecnologico e l’enorme volume di prodotti audiovisivi hanno fatto si che questo tipo di traduzione potesse acquisire la posizione privilegiata che gli spetta.

Di conseguenza si è resa necessaria la nascita di una figura, fino a tempo fa inesistente: quella del traduttore audiovisivo. Prima si faceva affidamento a traduttori inesperti in questo campo, ma visti tutti i vincoli ai quali deve sottostare il traduttore audiovisivo e tutti gli accorgimenti e le attenzioni che deve prestare al rapporto parola-immagine, alla buona resa dell’oralità e al rispetto dei vincoli spazio-temporali, ci si rende conto che una preparazione vaga non è certamente sufficiente. Il lavoro di un bravo traduttore è il risultato di una concatenazione di elementi che rendono possibile il processo di riformulazione testuale.

E alla base di questo processo non è sufficiente solo una buona preparazione linguistica, come molti pensano. È fondamentale e imprescindibile uno studio delle tecniche, un approfondimento culturale e molta pratica, affinché il traduttore possa essere in grado di ritrasmettere tutti quegli elementi il cui contenuto non è solo linguistico ma anche socio-culturale, quelli che possono essere definiti elementi paralinguistici; deve sapere suscitare nel pubblico gli stessi effetti e le stesse emozioni che l’audiovisivo originale aveva suscitato nel pubblico di partenza. Il traduttore, anche se molto spesso non viene né citato, né ricordato, ha una grande responsabilità.

Vorrei a questo proposito ribadire che la traduzione non è un esercizio meccanico, ma il risultato di tanto lavoro e della creatività del traduttore.
Negli anni molti studiosi hanno cercato di analizzare le varie strategie traduttive che possono essere utilizzate durante la traduzione con l’obiettivo di riproporre lo stesso dinamismo dei dialoghi originali, conservandone sempre il contenuto. Ovviamente la traduzione audiovisiva, cosi come la traduzione in generale, è un processo arbitrario, ovvero fatto di scelte soggettive, scelte che hanno un peso non indifferente, soprattutto quando si traduce “passivamente”, ossia da una lingua straniera verso la propria lingua madre.

Una parte molto importante insita nel lavoro del traduttore, è la buona resa dei tratti dell’oralità. Molto spesso quando si parla di oralità, soprattutto nel campo della sottotitolazione, se ne parla in termini di perdita. Infatti si assiste ad una variazione diamesica, ovvero il passaggio da un codice orale a un codice scritto. Dobbiamo pensare che in una conversazione orale si assiste ad un dinamismo che viene perso allo scritto, poiché non è importante solo quello che diciamo ma anche come questo concetto viene espresso. Nonostante tutto, anche nel caso della sottotitolazione, è possibile utilizzare ad esempio i segni di interpunzione, le ripetizioni per donare enfasi agli enunciati o per poter esprimere il tono, e l’intonazione con cui viene espresso un concetto.

Autrice dell’articolo:
Cristiana Anfossi
Traduttrice ES-FR>IT
San Remo (IM)