I 150 anni dell’unità d’Italia e l’italiano

 Categoria: Le lingue

Oggi si celebra il 150° anniversario dell’unità d’Italia, che fu sancita dalla promulgazione della legge 4671 del 17 marzo 1861.
Secondo molti, la lingua italiana ha unito il paese già a partire da qualche secolo prima di quella fatidica data anche se, a onor del vero, la popolazione della penisola fino ad allora si era espressa utilizzando i molteplici dialetti regionali e locali e l’italiano era stato utilizzato solo dalla popolazione colta come lingua scritta.
Tuttavia, l’italiano ebbe un ruolo chiave nel processo che precedette la nascita dello Stato nazionale. All’alba degli accadimenti che portarono all’unità, infatti, l’italiano divenne il fondamento dell’identità culturale unitaria che spinse gli abitanti della penisola a battersi per l’indipendenza e per l’unificazione politica del paese.

Negli anni successivi, ed in particolare nel corso del secolo scorso, l’espansione e la diffusione capillare sul territorio, stimolate dal processo di trasformazione politica e socio-economica del paese, hanno dato origine ad una vera e propria rivoluzione linguistica. L’italiano è divenuto un patrimonio di tutti, non solo delle classi più colte.
Tuttavia, volendo fare un bilancio sull’attuale stato di salute della nostra lingua, possiamo affermare con una certa sicurezza che questa è forse la sua epoca più travagliata. Senza voler essere puristi o integralisti, è sotto gli occhi di tutti come l’italiano stia respingendo con sempre maggior difficoltà gli attacchi che gli vengono quotidianamente sferrati su più fronti, tre dei quali sono sicuramente più caldi rispetto agli altri.

Il primo fronte è senza dubbio quello con la lingua inglese. L’italiano è infatti una delle lingue più permeabili all’introduzione di parole provenienti dalla lingua d’oltremanica, anche se forse ormai sarebbe più corretto dire d’oltreoceano visto che moltissime nuove parole provengono dal settore della tecnologia, il cui quartier generale è ubicato negli States. Anche la “moda” americana in questo fenomeno di depauperamento linguistico nostrano fa la sua parte.
Il secondo fronte è quello con i dialetti, che vengono tuttora utilizzati dalla popolazione per comunicare a livello orale e che non contribuiscono certo a rafforzare la lingua nazionale.
Infine, un altro terreno di scontro è quello con le forme di comunicazione più utilizzate dai giovani (sms, e-mail, social network, ecc.) che introducono una variante “sintetica” della lingua e ne provocano il progressivo indebolimento.