9 errori di traduzione da tutto il mondo (3)

 Categoria: Problematiche della traduzione

Con l’articolo di oggi chiudiamo la carrellata di 9 famosi errori di traduzione iniziata due giorni fa.

7. Cioccolata per lui.
Negli anni ’50, quando le aziende produttrici di cioccolata iniziarono ad incoraggiare il pubblico a festeggiare il giorno di San Valentino in Giappone, un errore di traduzione da parte di un’azienda fece credere alle donne che era tradizione che fossero loro a regalare agli uomini dei cioccolatini per l’occasione. E questo è esattamente ciò che avviene ancora oggi in Giappone quel giorno. Il 14 febbraio, le donne giapponesi sorprendono i loro uomini con cioccolatini a forma di cuore e tartufi, e il 14 marzo gli uomini ricambiano il dono. Un bell’affare per le fabbriche di cioccolata!

8. Devi sconfiggere Sheng Long.
Nel videogioco giapponese Street Fighter II, un personaggio dice “Se non riesci a sconfiggere il “Rising Dragon Punch” (in italiano, il Pugno del Drago Nascente), non puoi vincere!”. Quando la frase fu tradotta dal giapponese all’inglese i personaggi del “Drago Nascente” vennero identificati come “Sheng Long”. Gli stessi personaggi hanno diverse chiavi di lettura in giapponese, e il traduttore, lavorando su una serie di frasi e non conoscendo affatto il contesto, pensò che fosse stato introdotto un nuovo personaggio nel gioco. I giocatori impazzirono nel cercare di capire chi fosse Sheng Long e come potessero sconfiggerlo. Nel 1992, in occasione di un Pesce d’Aprile, l’Electronic Gaming Monthly pubblicò delle istruzioni elaborate e difficili da seguire su come riuscire a battere Sheng Long. Nessuno disse che si trattava di uno scherzo fino a dicembre, quando ormai molti avevano speso ore intere a giocare.

9. Problemi a Waitangi.
Nel 1840, il Governo britannico stipulò un patto con i capi dei Maori della Nuova Zelanda. I Maori volevano protezione in caso di aggressioni dei loro villaggi da parte di detenuti, marinai e commercianti, e i Britannici volevano espandere i loro possedimenti coloniali. Fu redatto il Trattato di Waitangi ed entrambe le parti lo firmarono. In realtà però firmarono due diversi documenti. Nella versione inglese i Maori avrebbero dovuto cedere “a Sua Maestà la Regina d’Inghilterra assolutamente e senza alcuna riserva tutti i diritti e i poteri della Sovranità” . Nella traduzione in maori, scritta da un missionario, i Maori non rinunciavano alla sovranità, ma al governo. Loro credevano di ottenere un sistema legale ma mantenendo il diritto all’autogoverno. Non andò così, e ancora oggi si discute in merito al significato di questo trattato.

Fonte: Articolo pubblicato il 10 febbraio 2013 su mental_floss

Traduzione a cura di:
Silvia Santoriello
Dott.ssa in Scienze della Mediazione Linguistica
Interprete e traduttrice EN-DE> IT
Salerno