Cos’è tradurre? (2)

 Categoria: Problematiche della traduzione

Tra le lingue esistono vere e proprie lacune lessicali e il passaggio tra Source Text e Target Text rivela anche la lontananza tra culture, in cui il traduttore con la sua consapevolezza deve intervenire. Difficoltà esistono per esempio anche nella traduzione dei modi verbali e di particelle che hanno varie traduzioni secondo l’intonazione data (un esempio è il tedesco doch, che può dare a una frase quattro significati diversi). Il fatto che le diverse lingue segmentino diversamente il continuum non significa che tra loro vi sia una totale incomparabilità, ma piuttosto occorre ogni volta negoziare la soluzione che può sembrare più appropriata, lavorando sull’intenzione originaria e sulla comprensibilità.

Il livello più ampio su cui lavorare per un traduttore è quello del tipo di testo, che va identificato, insieme alla strategia utilizzata nel combinare la struttura, la coerenza logica, l’uso dei coesivi e della punteggiatura e il paratesto. L’inglese britannico connette questi elementi diversamente dall’italiano, che è più flessibile; in particolare, nel testo argomentativo, l’italiano tende ad avere una costruzione circolare in cui si fa meno uso del pensiero deduttivo. I testi in cui spesso è più evidente questa differenza sono quelli informativi, in cui l’inglese rispetto all’italiano avvicina di più il testo al destinatario, con un linguaggio più amichevole e informale e inoltre utilizza formule di cortesia (come nel parlato). Strumenti usati in italiano ma più spesso in inglese sono gli hedge. Questo termine, coniato nel 1972 da Lakoff, indica secondo Brown e Levnson, due tipi di parole, approximators, cioè elementi che modificano la condizione di verità di un enunciato, e shields, indicatori dell’atteggiamento e dell’opinione del parlante.

Autore dell’articolo:
Francesco Filippi
Traduttore En>It De>It
Viareggio (Lu)