Che cos’è la traduzione audiovisiva?

 Categoria: Servizi di traduzione

Come afferma Elisa Perego, con traduzione audiovisiva si designano tradizionalmente “tutte le modalità di trasferimento linguistico che si propongono di tradurre i dialoghi originali di prodotti audiovisivi, cioè di prodotti che comunicano simultaneamente attraverso il canale acustico e quello visivo, al fine di renderli accessibili a un pubblico più ampio”.

Oggetto della traduzione audiovisiva sono testi che non contengono solo l’elemento verbale, ma che includono componenti semiotiche differenti. Bartrina Francesca afferma che la traduzione audiovisiva ingloba diversi sistemi semiotici, di cui i principali sono quello verbale e visivo, ai quali Gambier aggiunge quello sonoro, grafico, cinetico e gestuale. Ogni modalità semiotica è portatrice di un significato fondamentale ai fini della comprensione del testo nella sua totalità, perciò non deve essere trascurata dal traduttore. In altre parole, il destinatario di un testo audiovisivo può cogliere appieno il messaggio e recepirne ogni sfumatura solamente se può usufruire di tutti i segnali simultaneamente. La maggiore difficoltà della traduzione audiovisiva risiede quindi nel fatto che essa deve restituire parallelamente al senso degli elementi verbali quello degli elementi non verbali. La musica e gli effetti sonori possono cambiare da una versione all’altra, oppure il tecnico del suono può alterare la natura dei suoni introducendo dei cambiamenti nella banda sonora internazionale. Tutti questi ed altri fattori rappresentano vere e proprie difficoltà per il traduttore audiovisivo, il quale deve tenerne conto nella trasposizione nella lingua d’arrivo.

Fin dalla nascita del cinema sonoro si è manifestato il bisogno di tradurre i film importati e, di conseguenza, si sono sviluppati numerosi metodi di traduzione audiovisiva, che differiscono molto tra loro.
La storia del cinema dagli anni Trenta in poi ha assistito allo sviluppo di svariati generi cinematografici nonché canali audiovisivi; parallelamente a questo fenomeno le strategie di traduzione audiovisiva si sono moltiplicate, ed il loro studio è stato approfondito e sistematizzato. Doppiaggio e sottotitolazione sono originariamente i due metodi principali di trasferimento linguistico, nonché i più noti al pubblico e sicuramente i più diffusi, ma ad essi vanno aggiunte altre modalità di traduzione meno conosciute.
In virtù della molteplicità delle strategie di traduzione audiovisiva, esistono numerose classificazioni. Gambier individua tredici tipi di trasferimento linguistico:

- sottotitolazione interlinguistica
- doppiaggio
- interpretazione simultanea
- interpretazione consecutiva
- voice-over
- commento libero
- traduzione simultanea
- produzione multilingue
- traduzione degli script
- sottotitolazione simultanea
- sopratitolazione
- descrizione audiovisiva
- sottotitolazione intralinguistica per sordi

Tutte queste forme di traduzione audiovisiva hanno alcuni punti in comune, per esempio sono in vario modo condizionate dal fattore tempo (tempo di lettura per i sottotitoli, durata del discorso nell’interpretazione), devono tener conto della densità delle informazioni da presentare, abbattono le frontiere tra scritto e orale e inoltre, tengono conto del pubblico di destinazione.

Autore dell’articolo:
Valentina Strillacci
Traduttrice EN-FR>IT
Montemilone (PZ)