Le ragnatele della traduzione

 Categoria: Problematiche della traduzione

Sono stata spinta a raccogliere le riflessioni che seguono dopo aver letto la traduzione italiana di un best-seller americano. Premetto che scrivo principalmente in veste di lettrice – non sono infatti un’esperta di scienza della traduzione – pur tuttavia non posso dimenticare di essere, come formazione, un’italianista. Non credo sia importante specificare il titolo del romanzo dal quale ho tratto gli esempi che analizzeremo. Il mio contributo finirebbe di fatti per trasformarsi, inevitabilmente, in una sorta di attacco ad personam nei confronti del traduttore. Non mi dispiacerebbe, invece, se le mie osservazioni potessero portare a conclusioni di ordine generale.

Le perplessità che mi ha suscitato la traduzione in questione erano tante e tali che ho deciso di procurarmi il testo originale. Dal confronto tra originale e traduzione sono scaturite appunto le osservazioni che vado a proporvi. La prima sarà addirittura banale: si presume che un traduttore padroneggi pienamente la lingua di arrivo, nella fattispecie, l’italiano. Come ho detto, tacerò il nome del traduttore, tuttavia non nasconderò il fatto che si tratta di un noto traduttore che lavora per una delle maggiori case editrici italiane, dal quale ci si aspetterebbe una perfetta conoscenza dell’italiano. Invece, nel testo in italiano troviamo gongolarsi invece di gongolare, e, viceversa, ruffianare in luogo di arruffianarsi. Dannoso vuol dire ‘che arreca danno’, non ‘che concerne danni’, perciò la miserable list dei misfatti di qualcuno non può certo essere tradotta con il dannoso elenco. Non è chiaro, poi, cosa possa voler dire sgambettato dalla curiosità. Forse incalzato, sopraffatto dalla curiosità? (in effetti l’originale recita his curiosity getting the better of him).

Se il dizionario ci dice che lousy vuol dire ‘squallido, pidocchioso’, non per questo siamo autorizzati a tradurre a lousy million dollars con un milione di dollari pidocchiosi, semmai un misero milione di dollari. Rivolgere mezzo cipiglio così come togliersi il cruccio dalla fronte non mi sembrano espressioni di uso comune, mentre inverso nel senso di ‘accigliato, contrariato’ è registrato dai lessicografi, ma solo come voce regionale. A tal proposito, mi chiedo se non sia di ambito regionale anche l’espressione spandersela (adesso te la spandi) usata dal traduttore per tradurre to play the big shot, letteralmente ‘atteggiarsi a persona importante, darsi delle arie’, o più colloquialmente ‘menarsela’.

La seconda parte di questo articolo sarà pubblicata domani.

Autore dell’articolo:
Corinna Onelli
Dottore di Ricerca in Studi di Storia Letteraria e Linguistica Italiana
Luton (GB)