L’Epifania, che tutte le feste si porta via

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Stanotte la Befana è passata dalle nostre case riempiendo di dolcetti le calze dei bambini buoni e di carbone quelle dei bambini cattivi. Anche con gli adulti la vecchietta non è stata equanime.
Ad alcuni ha ricordato che il giorno dopo non sarebbero dovuti andare a lavoro e avrebbero potuto prolungare le ferie per altri tre giorni, mentre ad altri, forse più cattivi ma con ogni probabilità semplicemente più sfortunati, ha ricordato di mettere la sveglia per il traumatizzante rientro sul lavoro del venerdì mattina. Costoro si consolino: è sì vero che a loro domattina toccherà l’ingrato compito di alzarsi per andare a lavoro, ma è anche vero che ad altri è andata persino peggio. Si tratta dei colleghi che non hanno mai smesso di lavorare durante tutto il periodo delle festività, e, come se non bastasse, nelle loro case la Befana non è neppure passata. Secondo lei era inutile annunciare la fine delle feste a persone per le quali le feste non erano praticamente mai iniziate…

Il blog sulla traduzione diventa di tutti

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Nel mese di dicembre abbiamo pubblicato in rete vari comunicati stampa per dare un certo risalto mediatico all’evento odierno, ovvero l’apertura del nostro blog ai contributi esterni. Questo piccolo spazio dedicato alla traduzione è nato in sordina nel giugno 2009 ma, a distanza di circa un anno dalla sua nascita, ha iniziato ad ottenere un discreto riscontro in termini di accessi e di interesse suscitato. Per questo motivo, gli utenti del blog (per lo più addetti ai lavori) negli ultimi mesi ci hanno chiesto sempre più insistentemente di dar loro la possibilità di pubblicare articoli. Dopo aver riflettuto a lungo sul da farsi, abbiamo deciso di assecondare le loro richieste: da oggi il blog sulla traduzione diventerà di tutti, chiunque potrà dare sfogo alla propria vena di scrittore e potrà inviarci un articolo.
Si tratta di un cambio di direzione molto significativo poiché finora gli articoli sono stati scritti esclusivamente da personale interno all’agenzia. Come si suol dire: “anno nuovo, vita nuova”.

Ovviamente, non tutti gli articoli che ci arriveranno verranno pubblicati. La pubblicazione infatti non è automatica come in molti altri siti, gli articoli verranno pubblicati solo se la redazione li riterrà in linea con i requisiti minimi richiesti. In fondo agli articoli approvati, qualora gli autori lo desiderino e ne facciano richiesta, verranno inseriti i loro nomi, i loro cognomi, la provenienza e la qualifica.
Il fatto che ogni articolo sarà oggetto di valutazione permetterà di mantenere alta la qualità dei contenuti. Non ci interessa riempire le pagine del blog, il nostro obiettivo di lungo periodo è quello di far sì che esso diventi un punto di riferimento in rete per chi opera nel settore della traduzione, un luogo dove trovare informazioni utili, comunicare notizie di interesse pubblico, discutere di varie tematiche, trovare collaboratori per progetti da svolgere a più mani, dare consigli, condividere esperienze e molto altro ancora.
Affinché questo spazio acquisisca tale importanza è indispensabile che gli articoli siano scritti in modo corretto, che siano interessanti e che in redazione ne giungano molti. Solo così, chi si è occupato finora della stesura della articoli, potrà dedicarsi all’aspetto cruciale di ogni blog che si rispetti, ovvero la moderazione dei commenti, che per il momento sono disabilitati a causa della scarsità di risorse a nostra disposizione.

Ringraziamo sentitamente tutti coloro che con i loro articoli contribuiranno a far crescere il blog sulla traduzione, nella speranza che esso raggiunga quanto prima gli obiettivi che ci siamo prefissi.

