L’ipotesi Sapir-Whorf

 Categoria: Le lingue

L’ipotesi Sapir-Whorf, che prende il nome dal linguista americano Edward Sapir e dal suo studente Benjamin Lee Whorf, può dirsi costituita da due principȋ strettamente correlati. In base al primo principio, detto ‘Determinismo Linguistico’, il nostro pensiero è determinato dal linguaggio, ed in base al secondo, detto ‘Relativismo Linguistico’, persone che parlano lingue diverse percepiscono e concepiscono il mondo in maniera alquanto differente, non essendovi alcun limite alla diversità strutturale delle lingue. L’ipotesi, a volte definita ‘Ipotesi Whorf’, sostiene che il linguaggio non è semplicemente un mezzo per dar voce alle idee, ma è esso stesso a dare forma a quelle idee. Il risultato di questo processo è un insieme di visioni diverse del mondo da parte di individui che parlano lingue diverse.

Dai suoi inizi negli anni ‘20 e ’30, l’ipotesi Sapir-Whorf ha dato vita a dibattiti e ricerche in una serie di discipline, tra cui linguistica, psicologia, filosofia, antropologia e didattica. Ad oggi non è stata completamente contestata o difesa, ma ha continuato ad affascinare ricercatori di tutto il mondo. La versione moderata dell’ipotesi, che riguarda il relativismo linguistico, spiega come la percezione sia influenzata dal ventaglio di parole ed espressioni adeguate che una lingua ha a disposizione. Sapir and Whorf hanno asserito che oggetti, situazioni e processi culturalmente fondamentali sono in genere definiti da una pletora di parole, mentre elementi che una cultura percepisce come irrilevanti sono solitamente contraddistinti da una o due parole. Queste differenze influenzano il modo in cui gli esseri umani percepiscono l’universo.

Secondo Sapir:
Due lingue non sono mai abbastanza simili da esser considerate come espressione della medesima realtà sociale. I mondi in cui sono inserite le diverse società sono mondi distinti tra loro, e non semplicemente un unico mondo con differenti caratteristiche.’

Secondo le parole di Whorf:
‘Dissezioniamo la natura secondo linee guida stabilite dalla nostra madrelingua [...] il mondo ci è presentato in un caleidoscopico flusso di impressioni inevitabilmente generato dalle nostre menti – vale a dire fondamentalmente dai sistemi linguistici contenuti nelle nostre menti. Analizziamo la natura, la riorganizziamo in base a concetti e le attribuiamo significati, per lo più perché noi stessi abbiamo preso parte ad un tacito accordo per riorganizzarla in tale maniera – un accordo che accomuna un’intera comunità linguistica ed che è codificato secondo le nostre modalità linguistiche.”

Fonte: Articolo scritto da Ubong Essien Umoh e Idara Godwin Udoh, pubblicato su Journal of Conflictology nel Novembre 2011

Traduzione a cura di:
Diego Federici
Traduttore EN/FR/ZH>IT
Roma