Errori di traduzione passati alla storia

 Categoria: Problematiche della traduzione

Quello della traduzione non è mai stato un lavoro facile. Senza dubbio le lingue sono molto complesse e non sempre esistono parole che hanno esattamente lo stesso significato in due lingue diverse, in quanto ci sono sempre piccole sfumature a creare differenze. Inoltre può capitare che due termini molto simili abbiano significati totalmente differenti. Volete conoscere alcuni dei più grandi errori di traduzione della storia? Di seguito viene riportato ciò che un professionista della traduzione non deve fare.

Nel corso della storia le barriere linguistiche hanno lasciato segni significativi. Talvolta i traduttori sono riusciti a contestualizzare molte espressioni; nonostante ciò, altri non sono stati così fortunati e hanno causato delle confusioni storiche.

Se non si conosce una lingua, la cosa migliore da fare è rivolgersi a un buon traduttore. Se qualcuno l’avesse pensata così per gli esempi successivi, la storia avrebbe potuto addirittura prendere un corso diverso, in quanto un errore di traduzione può portare a conseguenze importanti.

Errore di traduzione 1: Alieni su Marte
Nel 1877 l’astronomo Giovanni Schiaparelli cominciò a osservare e analizzare la superficie marziana. Nei suoi appunti classificò le zone più scure come “mari” e quelle più chiare come “continenti”. Inoltre descrisse una serie di “canali”, intesi come formazioni naturali che ricordavano una gola.
Anni più tardi, nel 1908, l’amico Percival Lowell, riesaminando il lavoro di Schiaparelli, arrivò alla conclusione che i “canali” fossero stati costruiti da esseri intelligenti per trasportare l’acqua che scarseggiava sulla superficie marziana, dalle calotte polari fino alle regioni desertiche. In altri termini, l’uso della parola “canali” diede origine alla teoria che su Marte esistessero strutture artificiali per il trasporto dell’acqua costruite da brillanti ingegneri marziani.
Questa affermazione sollevò un gran polverone e così ebbe origine il mito sull’esistenza dei marziani.

Errore di traduzione 2: La bomba atomica
Nel 1945 si cercò di negoziare la resa dell’impero giapponese durante la Seconda guerra mondiale. Di fronte all’ultimatum, il primo ministro giapponese Kantaro Suzuki utilizzò la parola “mokusatsu“, che equivale a “no comment, ci stiamo ancora pensando”, ma che può anche essere interpretata come “ignoriamo e disprezziamo”. È facile intuire quale delle due scelse il governo statunitense, dal momento che solo dieci giorni dopo vennero sganciate le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.

Errore di traduzione 3: Le corna di Mosè
Per scolpire “Il Mosè” agli inizi del XVI secolo, il celebre artista Michelangelo fece ricorso alla traduzione di San Girolamo. L’artista, imbattendosi nella parola ebraica “karan” (raggiante), la confuse erroneamente con “keren“, che significa “corna”.
Quando l’errore di traduzione venne notato, tutti gli artisti dell’epoca decisero di modificare le loro opere per aggiungere raggi splendenti; nonostante ciò, Michelangelo preferì mantenere il progetto originale.

Errore di traduzione 4: Desideri carnali
Jimmy Carter, ex presidente degli Stati Uniti, sapeva come attirare l’attenzione delle folle. In un discorso pronunciato nel 1977 in Polonia, un errore da parte del suo interprete fece sembrare che il presidente stesse esprimendo desideri sessuali nei confronti del Paese, allora comunista. L’interprete fece credere che Carter desiderasse sessualmente i polacchi, ma emerse che quello che quest’ultimo voleva veramente comunicare fosse il suo interesse di conoscere “i desideri per il futuro” dei polacchi.
Senza dubbio, la traduzione è una professione che non deve essere sottovalutata e forse un’arte per tanti, che richiede molto tempo e dedizione. È importante prestare particolare attenzione alle questioni che possono apparire semplici, dato che non è tutto oro ciò che luccica.

Fonte: Articolo pubblicato sul sito di Aire Traducciones

Traduzione a cura di:
Giada Atzeni
Traduttrice e interprete ENG/ESP>ITA
Cagliari