Il passaggio dal vecchio al nuovo

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Fin dagli inizi dell’Impero Romano, gennaio era il mese dedicato a Giano (Iānus in latino), un dio che veniva rappresentato con due facce rivolte verso direzioni opposte, da cui derivava l’appellativo di Giano bifronte.
Il suo ruolo era quello di vigilare le porte (ianuae), i passaggi (iani) e i ponti: grazie alle sue due facce, ne sorvegliava contemporaneamente l’entrata e l’uscita. Da qui la simbologia gli attribuì il ruolo di protettore di tutto ciò che aveva un inizio e una fine, nonché di custode di ogni forma di passaggio e cambiamento.
La scelta di questa divinità per rappresentare il passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo non sembra quindi per niente casuale, anche se, in realtà, gennaio era dedicato a Giano ancora prima che la riforma del calendario del 46 a.C stabilisse che gennaio sarebbe diventato il primo mese dell’anno.

I romani festeggiavano la notte del 31 dicembre mangiando con gli amici miele, datteri e fichi per coprire le amarezze dell’anno appena trascorso e propiziare la dolcezza di quello in arrivo. Questa antica abitudine romana entrò poco a poco in Europa, dove, con la stessa finalità portafortuna, si iniziarono ad offrire lenticchie, delle quali si diceva che propiziassero la prosperità economica. Con il tempo, ogni nazione ed ogni regione europea ha sviluppato tradizioni e usanze proprie ma, quello che è rimasto, è la considerazione della notte di San Silvestro come un passaggio dal vecchio al nuovo.

Tecniche di interpretazione simultanea (2)

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L’interpretazione in retour di cui abbiamo parlato nel post di ieri è particolarmente utile nell’ambito di una riunione o una conferenza per fornire un relais tra le lingue meno conosciute e quelle più diffuse.
Ma che cos’è un relais? È l’interpretazione passando attraverso una terza lingua.
Quando un relatore si esprime in una lingua della quale non è fornita l’interpretazione diretta in una determinata lingua, per far sì che le sue parole vengano tradotte in quella lingua, un interprete può collegarsi ad un’altra cabina e sfruttare il lavoro di un collega.

Se, ad esempio, un relatore sta parlando in greco e, pur essendo presenti alcuni delegati svedesi in sala non è presente nessun interprete greco-svedese, un interprete inglese-svedese può ascoltare l’audio della cabina del collega greco-inglese ed eseguire la traduzione simultanea dall’inglese allo svedese. L’interprete traduce da una lingua diversa da quella utilizzata dal delegato, ma questo non comporta una grossa perdita di qualità.
Quando solamente uno o due interpreti conoscono una lingua non molto diffusa in modo passivo, si dice che essi sono i pivot (dal francese “perno”) per le altre cabine, che li utilizzano in relais. La tecnica del pivot in sostanza consiste nell’uso di una sola lingua come relais.

Un’altra tecnica di interpretazione simultanea è il cosiddetto cheval, dalla parola francese che significa “cavallo”. Si utilizza questa dicitura per indicare un interprete che sta “a cavallo” di due cabine nel corso di una stessa riunione, ossia lavora alternandosi in due cabine.
In genere ad ogni incontro sono presenti almeno due interpreti per lingua, ma se le lingue utilizzate in una riunione sono soltanto due, si può decidere di fare a meno di uno dei due utilizzando un interprete “cavallo” che traduce da e verso entrambe le lingue spostandosi da una cabina all’altra a seconda delle necessità.

Prima parte di questo articolo

Tecniche di interpretazione simultanea (1)

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In ambito europeo, la DGI, Direzione Generale Interpretazione, per poter garantire l’ampia gamma di soluzioni necessaria allo svolgimento di riunioni con 23 lingue ufficiali, utilizza tutte le tecniche di interpretazione simultanea esistenti.
Ieri abbiamo parlato del regime linguistico simmetrico (l’interpretazione è garantita da e verso tutte le lingue e ciò permette ai partecipanti di parlare e ascoltare nella loro lingua) e del regime linguistico asimmetrico (i partecipanti possono esprimersi in molte lingue ma l’interpretazione è fornita solo verso alcune).
Nell’articolo di oggi parleremo del retour (lo stesso interprete traduce da e verso due lingue) mentre in quello di domani parleremo del relais (interpretazione tra due lingue passando per una terza), del pivot (l’utilizzo di una lingua unica come relais) e dello cheval (un unico interprete lavora alternandosi in due cabine nell’ambito della stessa riunione).

