Alfabetizzazione e istruzione in Benin

 Categoria: Le lingue

La lingua è da considerare come un elemento essenziale della costruzione dell’identità culturale degli individui e delle Comunità. Secondo J. Poth (il 1988: 11), ”E’ la lingua madre che garantisce il decollo intellettuale del bambino fin dall’inizio della frequenza scolastica. Quest’ultima gli offre questo elemento fondamentale di equilibrio senza il quale si atrofizza, e gli fornisce la possibilità di verbalizzare il suo pensiero e di integrarsi con armonia nel mondo che lo circonda”. Fin da allora, si pone in primo luogo, la questione del posto delle lingue africane nel sistema educativo africano, dove l’insegnamento della lingua francese, un’eredità coloniale, rimane ancora preponderante nonostante i numerosi tentativi che mirano a garantire l’integrazione delle lingue nazionali. In seguito è sorta la problematica dell’alfabetizzazione e dell’istruzione di molti adulti non scolarizzati che conta la maggior parte dei paesi africani francofoni. In effetti, secondo le statistiche dell’Unesco, nel 2008, il tasso dell’analfabetismo negli adulti era del 59,5% in Benin, del 71,3% a Burkina Faso, del 51,3% in Costa d’Avorio e del 32,8% nella Repubblica democratica del Congo (Aitchison & Alidou, 2009: 3).

Nel 2010, nell’Africa subsahariana, più di un adulto su tre era ancora analfabeta e, in undici paesi di questa regione, il 50% soprattutto giovani adulti avevano frequentato la scuola per un periodo inferiore ai quattro anni (Unesco, 2010: 5). Se dei programmi di alfabetizzazione e di istruzione per gli adulti nelle lingue africane sono stati proposti in questi paesi, gli stessi hanno stentato a ridurre in modo sostanziale il tasso di analfabetismo degli adulti e hanno sollevato dei dibattiti per quanto riguarda la loro pertinenza, nei paesi dove la lingua francese è ancora spesso percepita come la lingua di promozione sociale (Ydo, 1995). Ciò riguarda in particolare i programmi. ”Alfabetizzazione di massa” per l’emancipazione delle popolazioni rurali del Benin (Baba-Moussa, 1983), ”Alfa Commando” e alfabetizzazione ”Bantaré” a Burkina Faso. Il programma ”Alfa Commando” consisteva per esempio nell’insegnare in cinquanta giorni agli studenti adulti a leggere, scrivere e contare nelle lingue nazionali e a essere capaci di utilizzare queste acquisizioni nelle loro attività professionali (ADEA, 2009: 280).

Per quanto riguarda il programma di alfabetizzazione ”Bantaré”, questo mirava all’alfabetizzazione massiccia di 10.000 donne (di solito in minoranza nei programmi di alfabetizzazione) allo scopo di trasmettere loro delle competenze sociali essenziali nell’igiene, nella sanità, nella nutrizione e nella pianificazione familiare (ADEA, 2009). Tutti questi programmi si basavano sull’idea che le acquisizioni dell’alfabetizzazione potevano essere trasferite alle attività quotidiane, ma, in realtà, ciò è stato fatto in maniera molto limitata; un buon numero di adulti alfabetizzati in questo progetto ha subito un ritorno all’analfabetismo, per mancanza di un ambiente colto (disponibilità di supporti di lettura come i giornali, opuscoli informativi, ecc., o di opportunità di fare pratica nella vita di tutti i giorni) idoneo per applicare le acquisizioni (ADEA, 2009; OIF, 2009).

Fonte: Articolo scritto da Abdel Rahamane Baba-Moussa e pubblicato su “Cahiers de la Recherche sur l’éducation et les Savoirs

Traduzione a cura di:
Dott.ssa Sabrina Carbone
Traduttrice freelance
Diploma di laurea in traduzioni economiche I.A.T. I.
Tolentino (Mc)