Traduzione di riferimenti culturali (3)

 Categoria: Problematiche della traduzione

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Anche la pubblicità appare fortemente determinata dalla presenza di riferimenti culturali, e sfrutta in modo differente gli stereotipi. Nella maggior parte dei casi e principalmente a causa di esigenze di marketing, vengono realizzati annunci pubblicitari completamente diversi per mercati e culture diverse, tenendo conto di motivazioni psicologiche, culturali, sociali, etc., dell’ambiente etnico, religioso o politico dei destinatari della cultura d’arrivo (per es., nei paesi africani degli annunci di Marlboro appare un cowboy nero, al posto di uno bianco, nell’intento di adattare e favorire l’identificazione del destinatario con il messaggio).

I riferimenti culturali nel mezzo audiovisivo, sia che si tratti di doppiaggio che di sottotitolazione, vanno incontro a forme di trattamento molto differenti. Così, come esempio estremo, ricordiamo il doppiaggio simultaneo diffuso in molti paesi dell’est europeo, nel quale non esiste quasi nessun tipo di convenzione né ci si attiene a criteri di sincronia di contenuto, di fonetica o di caratterizzazione. Lo spettatore sente una sola voce, incaricata di verbalizzare nella lingua d’arrivo tutti i dialoghi di tutti i personaggi, i quali si possono avvertire in sottofondo nella lingua originale. Il risultato è, ovviamente, quanto meno spiacevole e poco definito dal punto di vista informativo: con la resa di tutti i personaggi affidata a una sola voce, generalmente maschile, di tutti personaggi, si produce una perdita di contenuto e di informazione in generale, e culturale in particolare. Tanto più che la presenza costante di rumore di fondo (la colonna sonora originale) contribuisce a sua volta ad aumentare l’interferenza del rumore culturale. L’immagine e il testo in immagine (quando esistono) restano gli unici referenti per potere discernere qualche indicazione relativa al riferimento culturale; ne risultano una comprensione limitata, un travaso culturale e comunicativo fallito, e una perdita di messaggio. In altre occasioni, il travaso puramente traduttivo del riferimento culturale (del contenuto) del messaggio, può risultare perfettamente compiuto, ma apparire limitato in aspetti collaterali e inerenti alla cultura, come nel caso del doppiaggio verso lo spagnolo di certi film o serie televisive di origine statunitense. Così, nelle serie Miami Vice (Corrupción en Miami) [2] e The X-Files (Expedientes X) [3] fu deciso di cambiare la caratterizzazione delle voci dei personaggi in relazione a criteri di caratterizzazione culturale, mascherando così i protagonisti, che appaiono con voci molto più virili di quelle originali.  Per quanto ne sappiamo, questo criterio è stato seguito almeno in Spagna, in Italia e in vari paesi dell’America latina, adducendo che “la caratterizzazione delle voci originali non era adatta alla cultura d’arrivo”.

La marcatura spazio-temporale del riferimento, nel quadro del contesto socioculturale del supporto subordinato è un ulteriore elemento in gioco. L’impatto dei riferimenti culturali presenti in una serie sul Vietnam o nel film Salvar al soldato Ryan (Saving Private Ryan, di Steven Spielberg, 1998) [4] non è lo stesso per un ispanofono e per uno statunitense. Analogamente, ma in senso inverso, possiamo commentare l’esempio del film spagnolo Airbag (Juanma Bajo Ulloa, 1997).  Si tratta di un film estremamente marcato dal punto di vista culturale, che può persino risultare incomprensibile a una prima visione in versione originale, e quasi intraducibile.

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Fonte: Adrián Fuentes Luque – Università di Cadice

Traduzione a cura di:
Alessandra Bove
Traduttrice e adattatrice dialoghista ENG>ITA ESP>ITA
Torino, Italia


[2] In Italia questa celebre serie televisiva fu proposta con il titolo originale Miami Vice. (n.d.t.)
[3] Il titolo della versione italiana è invece X-Files. (n.d.t.)
[4] In Italia: Salvate il soldato Ryan. (n.d.t.)