Come brevemente accennato nel post di due giorni fa, generalmente gli interpreti di conferenza traducono verso la loro lingua attiva (cioè la loro madrelingua o Lingua A) a partire dalle loro lingue passive (Lingue C).
Tuttavia, alcuni interpreti, oltre alla propria madrelingua, hanno una conoscenza perfetta anche di una seconda lingua (definita Lingua B) che li mette in condizione di interpretare verso questa lingua partendo dalle altre lingue conosciute. Hanno cioè due lingue attive, anche se, per evidenti ragioni, spesso nella Lingua B non eseguono traduzioni in simultanea ma solo in consecutiva.
Sono pochi gli interpreti in grado di interpretare in due lingue e, quando ciò avviene, in gergo tecnico si dice che hanno un retour, un termine francese che significa “ritorno”. Molto rari sono i casi di interpreti che hanno più di due lingue attive.

Seconda parte di questo articolo

Regimi linguistici simmetrici e asimmetrici

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Quando in una riunione o in una conferenza tutte le lingue utilizzate dai partecipanti nel corso dei loro interventi vengono interpretate in tutte le lingue, il regime linguistico applicato viene definito, in gergo tecnico, completo e simmetrico. Se, ad esempio, in una riunione sono presenti partecipanti di 10 nazionalità diverse e viene garantita l’interpretazione verso tutte le lingue, siamo in presenza di un regime linguistico 10-10, con 10 lingue attive e 10 lingue passive.
In un regime linguistico simmetrico i partecipanti possono intervenire utilizzando liberamente la loro lingua e ascoltare, sempre nella loro lingua, la traduzione delle parole pronunciate dagli altri partecipanti.

In qualche caso, i partecipanti ad una riunione sono in grado di comprendere una lingua senza problemi ma non si sentono sufficientemente preparati per parlarla. Questa “abilità” può essere sfruttata per diminuire il numero degli interpreti necessari allo svolgimento della riunione e diminuirne i costi organizzativi. Nelle riunioni con pochi partecipanti le differenze in termini di costi non sono molto marcate, ma, nelle riunioni dove le lingue utilizzate sono molte, il risparmio è notevole. Si pensi, ad esempio, alle riunioni che si svolgono presso le istituzioni dell’Unione Europea dove le lingue ufficiali sono 23: per qualche riunione è necessaria la presenza di decine e decine di interpreti. Sfruttando le conoscenze linguistiche dei delegati, si possono diminuire drasticamente i costi di interpretazione.

Un regime linguistico nel quale si possono parlare più lingue di quelle di cui è possibile ascoltare l’interpretazione viene definito regime asimmetrico ridotto. Ovviamente, per poter utilizzare questo regime, è imprescindibile che tutti i partecipanti comprendano almeno una delle lingue attive. In gergo tecnico, una riunione con il regime EN-EL-FR-IT-ES-DE/EN-IT-ES è una cosiddetta “riunione 6-3”, in cui i partecipanti possono parlare inglese, greco, francese, italiano, spagnolo o tedesco, ma l’interpretazione è fornita solo in inglese, italiano e spagnolo.

Interpretazione: lingue attive e passive

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Nel nostro blog finora abbiamo parlato raramente di interpretazione poiché è un servizio che la nostra agenzia non fornisce direttamente.
Tuttavia, l’interpretazione (o interpretariato che dir si voglia) meriterebbe sicuramente più spazio, vista la strettissima parentela con la traduzione scritta.
Nell’articolo di oggi e in quelli dei prossimi giorni approfondiremo alcune tematiche cui abbiamo fatto riferimento in alcuni articoli pubblicati nell’ormai lontano agosto 2009.
In uno di quegli articoli facemmo un rapido accenno alla suddivisione fra Lingua A, Lingua B e Lingua C così come riconosciuta dall’AIIC, l’Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza.

