Un principio chiave della traduzione

 Categoria: Problematiche della traduzione

Che un testo tradotto debba mantenersi fedele al senso contenuto nel testo originale senza per questo perdere di vista le norme linguistiche proprie della lingua d’arrivo, è un principio chiave della traduzione, accettato più o meno universalmente.
A tale principio si rifanno, o dovrebbero rifarsi, tutte le considerazioni del traduttore e le tecniche di traduzione da lui scelte. Tuttavia, questo non sempre è possibile o, ad ogni modo, non sempre è così facile come può sembrare leggendo tale enunciato. Talvolta infatti è lo stesso autore del testo originale a complicare la vita del povero traduttore.

L’autore di un testo non letterario è mosso da una volontà (o talvolta da una necessità oggettiva) di comunicare qualcosa. Nella sua azione si trova sempre fortemente condizionato da ragionamenti linguistici che lo portano a cercare di attenersi in modo più o meno scrupoloso a ciò che viene comunemente ritenuto corretto.
Anche l’autore di un testo letterario è mosso da una volontà o, in certi casi, addirittura da una necessità di comunicare qualcosa. La differenza rispetto al caso precedente è che, pur seguendo i dettami linguistici della propria epoca, cerca di plasmare la lingua ai suoi voleri, facendo di tutto per raggiungere una propria originalità stilistica e ottenendo talvolta un risultato non totalmente ortodosso, per usare un eufemismo.

Riassumendo: l’obiettivo dell’autore di un testo senza aspirazioni letterarie è semplicemente quello di trasmettere un messaggio, di comunicare qualcosa. L’autore letterario, al contrario, pur avendo lo stesso fine comunicativo, cerca di ottenere il proprio obiettivo utilizzando una forma del tutto peculiare. Le diverse ripercussioni che queste scelte hanno sul risultato finale della traduzione sono facilmente immaginabili.