Doppiaggio o sottotitolaggio? (2)

 Categoria: Servizi di traduzione

In Italia la sottotitolazione interlinguistica è confinata perlopiù ai grandi e piccoli festival di cinema e a pochissimi programmi TV, come il David Letterman Show e alcuni reality su MTV (molti dei quali, però, stanno passando dai sottotitoli alla versione in voice-over). Il doppiaggio (o, in alcuni casi, il voice-over) rimane la modalità di traduzione audiovisiva più diffusa. Senza pensare di capovolgere la situazione, si potrebbe però modificare leggermente la proporzione tra le due modalità.

Certo, in questo tipo di decisioni contano molto anche le abitudini del pubblico. Così come il ragazzo svedese di cui avevamo parlato nella prima parte dell’articolo è rimasto perplesso sentendo attori stranieri con una voce diversa, viene da pensare che noi italiani, abituati al doppiaggio, mal sopporteremmo di dover seguire delle fastidiose scritte sullo schermo. Ma le abitudini si possono in parte modificare: la diffusione dei DVD (che permettono di vedere un film in diverse lingue e, volendo, con diversi tipi di sottotitoli) ha aumentato nel pubblico la tolleranza ai sottotitoli, insieme ad altri fenomeni come il fan-subbing. A qualcuno di voi sarà capitato di scaricare una puntata della sua serie preferita, perché non riusciva ad aspettare un anno per vedere la stagione successiva. Se avete trovato una versione sottotitolata in italiano, beh, dovete ringraziare gli utenti di siti come Italiansubs o Subsfactory, che traducono e sottotitolano (spesso con buoni risultati) le principali serie TV, ma anche film, anime giapponesi… Anche in questo caso, quindi, vediamo una parte di pubblico normalmente abituata al doppiaggio che si rivolge a un prodotto sottotitolato. E parliamo di un fenomeno diffuso non solo tra i giovani, ma tra gente di tutte le età.

Sostituire il doppiaggio con il sottotitolaggio come modalità prevalente di traduzione sarebbe ormai molto difficile, e sarebbe inoltre un peccato non avvalersi dei nostri ottimi doppiatori. Ma ritengo che sarebbe una buona idea far convivere le due modalità di traduzione, ampliando un po’ l’esiguo spazio riservato ai sottotitoli sul piccolo e sul grande schermo.

Autore dell’articolo:
Nadia Cazzaniga
Traduttrice EN-FR>IT
(sottotitolatrice per il Milano Film Festival dal 2010 al 2012)
Monza