La Lingua A e la Lingua B sono le cosiddette lingue “attive”. Le lingue attive sono le lingue verso le quali l’interprete traduce partendo dalle altre lingue che conosce. In genere l’interprete lavora sia in traduzione simultanea che in consecutiva verso la Lingua A (che è la sua madrelingua) mentre verso la Lingua B, pur avendone una padronanza praticamente perfetta, preferisce tradurre solo in consecutiva. Ad ogni modo, vi sono interpreti che traducono sia in simultanea che in consecutiva verso entrambe le lingue.
Nell’ambito di riunioni o conferenze nelle quali vi siano degli interpreti a lavoro, la lingua attiva è quindi la lingua parlata dagli interpreti e ascoltata dai partecipanti.
La Lingua C, invece, è detta “passiva”. L’interprete la comprende perfettamente e la sa anche parlare bene, ma non ad un livello tale da poter interpretare verso di essa (o esse, nel caso ve ne siano più di una). In un incontro, la lingua parlata dai partecipanti e ascoltata dagli interpreti è quindi la lingua passiva.

Nell’articolo di domani continueremo a parlare di questa tematica.

Un errore di interpretazione

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Ultimamente abbiamo affrontato spesso il tema dell’interpretariato nel settore pubblico, soprattutto in quello ospedaliero. Ne abbiamo parlato negli articoli del 23 giugno, del 25 giugno e del 12 luglio. Purtroppo siamo costretti a parlarne di nuovo poiché qualche giorno fa è accaduto uno spiacevole episodio che conferma la scarsità di risorse qualificate in questo settore e la pericolosità per i pazienti derivante dal perdurare di questo stato di cose.

Il 21 agosto una bambina cinese di sei mesi è stata portata dalla madre all’ospedale di Prato per la comparsa di alcuni puntini rossi sulla cute. La donna, che non parla per niente la lingua italiana, era stata accompagnata da una sua connazionale che, per un compenso di 20 euro, si era prestata a farle da interprete. Dopo averla visitata, i medici le avevano prescritto un antistaminico chiamato ”Tinset” nella dose di tre gocce al giorno. L’interprete ha erroneamente tradotto ”tre cucchiaini”.
Il giorno dopo, la madre, notando che la figlioletta non stava affatto bene, l’ha portata di nuovo al Pronto Soccorso, dove la piccola è arrivata in preda ad una crisi epilettica provocata verosimilmente dal sovradosaggio del farmaco.
La bambina è stata ricoverata in prognosi riservata nel reparto di Pediatria. Attualmente è fuori pericolo, ma se non fosse stata prontamente soccorsa, con ogni probabilità sarebbe deceduta a causa di un errore di interpretazione. Gli inquirenti stanno indagando per scoprire l’identità dell’interprete improvvisata.

Come molti sapranno, la comunità cinese di Prato è la più grande d’Italia ed una delle più grandi d’Europa, se non addirittura la più grande in assoluto. I cinesi, per loro stessa natura, tendono a creare comunità chiuse e scarsamente integrate. Sono assolutamente refrattari all’apprendimento di altre lingue e trovano all’interno delle loro comunità quasi tutto ciò di cui necessitano per vivere. Al di là della criticabilità del loro atteggiamento e del loro stile di vita, ci chiediamo come sia possibile che in una città che da quasi un ventennio è densamente popolata da cinesi, non sia stato creato un servizio d’interpretariato permanente almeno all’interno dell’ospedale per evitare questo tipo di problematiche.

L’Article Marketing

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L’Article Marketing è una forma di comunicazione che ha lo scopo di promuovere un’impresa e/o i prodotti/servizi da essa offerti attraverso la pubblicazione di articoli, recensioni e comunicati stampa in siti appositi.
L’Article Marketing è nato diversi anni fa negli Stati Uniti, in Italia se ne parla già da qualche anno ma non è ancora molto diffuso.
Gli articoli possono essere pubblicati in siti nati esclusivamente per l’Article Marketing oppure in blog e riviste online specializzate nel settore della propria azienda. Negli articoli è possibile inserire dei link di approfondimento del tema trattato e, in questo modo, chi si occupa di SEO (Search Engine Optimization) e gli webmaster riescono ad aumentare la visibilità del proprio sito e migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.
Gli scopi per cui gli articoli vengono inseriti in rete insieme ai riferimenti e ai contatti del sito dal quale provengono sono sostanzialmente i seguenti:

- Aumento della popolarità generale
- Ottenimento di link di ritorno di qualità verso il proprio sito
- Aumento della cosiddetta “link popularity
- Aumento del numero di visitatori interessati in particolare al tema trattato nel proprio sito.
- Gestione della propria reputazione online

Per questi e altri motivi, dalla prossima settimana, ogni mercoledì, anche noi di Easy Languages inizieremo a pubblicare articoli nei vari canali che la rete mette a disposizione.

