Yo, tú y vos (5)

 Categoria: Le lingue

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Per molti anni, utilizzare il “vos” era considerato agrammaticale, incorretto e addirittura indegno e poco colto.Il “voseo”, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, è stato oggetto di una forte condanna da parte dei diversi accademici. Veniva considerato una volgarità, una macchia del linguaggio. Nonostante ciò, in alcuni territori dell’America Latina si è continuato ad usare il “vos” negli ambienti familiari e nei colloqui informali.

Nel 1982 l’Accademia Argentina di Lettere è stata la prima ad accettare il “voseo” come regola colta, cioè ha riconosciuto l’utilizzo del “vos” come legittimo e corretto, sia per un trattamento informale che per la letteratura ed i documenti ufficiali.
Il riconoscimento ufficiale ha tardato ad arrivare, infatti solo 2005, con la pubblicazione del “Diccionario Panhispánico de Dudas (Dizionario Panispanico dei Dubbi), la Reale Accademia della Lingua spagnola e la Associazione delle Accademie di Lingua spagnola, ha definito il ‘voseo’ come «l’utilizzo della forma pronominale vos per rivolgersi all’interlocutore».

Dal panorama generale qui presentato è importante ricordare sempre che, con riferimento alle “forme di cortesia”, nessuna forma pronominale ha un valore di per sé più o meno cortese se non si considera il contesto socioculturale in cui deve essere inserita. E in relazione ai cambiamenti, è importante considerare che il sistema pronominale della lingua spagnola è storicamente complesso. Le società americane sono territori di culture trapiantate. La lingua non è omogenea perché i gruppi sociali non sono né storicamente, né politicamente, né economicamente omogenei. Le differenze etniche, sessuali o generazionali influenzano le interazioni comunicative, il contatto linguistico e sociale.

Bisogna accettare un dato storico: non esiste un”unico spagnolo!”.

Articolo scritto da:
Ilaria Matola
Traduttrice ES>IT
San Mango Piemonte (SA)