La traduzione in Georgia oggigiorno (3)

 Categoria: Problematiche della traduzione

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1. L’aspetto più importante è l’aumento straordinario della traduzione letteraria. Probabilmente questa tendenza continuerà anche negli anni prossimi. Ovviamente, si produce anche tanta traduzione di bassa qualità, e ciò evidenzia maggiormente la necessità di incentivare le traduzioni di qualità. E’ cresciuta la richiesta del lettore e, conseguentemente, si stanno costituendo i principi di critica della traduzione. Non è ancora possibile definirla una critica letteraria argomentata, ma la domanda è evidente.

2. Le case editrici georgiane spesso producono una letteratura non di tipo commerciale e questa scelta, considerando le limitate potenzialità del mercato del libro georgiano, è molto apprezzabile. E’ chiaro che ciò non riguarda tutti: alcuni sono più orientati alla domanda del mercato, altri di meno, ma non possiamo dire che tutti gli editori insistano sulla letteratura commerciale (oppure che scelgano soltanto essa). Ma è possibile definire commerciale Musil, la cui traduzione e la cui stesura sono un lavoro straordinario? Quindi, possiamo dire che ci sono case editrici georgiane per le quali sono molto importanti i principi e il gusto letterario.

Per quanto riguarda l’offerta, ho fatto alcune proposte e non mi sono mai state rifiutate. Penso che sia possibile farli interessare perfino alla letteratura non commerciale, se il testo è veramente di qualità e la traduzione è buona.

Che altro posso dirvi… La traduzione è una professione, un’attività che ognuno sceglie da sé, ma stampare il libro dipende da un editore. E’ chiaro che il traduttore può pubblicare il libro da solo seguendo ogni fase della procedura (acquisto dei diritti d’autore, la redazione del testo, assistenza tecnica alla pubblicazione, stampa, distribuzione, ecc.), ma ciò è un lavoro enorme e personalmente io, come traduttrice, nemmeno immagino quanto impegno ciò richieda.

3. Non posso dire niente di nuovo, anche se lo vorrei. Sono sicura che alla fine una buona traduzione è uguale per tutti perché è una giusta combinazione di due cose: qualità del testo tradotto e affidabilità. E’ essenziale, dopo aver dato un significato al termine “giusto”, capire quali sono le priorità in una traduzione. Per alcuni è più importante la correttezza del testo, altri preferiscono che si curi anche l’estetica del linguaggio. Personalmente per me la cosa più importante è la piacevolezza del testo. Questo, chiaramente, quando si traducono testi di narrativa e non testi scientifici o saggi. Secondo me è impossibile definire la traduzione letteraria “buona” in base alla precisione. Chi può stabilirne i criteri? E’ chiaro che non sono accettabili errori grammaticali o la distorsione del senso delle frasi; questa precisazione è perfino inutile, ma direi di sostituire la famigerata “affidabilità”, “fedeltà”, “precisione” del testo tradotto con il termine “responsabilità” e, pertanto, direi che per me è importante che il traduttore scriva in georgiano in modo raffinato e che abbia ben chiaro il senso della responsabilità durante la traduzione. Tutto il resto andrà bene.

Umberto Eco, che ha riflettuto moltissimo sul tema della traduzione, critica senza risparmiare le traduzioni irresponsabili, superflue, termina così il suo ultimo libro, Dire quasi la stessa cosa, Esperienze di traduzione: – “Se consultate qualsiasi dizionario vedrete che tra i sinonimi di fedeltà non c’è la parola precisione. Ci sono, piuttosto, lealtà, onestà, rispetto, pietà”.

4. Non ho riflettuto molto su questo argomento e forse mi sto sbagliando, ma non ne vedo tanto la necessità. Comunque, avere molti lettori (cioè, estimatori), a mio parere, migliorebbe sensibilmente anche la qualità della traduzione. E comunque, se deve esistere questo tipo dell’associazione, forse può essere utile soprattutto per gli incontri tematici, i dibattiti, l’educazione e la formazione delle nuove generazioni, più che per “definire le politiche e le priorità”.