Aumento degli iscritti nelle facoltà di lingue

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Dall’inglese come lingua regina indiscussa dei mercati, al rumeno o al polacco come lingue di nicchia, quel che è certo è che, a dispetto della crisi economica mondiale, il settore della traduzione è in costante espansione.
Indirettamente, questo dato è confermato dall’aumento degli iscritti alle facoltà di lingue e di traduzione. Secondo i risultati di una recente indagine, nell’ambito delle facoltà umanistiche questo tipo di percorso universitario è l’unico contraddistinto da un trend positivo.
Il settore della traduzione non è certo immune dalla crisi, ma i problemi sono altri, su tutti la riscossione dei crediti. Il numero degli studenti che ogni anno decidono di intraprendere una carriera professionale in questo settore dimostra che siamo senza dubbio in un momento estremamente positivo. Le relazioni internazionali, sia politiche che economiche sono in costante crescita e, di conseguenza, anche il settore della traduzione professionale tende alla crescita.

Oltre all’incremento delle relazioni commerciali con altri paesi, che generano la gran parte del lavoro per le agenzie di traduzioni, un settore in forte espansione è quello della traduzione giuridica, all’interno del quale è in aumento la richiesta di traduzioni legate ai flussi migratori in entrata, fenomeno praticamente inarrestabile che ha caratterizzato il nostro paese negli ultimi vent’anni e che porta con sé la necessità di tradurre documenti di vario genere: certificati, attestati, permessi, ecc.
Come in qualsiasi libera professione, anche nel settore della traduzione vi è una certa percentuale di improvvisazione. C’è ancora chi crede che basti conoscere una lingua per potersi definire un traduttore. La presenza sul mercato di traduttori scarsamente qualificati è difficile da combattere e arreca un grave danno sia economico che d’immagine a chi svolge questa professione con serietà. Ad ogni modo, si tratta di un fenomeno che riguarda soprattutto i privati poiché le imprese solitamente verificano le credenziali dei loro fornitori e pretendono da loro la fattura, escludendo di fatto dal mercato i “traduttori della domenica“.

Un sistema informatizzato di traduzione

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Quando avviene un incidente (di qualsiasi genere, non solo automobilistico) e le vittime rimangono coscienti, i medici possono comunicare con loro ed ottenere informazioni preziose per effettuare una diagnosi accurata.
Quando però le vittime sono straniere e non parlano una parola nella lingua dei soccorritori, l’accesso a tali informazioni diventa impossibile e questo può pregiudicare la salute dei pazienti.
Per ovviare a questo tipo di problemi, in Spagna il SAMUR (Servicio de Asistencia Municipal de Urgencia y Rescate de Madrid) già da 3 anni ha installato nelle sue ambulanze un sistema informatizzato di traduzione istantanea in varie lingue.

L’obiettivo di questo dispositivo, pionieristico nel suo genere in Europa, è di diminuire i tempi di applicazione delle cure adeguate per i pazienti che parlano poco spagnolo.
Il nuovo sistema informatizzato di traduzione, alla creazione del quale hanno collaborato gli stessi medici del SAMUR, prevede la traduzione in varie lingue dell’intero protocollo ufficiale di domande (più di 1500) da seguire in caso di incidenti di varia natura.
Gli immigrati o i turisti stranieri possono ascoltare (o anche leggere sullo schermo di un computer) tali domande, che sono formulate in modo tale da necessitare solo una risposta affermativa o negativa, senza che debbano dare nessun tipo di spiegazione.
Il sistema prevede anche alcune informazioni in lingua circa l’eventuale ricovero in ospedale e il tipo di cure e di trattamento che verrà applicato. All’arrivo dell’ambulanza all’ospedale, l’insieme delle risposte e un breve resoconto dell’accaduto vengono consegnati al medico che si occuperà del paziente.

