Il Portoghese Brasiliano (5)

 Categoria: Le lingue

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Sulla scolarizzazione nel Brasile coloniale e post-coloniale
Fino alla prima metà del XIX secolo, l’etnia bianca costituita da portoghesi o discendenti di porto­ghesi ammontava a solo 30% della popolazione. Gli altri 70% erano soprattutto africani e loro di­scendenti, giacché gli indigeni erano morti per sterminio intenzionale o epidemie. Questo 70% ha appreso la lingua della colonizzazione, la lingua bersaglio, in una situazione chiamata dagli esperti trasmissione irregolare o acquisizione imperfetta, poiché avevano una storia familiare di lingua non portoghese.

Secondo Ilza Ribeiro, in A origem do português cultoa escolarização(1999) [N.d.T. L'origine del portoghese colto – la scolarizzazione], nel 1890 gli analfabeti erano l’85% in Brasile. Con l’arrivo del secondo decennio del XX secolo solo il 25% della popolazione risulta potenziale parlante del Portoghese Brasiliano colto e il 75% potenziale parlante del portoghese popolare brasiliano, ossia il vernacolo o le forme vernacolari, ancora oggi predominanti in Brasile.

Coniugando così i dati di demografia storica, il tipo di trasmissione linguistica irregolare, maggiori­taria nel corso del XVI e del XIX secolo, e i dati della quasi assenza di scolarizzazione in questi se­coli, si può interpretare la polarizzazione sociolettale che caratterizza il Portoghese Brasiliano oggi, nel quale convivono i portatori delle forme colte con la maggioranza di portatori di forme vernaco­lari e inoltre una minoranza, probabilmente in estinzione, che, con il modello della grammatica nor­mativa-prescrittiva, comincia ad acquisire il suo prestigio socioculturale nella seconda metà del XIX secolo in Brasile, cercando di realizzare la norma canonica di tradizione lusitana.

Considerando i fattori socio-storici, che hanno agito dalle origini e per tutto il periodo coloniale e post-coloniale, si può intravedere un’interpretazione di come è nato e si è formato il Portoghese Bra­siliano, costituito in un contesto sociale di trasmissione, prevalentemente irregolare, nell’oralità, li­bera dagli ostacoli normativi della scolarizzazione e di conseguenza della scrittura, che ha dato come risultato una variante in molti aspetti divergente da quella europea. Al suo interno questo Por­toghese Brasiliano eterogeneo presenta varianti sociolettali con configurazioni profondamente mo­dificate, che si avvicinano ai linguaggi creoli di base portoghese e a varianti che si avvicinano al Portoghese Europeo. Nel primo caso è mia opinione che una creolizzazione precedente, anche se di lieve entità, possa aver avuto luogo in passato e nel secondo che la deriva naturale, accelerata dalla storia sociale del Brasile, non possa essere ignorata. In conclusione il Portoghese Brasiliano non si può considerare come un insieme omogeneo e unitario, né da una prospettiva sincronica, né da una diacronica.

Fonte: Articolo scritto da Rosa Virgínia Mattos e Silva e pubblicato sul sito dell’Instituto Camões

Traduzione a cura di:
Emilio Bolzani
Traduttore freelance (PT > IT – IT > PT)
Ravenna