Le lingue indoeuropee

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L’italiano, così come quasi tutte le altre lingue europee, appartiene alla grande famiglia delle lingue indoeuropee. Ma da cosa deriva la parola “indoeuropeo”?
Con il termine “indoeuropei” si suole indicare un gruppo di popolazioni che, tra il V millennio a.C. e il II millennio a.C., avrebbe popolato una vasta area geografica comune e avrebbe parlato una lingua comune. Tali popolazioni, inizialmente compatte e coese, per ragioni non ben specificate ma probabilmente legate a dinamiche commerciali, demografiche e militari, si sarebbero poi disperse nel continente euroasiatico. Ognuna delle nuove popolazioni originate da tali migrazioni avrebbe poi sviluppato nel tempo una propria lingua che avrebbe comunque conservato dei tratti di somiglianza con la lingua originaria.

Se per parlare degli indoeuropei abbiamo utilizzato il condizionale, è perché la loro esistenza non è stata dimostrata scientificamente e la teoria circa l’esistenza di una proto-popolazione indoeuropea nasce proprio dalle analogie e dalle somiglianze di cui parlavamo poc’anzi.
Queste analogie e queste somiglianze, riscontrate anche fra lingue parlate da popolazioni geograficamente molto distanti fra loro, hanno portato gli studiosi a ritenere che tali lingue siano appunto la continuazione di una sorta di proto-lingua preistorica, parlata circa settemila anni fa e convenzionalmente denominata proto-indoeuropeo, o, più comunemente, indoeuropeo.
Secondo tali studi, quasi tutte le lingue attualmente parlate in Europa (ma anche in in altri continenti), deriverebbero appunto dall’indoeuropeo. Solo il basco e le lingue uraliche come l’ungherese, l’estone, il finlandese e poche altre farebbero eccezione.

Verificare le somiglianze fra le lingue di origine indoeuropea e le differenze rispetto ad altre lingue europee caratterizzate da un’origine diversa, è semplicissimo: è sufficiente contare fino a tre, cioè confrontare la scrittura dei primi tre numeri. Ecco qua alcuni esempi di lingue di origine indoeuropea:

Albanese: një, dy, tre
Catalano: un, dos, tres
Francese: un, deux, trois
Gallese: un, dau, tri
Greco moderno: ena, dyo, tria (traslitterazione dell’alfabeto greco)
Inglese: one, two, three
Italiano: uno, due, tre
Islandese: einn, tveir, þrír
Lituano: vienas, du, trys
Norvegese: en, to, tre
Portoghese: um, dois, três
Rumeno: unul, două, trei
Spagnolo: uno, dos, tres
Svedese: ett, två, tre
Tedesco: eins, zwei, drei

Le somiglianze sono evidenti ma in basco e nelle lingue uraliche le cose cambiano:

Basco: bat, bi, iru
Ungherese: egy, kettő, három
Finlandese: yksi, kaksi, kolme
Estone: üks, kaks, kolm