Serbo e Croato

 Categoria: Le lingue

Serbo-croato, croato-serbo, serbo o croato, croato o serbo, sono denominazioni diverse di una stessa lingua che presenta particolarità fonetiche e particolarità lessicali.

Discordanze Fonetiche
Oltre al diverso riflesso della vocale protoslava “jat” (ě), alla quale si è già accennato, vi sono altre differenze fonetiche fra serbo e croato:

La velare aspirata h è poco sentita dai Serbi e al posto suo, quando non cade, si usa spesso la labio-dentale sonora v : kuvati(cucinare),suv(secco) perkuhati,suh. Al posto del prefisso uz i Serbi hanno, talvolta,  il prefisso arcaico va: vazduh(aria), vaskrsnuti(risorgere) per uzduh, uskrsnuti. Il serbo mantiene talvolta l’antico nesso št e non lo continua, come per il croato, in ć: sveštenik(sacerdote), opština (Comune), per svećenik, općina. Nel serbo la r in fine di parola cade sovente: takođe (parimenti), veče (sera) per također, večer. Al posto di una t i Serbi usano talvolta la ć prepalatale: prolećni (primaverile) per proljetni. Dove poi emergono maggiormente le variazioni fonetiche, dipendenti da civiltà, tradizioni e sensibilità linguistiche diverse, lo è nell’adattamento di voci straniere. È così che, per es., mentre in certi nomi propri croati appare la consonante b, in quelli serbi figura la consonante v: Babilon-Vavilon, Bizant-Vizant. Analogamente si ha una k in croato ed una h in serbo nei tipi di voci kirurg-hirurg, kršćanin-hrišćanin; oppure si ha una z in croato e una s in serbo nei tipi di voci konzul-konsul, perzijski-persijski, etc.[1]

Discordanze Morfologiche e Sintattiche
Non numerose, ma caratteristiche anche le discordanze morfologiche e sintattiche.
In serbo l’infinito del verbo tende a sparire completamente e ad essere sostituito con da + indicativo.[2] Si hanno così, per es.: la forma del futuro ja ću da dođem (io verrò) per ja ću doći (croato) o la forma di imperativo nemoj da govoriš (non parlare) per nemoj govoriti (croato).

I sostantivi non concordano spesso nel genere e mentre i Croati usano le forme del maschile per svezak (fascicolo), arhiv (archivio), teorem (teorema), i Serbi hanno le corrispondenti forme al femminile, quindi  sveska,arhiva, teorema, oppure, viceversa, al posto del croato pojava (fenomeno), c’è il serbo pojav.

Nei verbi presi da lingue straniere i Croati usano la desinenza –irati e i Serbi - isati oppure – ovati, quindi grupirati (raggruppare), bombardirati (bombardare) di fronte a grupisati, bombardovati.

Discordanze Lessicali
Le discordanze maggiori appaiono nel lessico:

ITALIANO CROATO SERBO
Aceto Ocat Sirće
Alfabeto Abeceda Azbuka
Asciugamano Ručnik Peškir
Calcio Nogomet Fudbal
Calzolaio Postolar Obućar
Cassa Blagajna Kasa
Cinematografo Kino Bioskop
Concorso Natječaj Konkurs
Fabbrica Tvornica Fabrika
Farmacia Ljekarna Apoteka
Forbici Škare Makaze
Ora Sat Čas
Pane Kruh Hleb
Pomodoro Rajčica Paradajz
Segretario Tajnik Sekretar
Università Sveučiliste Univerzitet
Borsa Torba Tašna
Telegrafo Brzojav Telegraf
Telegramma Brzojavka Telegram
Treno Vlak Voz
Piano Kat Sprat
Settimana Tjedan Sedmica
Isola Otok Ostrvo
Musica Glazba Muzika
Orecchino Naušnica minđuša

Dagli esempi sopra riportati appare evidente la tendenza più spiccata del croato a favore dei «calchi», laddove  il serbo preferisce i «prestiti» e, in generale, la maggior refrattarietà, ai prestiti, del croato (cfr. i nomi dei mesi, esemplati su quelli latino-greci in serbo, ma di origine slava in croato); inoltre i termini di origine greca, particolarmente quelli di uso ecclesiastico o i nomi propri, provengono in serbo direttamente dal greco (quindi presentano la forma fonetica che avevano in questa lingua nel Medioevo), mentre in croato penetrano attraverso la mediazione latina, ed hanno quindi la forma fonetica che il latino aveva preso all’inizio dell’era cristiana (es. Croato Barbara, serbo Varvara; croato Betleem, serbo Vitlejem, ecc.).[3]

Autrice dell’articolo:
Maria Luisa Di Prospero
Traduttrice Giurata
Pescara


[1]Cfr. Cronia A., Grammatica della lingua serbo-croata, L. Trevisini Editore, Milano, 1970, pp. 212-217.
[2]È questo un carattere molto diffuso nell’area balcanica, del quale partecipano anche macedone, bulgaro, greco moderno e albanese. Cfr.Cantarini  A., op. cit., pag. 17.
[3] Cfr.  Cantarini A., op. cit., pp. 17-18,Cronia A., op. cit.,  pp. 212-217.