Lo scontro fra traduzione e ideologia

 Categoria: Problematiche della traduzione

Il lavoro del traduttore viene spesso confuso con un’azione meccanica che consiste nella sostituzione delle parole di una lingua con quelle di un’altra, un’azione semplice e facile da eseguire, che non richiede preparazione o capacità linguistiche. In realtà, chiunque conosca o eserciti questo mestiere conosce le implicazioni che ne derivano, conosce l’importanza dei significati e dei concetti che si trovano alla base di tutti i testi (non solo letterari, ma di qualunque genere). È per questo che, al di là delle difficoltà legate al processo traduttivo, spesso i traduttori si scontrano con difficoltà legate ai concetti espressi nei testi: mi riferisco, in particolare, a quei testi che esprimono opinioni relative ad ambiti controversi e discussi. Questo può accadere, ad esempio, con testi di argomento politico che supportano o criticano un movimento, un’ideologia o un partito, o con testi di tipo culturale, nei quali spesso si esaltano pratiche o modi di pensare differenti da quelli della cultura della lingua meta della traduzione.

Cosa succede se un vegetariano deve tradurre un articolo sull’importanza delle carni nell’alimentazione? O se una femminista deve tradurre un testo incentrato su un modo di pensare maschilista? O se un religioso deve tradurre un testo basato su tesi atee? Sono tanti i casi in cui un traduttore potrebbe sentirsi toccato personalmente da un testo col quale deve lavorare e spesso questo genera un conflitto interiore che può essere difficile da risolvere. A volte ci si trova a dover tradurre un testo col quale semplicemente non siamo d’accordo, ma in alcuni casi ci si può trovare davanti ad un testo che affronta un argomento tanto toccante da generare un vero e proprio problema etico. Quindi, come ci si comporta in questi casi? Personalmente, credo che un traduttore debba cercare di rispettare il parere contrastante del testo col quale si sta confrontando e portare a termine il lavoro mantenendosi a distanza dal contenuto del testo stesso: anche se un traduttore considera proprio il testo su cui ha lavorato, va sempre tenuto presente il fatto che l’autore è un altro e, di conseguenza, i concetti di quel testo sono riconducibili solo e soltanto all’autore, mentre il traduttore rappresenta l’anello di congiunzione tra il testo ed i lettori, perché è colui che ne permette la diffusione.

Credo anche che la traduzione sia uno degli ambiti in cui è più facile trovarsi a dover superare certe difficoltà etiche perché dà la possibilità di spaziare e confrontarsi con vari argomenti. In realtà, la vera missione del traduttore è quella di riuscire ad unire chi non ha punti in comune, permettendo a persone che non possono comunicare di avere accesso alle stesse informazioni, siano esse istruzioni di un elettrodomestico, romanzi, articoli accademici o film. Ed è questo il motivo per cui, alla fine, spesso i traduttori riescono a risolvere lo scontro tra il lavoro e l’ideologia personale.

Autrice dell’articolo:
Lisa Meschi
Traduttrice freelance ES, EN > IT
Lucca