Traduzione e riferimenti culturali

 Categoria: Problematiche della traduzione

Uno dei maggiori problemi che si presentano in traduzione è rappresentato dal cambio di cultura e dalla conseguente difficoltà nella trasposizione dei riferimenti culturali. La lingua di una nazione e la sua cultura vivono in un rapporto di interdipendenza l’una dall’altra tanto che è quasi impossibile scindere i due argomenti: quando si parla di lingua si fa riferimento alla cultura di cui è portavoce e quando si parla di cultura si fa riferimento alla lingua con cui questa si esprime. Proprio per questo sarebbe assurdo parlare di traduzione senza tenere presente lo stesso legame che esiste tra le due. Molto spesso infatti, si incontrano termini che sono ricchi di connotazioni locali e culturali che non sono spiegate nei dizionari nemmeno nei più specializzati e che sono impossibili da trasporre poiché, essendo intrinsecamente connessi a una realtà geografico-culturale, perderebbero il loro senso più complesso fuori da tale realtà. Talvolta vi sono parole che hanno equivalenti nella lingua verso cui si traduce, ma che hanno diverse associazioni nelle due culture. Insomma, tutti i riferimenti culturali presenti all’interno del linguaggio di un gruppo geografico-culturale rappresentano per il traduttore “grandi sfide”, ostacoli che egli deve necessariamente affrontare e superare.

A livello pratico, il problema è dunque come tradurre tali riferimenti e se dare priorità allo stile o al contenuto. La risposta è, nella maggior parte dei casi, dare la priorità al contenuto, rispettando i contenuti del testo originale e individuando espressioni e termini idiomatici nella lingua d’arrivo che possano produrre un uguale impatto sui nuovi spettatori. La strategia di traduzione è dunque una strategia orientata alla lingua d’arrivo (target-oriented) che prende cioè in considerazione lo spettatore del prodotto tradotto e tenta di elaborare soluzioni chiare che non lo inducano in confusione.

Facendo dunque riferimento alla differenza tra equivalenza formale e dinamica di cui parla il celebre linguista Eugene Nida, possiamo affermare che, nel caso dei riferimenti culturali, si rende quanto più necessario e imprescindibile il ricorso all’equivalenza dinamica che parte dal principio dell’“effetto equivalente”, cioè fare in modo che la risposta del nuovo fruitore sia il più possibile simile a quella del fruitore originale.

Domani sarà pubblicata la seconda e ultima parte di questo articolo.

Autore dell’articolo:
Alice Campodonico
Traduttrice EN-ES-FR>IT
Cogorno (GE)