Differenze tra portoghese e brasiliano

 Categoria: Le lingue

Quando al primo anno di università mi chiesero di scegliere se studiare la variante europea o la variante brasiliana del portoghese rimasi stupita. “Che grandi differenze vuoi che ci siano?”, mi chiedevo. In effetti non mi avevano mica chiesto di scegliere tra inglese europeo e inglese americano… Scelsi il portoghese europeo (PE) a scapito del portoghese brasiliano (PB), così per simpatia, e mi dedicai anima e corpo allo studio di questa nuova (per me, s’intende) lingua e relativa cultura. Un po’ per pigrizia, un po’ per mancanza di tempo, non avevo ancora approfondito la questione “differenze tra PE e PB” che arrivò il momento di partire per l’Erasmus, destinazione Lisbona. Ovviamente non avevo la più pallida idea che vi avrei trovato tanti brasiliani quanti portoghesi e che mi sarebbe toccato interagire anche con loro. Fu allora che scoprii il fantastico mondo del PB. E fu quando tornai in patria, forte delle mie recenti scoperte, che tutti cominciarono a chiedermi (e lo fanno ancora oggi) “Ma che differenze ci sono tra il portoghese e il brasiliano?”. Ecco le principali.
Bene, la cosa che salta subito all’o… recchio è indubbiamente la maggiore lentezza nel ritmo del PB rispetto al PE, che risulta quindi meno musicale, più veloce e “impastato” rispetto al primo. Il parlante brasiliano, infatti, scandisce in maniera più chiara le sillabe, laddove il portoghese le comprime, quasi non pronunciando le vocali atone (es. di-sco-te-ca PB, d-scotec PE).

La più nota delle differenze fra le due varianti è sicuramente la pronuncia, in PB, di t e d come affricate palatali ([dʒ] e [tʃ], per intenderci) quando occorrono prima di E ed I, vocali palatali: la parola saudade sarà quindi pronunciata [saw’dad] in PE e [saw’dadʒi] in PB. Un’altra innovazione brasiliana è la pronuncia come semivocale della -L in posizione finale dopo le vocali A, E, I, O (es. [bra’ziw] PB), mentre in Portogallo la consonante viene velarizzata (es. [bra’ził ] PE). Inoltre, nelle parole terminanti in -S e -Z, il parlante brasiliano aggiunge una I che dittonga con la vocale che precede la consonante finale (es. [’pEis] o [’pEiʃ ] PB, [’pEʃ ] PE). È proprio per queste ragioni che chiunque senta parlare un portoghese ne ricava l’impressione di una lingua piena di consonanti, al contrario, sentendo parlare un brasiliano l’impressione è quella di una lingua decisamente più vocalica e molto musicale.

La seconda e ultima parte dell’articolo sarà pubblicata domani.

Autore dell’articolo:
Claudia Gibbardo
Laurea in Mediazione linguistica
Aspirante traduttrice EN-PT>IT
Padova