5. Le traduzioni influiscono senz’altro. La traduzione arricchisce la lingua così, come la poesia, la prosa e la saggistica originale. Penso che ciò riguardi in modo particolare la lingua georgiana: il traduttore riesce a superare le scelte così varie e complicate in ogni lingua, e quindi è impossibile non considerare questo lavoro complesso come un contributo allo sviluppo della lingua di destinazione.
Come regola, ci si riferisce soltanto alla narrativa, quando si discute su questo argomento, ma per arricchire la lingua sono molto importanti anche le traduzioni scientifiche e tecniche. Spesso sentiamo la frase: “preferisco preparare in inglese” (un intervento, un discorso, un dialogo, una presentazione). Questo accade perché bisogna arrovellarsi a cercare le parole in georgiano, cercando le parole “intraducibili”, implorando aiuto attraverso i social network: “Sos, amici! Come si dice in georgiano…?”, ecc. – La causa di questo panico è proprio la carenza di traduzioni scientifiche e tecniche di alta qualità. In breve, non è sufficiente ironizzare sulla mancanza di un dibattito comune su queste tematiche.
6. Per me è molto facile rispondere a questa domanda: la letteratura italiana è quasi completamente da tradurre. Sono così numerosi gli autori che dovrei nominare che posso limitarmi a fare solo alcuni nomi: Gadda, Pavese, Fenoglio, Calvino, Buzzati, Levi e, tra i nuovi, Benni, Riccarelli e tanti altri, tralasciando la poesia.

7. E’ importante, che lo Stato riconosca questo settore tra le sue priorità nelle politiche culturali, ma non penso che lo debba finanziare. Sarà ottimo se si assicureranno strumenti supplementari ai traduttori, per esempio fondazioni che sovvenzionino importanti progetti di traduzione anche nell’ambito della letteratura “non commerciale”. Dobbiamo utilizzare i mezzi messi a disposizione dello Stato per tradurre ed “esportare” la nostra letteratura.

Ovviamente in Georgia è difficile mantenersi solo con l’attività di traduttore. Se consideriamo i miei ritmi di traduzione, forse è impossibile. Però non penso che dipenda soltanto dai miei ritmi. La traduzione letteraria è una cosa complicata, impossibile limitarla in una routine e pianificare quotidianamente otto ore di lavoro. A volte ci riesci, a volte no. Non è possibile forzare. Conosco anche il parere di altri traduttori europei riguardo questo argomento e penso che sia difficile ovunque vivere soltanto con l’attività del traduttore. Da noi la retribuzione è semplicemente ancora più bassa rispetto a quanto sarebbe necessario.

8. Nemmeno io conosco perfettamente le clausole che dovrebbero regolare il rapporto di lavoro tra il traduttore e l’editore. Se per “diritti” intendiamo la richiesta all’editore da parte del traduttore di ricevere una parte dalle vendite, non so quanto ciò sia realistico. Personalmente per me sarà un bene ricevere un compenso dignitoso. Le paghe sono veramente basse e sarebbe opportuno fissare un tariffario, a mio parere: non tutti, infatti, ricevono gli stessi compensi. Anche per quanto riguarda il ritardo nella consegna del lavoro di traduzione, non ho mai avuto problemi. Quasi sempre consegno il lavoro all’editore in ritardo.

9. E’ difficile dire qualcosa riguardo alle prospettive. Questa è un’attività, che se proprio sei deciso a svolgerla, non so consigliarti come fare. Devo rispondere a questa domanda per convincere più persone a scrivere e tradurre. Il talento e l’abilità sono importanti ovunque, ma a scrivere s’impara scrivendo. Con la scrittura e con la lettura. Non può tradurre colui che non legge. Di questo sono sicurissima. In Europa e negli Stati Uniti ci sono le scuole che insegnano la scrittura. Tanti sono sicuri che imparare a scrivere non sia possibile. Io la penso diversamente. Se una persona ha le capacità, ci sono tante cose che si possono imparare. Ciò non trasformera le persone in scrittori, ma insegnerà tante cose, per esempio, al traduttore. E poi, alla fin fine, non dobbiamo tradurre soltanto i romanzi e le poesie, esiste anche la saggistica, una marea di letteratura scientifica e tecnica, che ho menzionato prima e di cui necessitiamo di traduzioni in georgiano.

10. Secondo me è indispensabile. Da noi esprimere un’opinione riguardo le traduzioni non supera quasi mai il biasimo o la lode. Non è sufficiente dire: “Va bene, non va bene, è tremendo, meraviglioso, può andare bene”. Bisogna dire, argomentare, definire perché una traduzione è buona o perché non lo è. Questa parte della critica letteraria, secondo me è importante anche per un traduttore giovane. Come regola, la persona ama il suo scritto. La critica argomentata, almeno lo farà riflettere. La critica della traduzione, così come la buona critica letteraria in generale, è rilevante anche per perfezionare e sviluppare il gusto letterario del lettore. Ed è veramente possibile raffinare il gusto.

Fonte: Articolo scritto da Khatuna Tskhadadze e pubblicato il 23/07/2014 sulla rivista georgiana “Arili”

Traduzione a cura di:
Konstantin Vekua
Traduttore Freeelance: GE / RU / EN > IT
Tbilisi