L’interpretariato nei servizi pubblici

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L’interpretariato nei servizi pubblici (anche detto interpretariato comunitario o interpretariato sociale) è l’attività di mediazione linguistica che permette la comunicazione tra chi lavora nel settore pubblico (ospedali, tribunali, questure, municipi, scuole, prefetture, ecc.) e gli utenti che non parlano la lingua ufficiale.
Immaginate di essere in vacanza in un paese straniero del quale non conoscete la lingua e di trovarvi in una delle seguenti spiacevoli situazioni:

a) vi rubano il portafogli con documenti e carte di credito e siete a centinaia di chilometri dall’ambasciata o dal consolato italiani.
b) vi ammalate o vi ferite e avete bisogno di assistenza medica.
c) vi accusano di un crimine e vi mettono in prigione.

Potremmo fare dozzine di altri esempi ma crediamo che quelli appena citati siano sufficienti.
Come vi sentireste? Vi sentireste al sicuro, protetti, capiti?

Sicuramente, la prima cosa che fareste (qualora aveste la possibilità e il tempo di farlo) sarebbe cercare un professionista che parli la vostra lingua. Vi rendereste presto conto che non è per niente facile poiché nella maggior parte dei paesi esteri, come in Italia del resto, i servizi pubblici non dispongono di interpreti qualificati.
Nel nostro paese, in teoria, visto l’esponenziale aumento degli immigrati avvenuto negli ultimi anni, gli interpreti professionisti dovrebbero essere richiestissimi dal settore pubblico. In realtà, non è affatto così. Anche se viene percepita chiaramente la scarsezza delle risorse messe in campo, il reclutamento di interpreti specializzati è a livelli bassissimi.
La professionalità sembra non avere valore e non viene assolutamente riconosciuta. Le assunzioni sono sempre a tempo determinato, spesso con contratti giornalieri, o, addirittura, a prestazione. Il salario è bassissimo e, spesso, i requisiti richiesti sono ridicoli (nessun titolo di studio specifico e nessun test di valutazione). Si preferisce rivolgersi a volontari di ONG, a studenti di lingue, ad amici o familiari degli utenti, bambini compresi.
Tutto questo danneggia pesantemente sia gli interpreti seri e preparati (da un punto di vista economico e d’immagine), sia gli utenti del servizio. Quello che è un diritto del cittadino sancito dalle nostre leggi, si trasforma in un atto che dipende unicamente dalla buona volontà di terzi.

Musica e studio di una lingua

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Nell’articolo di oggi vorremmo segnalarvi il sito www.morkol.com, in cui si possono visualizzare i video di tante canzoni e il relativo testo.
I video (tratti da Youtube) appaiono sulla parte sinistra dello schermo mentre i testi sulla destra. A disposizione degli utenti ci sono moltissimi autori internazionali, la maggior parte dei quali cantano ovviamente in lingua inglese. Purtroppo, a dispetto del vasto elenco di autori presente sul sito, il numero di canzoni disponibili per ciascuno di essi è molto scarso.

Anche se i noiosi dialoghi precotti presenti nei cd dei libri di testo o dei corsi interattivi sono sempre raccomandabili, utilizzando questo sito si ha la possibilità di “allenare l’orecchio” in modo divertente, scegliendo le canzoni che più ci piacciono. La musica è in generale uno strumento molto utile per chi si sta dedicando allo studio di una lingua poiché permette di migliorare nella comprensione e nella pronuncia.

Tuttavia, segnaliamo che non tutte le canzoni presenti nella lista sono selezionabili: scegliendone alcune il video non si carica correttamente. Un altro aspetto migliorabile riguarda la “staticità” dei testi. Il sito è utile anche così com’è ma se i testi si evidenziassero man mano che il cantante va avanti con le parole, sarebbe, è proprio il caso di dirlo, tutta un’altra musica.

