Le ragnatele della traduzione (5)

 Categoria: Problematiche della traduzione

Rimaniamo in ambito giuridico: nessun giudice italiano ammonirebbe il pubblico al grido
di “Linguaggio, per favore!”; se in un processo le parti sottostanno a the jurisdiction di
una certa corte, vorrà dire si rimettono alla sua autorità, alla sua competenza, non alla sua circoscrizione (?). Non si può tradurre meccanicamente they built their case against X con costruirono il loro caso contro X, che, onestamente, in italiano non vuol dire nulla: case against
è infatti chiaramente un’espressione tratta dal linguaggio giuridico anglosassone.
Propriamente vuol dire ‘raccogliere prove (contro qualcuno)’ e nel romanzo è usata nel senso traslato di ‘argomentare a sfavore di una tesi’.

C’è infine un’ulteriore problematica che affligge questa traduzione dall’inglese, così come
molte altre che mi è capitato di leggere. Si tratta di questo: se in un testo in inglese il soggetto muta da una frase all’altra, per il lettore rimane chiaro chi stia compiendo l’azione grazie all’espressione obbligatoria del soggetto o, eventualmente, alla presenza di un aggettivo possessivo. Prendiamo queste due frasi in sequenza: Mrs. B. was wachting him on the monitor. His feet were on the desk. Se traduciamo in italiano, come fa il nostro traduttore, con La signora B. lo guardava su un monitor. Aveva posato i piedi sulla scrivania, per il lettore italofono non sarà affatto immediato capire chi abbia posato i piedi sulla scrivania: la stessa signora B. o l’uomo spiato dalla signora B.? Se, infatti, in inglese il dubbio non sussiste, perché his si riferisce necessariamente ad un individuo di genere maschile, in italiano invece, la mancata disambiguazione disorienta il lettore. La mia osservazione potrà sembrare eccessivamente puntigliosa, ma, in realtà, è frequente, nel leggere testi narrativi tradotti in italiano, l’impressione di perdere continuamente il filo del discorso, come se le frasi fossero slegate l’una dall’altra. Una delle principali ragioni risiede proprio in questo, e cioè nella trascuratezza del traduttore che si limita a tradurre verbatim, senza tenere presenti le peculiarità morfo-sintattiche di ciascuna lingua.

Autore dell’articolo:
Corinna Onelli
Dottore di Ricerca in Studi di Storia Letteraria e Linguistica Italiana
Luton (GB)