Doppiaggio o sottotitolaggio nell’audiovisivo?

 Categoria: Servizi di traduzione

Uno degli aspetti fondamentali della traduzione è la necessità che l’informazione passi, il più fedele possibile, dalla L1 alla L2, a prescindere dal canale utilizzato, dall’emittente e dal ricevente.
Viene da sé che nel mondo del cinema, ma anche delle serie TV e della televisione quest’aspetto sia di importanza fondamentale. Da sempre, e ancora di più oggigiorno dove anche la cultura sta subendo l’effetto della globalizzazione, tradurre fedelmente opere audiovisive senza perdere parte della semantica della L1 è una questione delicata.

Dopo la prima fase di cinema muto, già dagli anni ’30 Hollywood ha sentito la necessità di sottotitolare prima, e doppiare poi, i propri prodotti per ampliare così il mercato al mondo intero. Ci sono quindi nazioni, tra le quali l’Italia, che da quasi un secolo si sono gradualmente abituate a questo meccanismo.
Cosa sta succedendo però negli ultimi decenni? A causa della globalizzazione, dell’aumento della cultura media generale, delle maggiori possibilità di viaggiare e imparare le lingue straniere, oggigiorno la tendenza porta ad usufruire del cinema (televisione, serie, documentari, etc.) perlopiù nella L1, la lingua originale del prodotto.
Notoriamente il doppiaggio è un arte molto complessa che unisce dizione, linguistica, conoscenza delle culture di partenza (L1) e di arrivo (L2), ma che per esigenze di mercato spesso viene sottoposto a tempistiche di realizzazione molto limitate e nella maggior parte dei casi sottopagato. A causa di queste ragioni sempre più spesso incontriamo doppiaggi decisamente sommari che non riescono più ad accontentare le esigenze crescenti di un pubblico sempre più preparato e consapevole.

Senza dimenticare il problema iniziale della perdita di semantica che inevitabilmente il doppiaggio porta con sé (basti pensare ai riferimenti alla storia di un paese, ai doppi sensi, le rime, le canzoni, il turpiloquio, etc.). Al contrario il sottotitolaggio, in L1 o L2, permette di mantenere pressoché intatta la comunicazione.
Uno degli svantaggi del sottotitolaggio è la necessità, da parte dell’utente, di dover leggere durante la visione, abitudine che potrebbe costare uno sforzo, almeno inizialmente.
Superato però questo piccolo scoglio, il materiale audiovisivo in lingua originale può diventare uno strumento didattico molto efficace e naturale per l’apprendimento delle lingue straniere, a maggior ragione se supportato dal sottotitolaggio.
E poi diciamocelo, come si fa ad apprezzare Humphrey Bogart in italiano?”

Autore dell’articolo:
Manuel Marini
Dottore in Lingue per la comunicazione turistica e commerciale
Traduttore e interprete freelance ES-EN>IT
Santander (Verona)