Traduzione di riferimenti culturali

 Categoria: Problematiche della traduzione

Il presente studio si propone di esporre e analizzare alcuni dei problemi cui il traduttore va incontro nell’affrontare i diversi tipi di generi testuali nella sfera della traduzione subordinata: canzoni, pubblicità, fumetti, sottotitolazione, doppiaggio, multimedia. Questo è infatti un segmento della traduzione che merita speciale attenzione, in primo luogo perché non è mai stato trattato con troppa frequenza né esaustività, e poi perché così esigono di una società e un mercato sempre più attivi e interconnessi. Illustreremo la nostra esposizione con esempi di riferimenti culturali concreti che permettano di avvicinarsi con maggiore precisione alla traduzione di un riferimento culturale, invece di lasciare che la sua peculiarità sfugga o giunga solo in parte al destinatario finale. I casi sono numerosi e di vario tipo: i termini sportivi relativi a  sport finora poco frequenti sullo schermo, l’adattamento della pubblicità, l’ipotetico doppiaggio di una corrida o la sottotitolazione di un film di Almodóvar, l’interpretazione simultanea del cinema o della televisione, la traduzione dei titoli dei film (spesso capricciosa e a volte persino risibile), la sottotitolazione intralinguistica per sordi, i nomi delle istituzioni in serie come Yes, Minister o Los Simpson [1], e la terminologia specializzata in altre come Star Trek o in Internet.

Cultura, riferimenti culturali e traduzione subordinata
Il dizionario Espasa definisce il termine “cultura” come il “complesso di modi di vivere e costumi, conoscenze, grado di sviluppo artistico, scientifico, industriale, etc., di un’epoca o di un gruppo sociale”. Questa definizione, più o meno completa, solleva due questioni direttamente riconducibili alla traduzione. Da un lato, la temporalità culturale di un testo, filmico o a fumetti in questo caso, con conseguenti problemi di validità e attualizzazione. Dall’altro lato, rispetto al gruppo sociale in questione, situazioni di universalità socioculturale, ma anche di opacità culturale tra i diversi gruppi sociali di una stessa lingua.

La dicotomia traducibilità-intraducibilità ricorre frequentemente nei dibattiti sulla traduzione.  Riteniamo, come Snell-Hornby (1988: 30), che non si tratti tanto di un’alternativa radicale possibile-impossibile, quanto piuttosto di una sfumatura più sottile, che dipenderà, tra le altre cose, dal contesto situazionale, dal tipo e dal livello di marcatura culturale esistente, e dalla prossimità culturale tra i due gruppi di parlanti in questione.

Il problema della traduzione subordinata, di audiovisivi e di fumetti, è che esiste un supporto visivo, statico (fumetti) o in movimento (doppiaggio, sottotitolazione), che determina in modo assoluto il processo di travaso comunicativo da una lingua, e soprattutto, da una cultura, ad altre.

Seconda parte di questo articolo >

Fonte: Adrián Fuentes Luque – Università di Cadice

Traduzione a cura di:
Alessandra Bove
Traduttrice e adattatrice dialoghista ENG>ITA ESP>ITA
Torino, Italia


[1] La prima è una serie televisiva anglosassone, finora non riproposta in Italia. La seconda è ovviamente la famosa serie a cartoni I Simpson. (n.d.t.)