La lingua ido

 Categoria: Le lingue

Molte persone sanno cos’è l’esperanto (di cui abbiamo parlato pochi giorni fa in questo blog) ma lo stesso non può dirsi della lingua ido. Essa, infatti, non ha certo avuto la stessa diffusione ed ha anche corso il rischio di diventare una lingua morta, anche se oggi, soprattutto grazie ad internet, è una delle lingue artificiali che si espandono maggiormente, in particolare in Europa. Ma cos’è esattamente l’ido e quando è nato?

L’ido è una lingua internazionale neutra inventata da Louis de Beaufront e Louis Couturat alla fine dell’800 allo scopo di creare una versione riformata e semplificata dell’esperanto.
Non a caso, lo pseudonimo “ido”, oltre ad essere l’abbreviazione di “esperantido”, in lingua esperanto significa “discendente”.
Si tratta di una lingua che, a dispetto della scarsa utilizzazione, ha avuto il suo momento di gloria nel 1907, allorché venne scelta tra molti altri progetti di lingua universale da uno speciale comitato internazionale di scienziati e linguisti (la Delegazione per l’adozione di una lingua ausiliaria internazionale).
In seguito, tra il 1908 e il 1914, il progetto venne poi discusso pubblicamente nella rivista ufficiale Progreso e fu completato dall’Accademia Idista dopo un lungo ed estenuante lavoro.
Da quanto appena detto si evince che, nonostante la paternità di Beaufront e Couturat sia universalmente riconosciuta, il sistema adottato in via definitiva è il frutto di un lungo e ponderato lavoro collettivo, e non il semplice prodotto dell’invenzione di un singolo. Questo ha fatto sì che, anche a distanza di molti anni dalla sua approvazione, gli esperti che l’hanno esaminata e praticata l’hanno sempre ritenuta molto superiore a qualunque altra lingua internazionale.

Come si può facilmente immaginare l’ido e l’esperanto sono molto simili fra loro e, anche se sono stati numerosi i cambiamenti apportati rispetto all’esperanto, queste due lingue risultano reciprocamente intellegibili fra loro.
Al pari del suo cugino esperanto, dal quale eredita molte delle sue semplicissime costruzioni grammaticali, l’ido si propone come lingua sovranazionale, cioè superiore alle varie lingue nazionali. Negli intenti dei suoi creatori, l’ido avrebbe dovuto diventare una seconda lingua comune a tutti gli individui ed avrebbe dovuto veicolare la comunicazione internazionale, impedendo ad una delle lingue nazionali esistenti di assolvere questa funzione. In questo modo nessuna di esse avrebbe avuto più importanza rispetto alle altre.
Il vocabolario dell’ido è composto essenzialmente da vocaboli derivanti per lo più da altre lingue europee (come del resto per l’esperanto) e i suoi elementi costitutivi sono essenzialmente internazionali. Prova ne sia l’adozione dell’alfabeto anglo-latino, che è senza dubbio l’alfabeto più internazionale esistente.
Non è una lingua creata solo per eruditi o latinisti, anzi, è una lingua molto semplice che può essere facilmente imparata da chiunque in poche settimane e da autodidatta. Questa incredibile rapidità di apprendimento è dovuta dalla regolarità dell’uso degli affissi e dall’uso di parole comuni, nonché da una pronuncia molto scorrevole ed armoniosa.