Traduzione di riferimenti culturali (5)

 Categoria: Problematiche della traduzione

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Il linguaggio tabù è un altro fattore molto interessante, di cui tener conto nella traduzione dei riferimenti culturali.  Ciascuna lingua articola le proprie espressioni del linguaggio tabù intorno a sistemi di riferimento diversi.  Così, se in tedesco queste espressioni sono circoscritte quasi esclusivamente a codici di natura scatologica, in inglese succede qualcosa di simile, con in più varie derivazioni di contenuto sessuale del lessema fuck.  Lo spagnolo, invece, utilizza sistemi di riferimento appartenenti alla sfera della religione, della famiglia e del sesso.  Ne costituisce un esempio il film di Quentin Tarantino Pulp Fiction (1994): il linguaggio tabù viene trattato in modo completamente diverso nella versione doppiata rispetto a quella originale.  La nostra opinione è che ci sia una maggiore ricchezza linguistica nella versione doppiata. Esiste una maggiore carica fatica. Comunque, in questo caso, si chiude un circolo, in quanto pare che il film si basi su di un romanzo latinoamericano scritto originariamente in spagnolo e ambientato in Colombia, nel quale probabilmente il linguaggio possedeva una carica fatica e una marcatura culturale molto più vicina a quella della versione doppiata in spagnolo.

Ciò nonostante, aderiamo all’affermazione di Whitman-Linsen (1992: 133), rispetto alle allusioni o ai riferimenti marcati culturalmente:

allusions which bear meaning only to the source language audience, have no equivalent in the target language and cannot be expected to be familiar in their original form, for example, the Boston Tea party.  (…) however, it allows for references which, owing to their widespread usage and exposure, can still be retained in the translated text, for example, the House of Lords.  Moreover, many of the culturally linked references are retained since they serve the function of conveying the flavor of the local milieu.

Per quanto riguarda l’efficacia funzionale e la validità temporale della traduzione, dissentiamo circa le limitazioni di determinati procedimenti nella traduzione subordinata. A questo proposito, riportiamo l’opinione di Mayoral (1995): “l’equivalenza culturale vede alquanto ridotte le sue possibilità dal momento che l’esistenza dell’immagine marcata culturalmente provoca quasi sempre incompatibilità culturali riscontrabili con estrema facilità dallo spettatore e che possono compromettere la verosimiglianza del film”. Pensiamo che questo sia vero solo fino a un certo punto. Attualmente, la tendenza generale, specialmente nella traduzione audiovisiva, è orientata a cercare una traduzione efficace o funzionale (Fuentes, 1997). Questa può consistere in una riformulazione completa del passaggio marcato culturalmente, nella quale si ottenga la reazione culturale, per esempio umoristica, in entrambi i destinatari. Questa è, evidentemente, la situazione ideale. Potrebbe darsi un’ulteriore ipotesi, nella quale il traduttore riesce a discostarsi dalla situazione umoristica dell’originale, anche se questa possibilità non occorre frequentemente. Di solito si presenta in situazioni dove il traduttore crea una situazione comica in sostituzione di qualcosa che è stato costretto a omettere. È il caso, per esempio, della popolare serie televisiva El príncipe de Bel Air [7], nella quale il traduttore introdusse dei riferimenti a un noto comico di Malaga, la cui sola menzione provoca almeno sorriso. Bisognerebbe però domandarsi se questa operazione, in termini contestuali, sia del tutto ortodossa, giacché introduce in un contesto e in un ambiente del tutto diversi dei riferimenti culturali estranei. In quel caso tuttavia il traduttore decise di privilegiare gli obiettivi prioritari del testo, ossia far ridere, conseguire un effetto umoristico, e da questo punto di vista, ci pare che abbia ottenuto il risultato, pur avendo oltrepassato i limiti consueti. Gli effetti secondari sono naturalmente riconducibili alla validità spazio-temporale di questa soluzione. La validità di una strategia traduttiva tanto efficace e funzionale sarebbe molto limitata se dovesse essere trasferita a un altro contesto spazio-temporale (pensiamo per esempio alla validità di questo procedimento nel caso la serie venisse ritrasmessa a distanza di alcuni anni).

Fonte: Adrián Fuentes Luque – Università di Cadice

Traduzione a cura di:
Alessandra Bove
Traduttrice e adattatrice dialoghista ENG>ITA ESP>ITA
Torino, Italia


[7] Serie televisiva statunitense trasmessa in Italia con il titolo Il principe di Bel Air. (n.d.t.)