Globalizzazione e mondializzazione

 Categoria: Le lingue

Oggigiorno le parole “globale”, “globalizzazione” e “globalizzare” sono divenute di uso comune ma, fino a una quindicina d’anni fa, delle tre esisteva solo la prima, le altre sono nate (meglio sarebbe dire sono state importate) in seguito.
Nella lingua italiana “globale” si riferiva a qualcosa preso nel suo insieme, nella sua totalità. Questa accezione della parola esiste tuttora, ma ad essa se n’è affiancata con prepotenza un’altra di provenienza inglese. Nella lingua di Shakespeare, global deriva direttamente dal latino globus (sfera) e, tra i suoi vari significati, i due più importanti sono appunto “sferico” (che ha forma di sfera o globo) e “mondiale” (che influisce su tutta la Terra o include tutto il territorio terrestre).

Da qui nasce il calco semantico. Globalizzare non significa “considerare qualcosa in modo globale”, come sarebbe lecito pensare vista la parola dalla quale deriva.
Per evitare di creare questo infelice neologismo di origine anglosassone avremmo dovuto utilizzare una parola già esistente nella nostra lingua, ossia “mondiale” e da lì avremmo ottenuto “mondializzare” e “mondializzazione”.
In certi casi, quando una parola inglese ottiene larghissima diffusione, vista l’importanza che riveste attualmente la lingua d’oltremanica, è difficile creare una nuova parola senza fare calchi. In questo caso però non lo era e i francesi con “mondialisation” sono lì a dimostrarcelo.