L’impoverimento del linguaggio

 Categoria: Le lingue

È impossibile non notare come, al giorno d’oggi, le persone parlino e scrivano sempre peggio.
Non sappiamo con esattezza se si tratta di un fenomeno comune ad altri paesi del mondo, ma, a giudicare dai racconti dei nostri colleghi, sembra proprio di sì.
Quello che possiamo affermare senza timore di essere smentiti è che sia in Italia sia in Spagna (dove ha sede la nostra agenzia di traduzioni) il fenomeno è in preoccupante crescita.

Si calcola che mediamente i giovani utilizzino un vocabolario di circa 200 parole, mentre gli adulti non più di 2000. Di fronte a questi dati, gli illustri scrittori di cui la nostra storia è piena si staranno rivoltando nella tomba.
Anche la televisione, la radio e i giornali non sfuggono a questa tendenza, anzi. Quelli che una volta erano considerati templi della cultura, o almeno luoghi piuttosto sicuri per la lingua, sono oggi in prima fila nella corsa all’impoverimento del linguaggio.

Per non parlare dei nuovi mezzi di comunicazione come gli sms, la posta elettronica, le chat, i social network, ecc. Paradossalmente, se da un lato facilitano la comunicazione fra le persone, dall’altro ci costringono o comunque ci spingono ad utilizzare meno parole, ad abbreviarle, spesso ad inserire nei testi sigle ed acronimi ai limiti dell’incomprensibile.
Nell’articolo di domani vedremo come si inseriscono i traduttori in questo contesto di degrado della lingua.