Lingue e “Zecchino d’Oro”

 Categoria: Le lingue

Avrò avuto all’incirca sette o otto anni quando, guardando “Lo Zecchino d’Oro” in tv, nacque il mio amore per le lingue. Ricordo che restavo imbambolata davanti allo schermo ogni volta che uno dei bambini stranieri in gara iniziava ad intonare alcune strofe della canzone nella propria lingua. Io ascoltavo rapita quei suoni strani, per me senza senso, ma pronunciati con tanta naturalezza da quei bimbetti, spesso più piccoli di me. “Ma come fanno?”, mi chiedevo. Mi sembrava impossibile che sapessero capire e parlare un’altra lingua.

Ero attratta in particolare dalle lingue “strane”, come il polacco, l’olandese o l’hindi (sarà un caso che, un bel po’ di anni dopo, mi sia ritrovata a studiare l’arabo all’università?). Volevo imparare anch’io a riprodurre quei suoni bizzarri ma terribilmente affascinanti, così mi feci regalare dai miei genitori le musicassette con le canzoni dello “Zecchino d’Oro”. Ricordo che “saltavo” a piè pari le canzoni cantate dai bambini italiani, mentre ascoltavo decine e decine di volte quelle degli stranieri, soprattutto le strofe “in lingua”. Cercavo di memorizzarle, aiutandomi con i testi ritagliati dalle riviste. Naturalmente, non avevo la più pallida idea di cosa stessi cantando, e probabilmente anche la pronuncia lasciava molto a desiderare, ma io ero felice e fiera di me.

Con gli anni, la mia passione per le lingue non si è affievolita, anzi, non vedevo l’ora di andare alle scuole medie per iniziare a studiare il francese! Ovviamente, era la mia materia preferita e, manco a dirlo, avevo tutte “A”. Anche alle superiori, le materie in cui riuscivo meglio erano l’inglese e il francese e ricordo che, quando avevo circa quindici anni, ci chiesero di scrivere in un tema come ci vedevamo tra dieci anni. E cos’altro avrei mai potuto fare io da grande, se non la traduttrice?

Tiziana Geroldi
Traduttrice freelance EN-FR-AR>IT
Venezia