Redazione e revisione certosina

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Quando leggiamo un’opera tradotta e troviamo un errore, tendiamo sempre a pensare che la colpa sia del traduttore. L’autore del libro viene assolto ancor prima di essere processato.
Anzi, l’ipotesi della sua colpevolezza viene scartata a priori, non viene nemmena presa in considerazione. L’indiziato numero uno è sempre il traduttore.

E invece anche gli autori sbagliano. Non tutti gli scrittori sono magnifici prosatori o abili redattori. Alcuni di loro vengono tradotti non tanto per i loro meriti letterari, quanto per ragioni congiunturali come la moda, le pressioni politiche, i compromessi editoriali, ecc.
I nostri lettori si stupirebbero della quantità di errori che i traduttori correggono senza che il loro intervento venga notato. Errori di grammatica, di ortografia, di sintassi e in qualche caso errori concettuali come sfasamenti cronologici, nomi storici sbagliati, date, citazioni e riferimenti errati.

Si tratta di distrazioni che al traduttore attento non sfuggono e che, puntualmente, verifica su enciclopedie o altri testi accreditati ed eventualmente corregge. In questo modo, l’assunto di base dal quale siamo partiti in quest’articolo viene completamente ribaltato.
Anche se i traduttori purtroppo commettono veramente errori, spesso riescono a nasconderne molti altri non loro. Grazie al loro lavoro di redazione e revisione certosina svolto nell’ombra, gli autori di errori grossolani ottengono la gloria, mentre ai professionisti della traduzione resta solo la soddisfazione personale.

Legalizzazione di una traduzione

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Oltre all’asseverazione, di cui abbiamo parlato nell’articolo di ieri, spesso i clienti richiedono contestualmente anche la legalizzazione di una traduzione.

Il fine della legalizzazione (o apostille) è quello di attestare che la firma apposta da un pubblico ufficiale su un determinato documento sia autentica e che quel pubblico ufficiale al momento di apporla avesse la qualità legale per farlo.
La Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo è l’ente preposto all’erogazione del servizio per delega del Ministro degli Esteri.
La competenza della Prefettura riguarda sia i documenti e gli atti rilasciati in Italia affinché abbiano valore all’estero, sia i documenti prodotti da autorità estere (ivi comprese rappresentanze diplomatiche e consolari in Italia) affinché abbiano valore in Italia.
A questa regola fanno eccezione gli atti firmati dai Notai, dai Funzionari di Cancelleria e degli Uffici Giudiziari per la cui legalizzazione, invece, è competente la Procura della Repubblica.
Il processo di legalizzazione è molto rapido. Le varie Prefetture dispongono infatti di un apposito registro di firme depositate e se la firma sul documento da legalizzare è presente in esso, l’iter si conclude con l’immediata apposizione del timbro di legalizzazione. Tuttavia, se la firma non è presente nel registro, la procedura di legalizzazione può durare anche alcuni giorni poiché vengono richieste tutte le informazioni del caso all’ente che ha emanato l’atto.
Una volte ottenute, si procede alla legalizzazione del documento.

La legalizzazione può essere richiesta da chiunque, semplicemente presentandosi presso la Prefettura con il documento da legalizzare e i suoi eventuali allegati. Il costo del servizio, salvo i casi di esenzione è una marca da bollo.

Asseverazione di una traduzione

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In certi settori, in particolare quello legale e quello commerciale, a un’agenzia di traduzioni vengono richiesti servizi aggiuntivi alla mera traduzione di un documento. Si tratta dell’asseverazione (di cui parleremo oggi) e della legalizzazione (di cui parleremo domani).

L’asseverazione (o giuramento) è l’attestazione ufficiale da parte di un traduttore circa la corrispondenza fra un determinato testo e la traduzione del medesimo che egli stesso ha eseguito.
Contratti, atti legali e notarili, lettere di incarico, certificati, documenti anagrafici, attestati, diplomi, sono tutti documenti per i quali viene sempre richiesta l’asseverazione per rendere valido il documento tradotto nel paese in cui dev’essere utilizzato.
L’asseverazione di una traduzione è una materia di competenza del Tribunale.
Il traduttore che ha eseguito la traduzione (che deve essere autorizzato e certificato), deve presentare personalmente il documento originale e il documento tradotto in un’apposita Cancelleria per le asseverazioni all’interno del Tribunale stesso. Il traduttore si assume la responsabilità della traduzione con un verbale di giuramento al Tribunale.
Generalmente tale giuramento può essere prestato al momento della presentazione della traduzione.

L’asseverazione è in effetti un servizio che viene reso in un normale giorno lavorativo e in pratica richiede solamente il versamento di una tassa di cancelleria sotto forma di bolli (diritti di cancelleria presso il Tribunale Ordinario o presso il Giudice di Pace) e l’applicazione di una marca giudiziaria ogni quattro pagine di traduzione.

La traduzione in cinese del discorso di Obama

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Nell’articolo del 15 febbraio abbiamo parlato del grande potere che può avere un traduttore nella manipolazione dell’opinione pubblica. L’esempio che abbiamo descritto probabilmente ha fatto addirittura sorridere alcuni lettori poiché si trattava di una situazione piuttosto divertente e soprattutto di scarsissima importanza (non ce ne vogliano Pelé e Maradona).
Nell’articolo di oggi, seguendo il filo conduttore del potere di manipolazione delle parole da parte di un traduttore, citeremo invece un episodio di una certa rilevanza che siamo certi non farà sorridere nessuno.

Si tratta della traduzione ufficiale in cinese del discorso di insediamento dell’ultimo presidente degli Stati Uniti.
Il Partito Comunista della Repubblica Popolare Cinese considerò le parole di Barack Obama come troppo forti e dirette per la popolazione cinese e per questo motivo decise che la versione ufficiale della traduzione in cinese non fosse fedele al discorso originale del presidente.
Nella versione trasmessa da tutti i mezzi di comunicazione statali vennero omesse parti relative al comunismo, alla corruzione e ai metodi di eliminazione del dissenso. Venne inoltre ritenuto opportuno interrompere la trasmissione in diretta sul canale di stato quando Obama menzionò la lotta contro il comunismo.

Risulta impressionante come, facendo alcuni tagli e magari sostituendo qua e là qualche parola, si possa potenzialmente manipolare l’opinione di più di un miliardo di persone.
Tuttavia, a dispetto della forte censura operata anche sul web dal Partito Comunista, siamo convinti che il messaggio, almeno alle fasce più moderne, sia arrivato tramite internet. I cinesi che parlano inglese sono tanti e speriamo che almeno loro si siano accorti del papocchio. Il problema sono i milioni di persone semi analfabete che vivono nelle campagne o che non hanno accesso alla rete. Su di esse il risultato della traduzione manipolata è sicuramente quello auspicato dal Partito.

Uno strumento per ricerche multilingue sul web

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Segnaliamo a tutti i nostri lettori un nuovo strumento molto utile per chi ha a che fare con le lingue in generale e allo stesso tempo utilizza molto internet. Si tratta del sito www.2lingual.com.
Normalmente quando dobbiamo effettuare una ricerca multilingue sul web, apriamo più finestre del browser allo stesso tempo. Con 2lingual non è necessario eseguire questa operazione, basta impostare una ricerca digitando una chiave nella nostra lingua d’origine (o in ogni caso in quella che ci interessa) e selezionare la seconda lingua nella quale vorremmo ottenere i risultati.
Il sistema genera immediatamente la ricerca in entrambe le lingue e fornisce i risultati con la stessa velocità di Google poiché utilizza la sua stessa piattaforma. Il concetto è semplicissimo: eseguire una ricerca su Google in due lingue allo stesso tempo.

Ovviamente il problema cruciale di questo strumento è la validità della traduzione della chiave di ricerca. Il sistema utilizza Google Translator e risulta quindi piuttosto efficace nel caso si debbano tradurre parole singole o concetti semplici, ma, com’è logico supporre, i risultati peggiorano sensibilmente quando impostiamo una chiave di ricerca più complessa.
Sul sito non c’è nessun tipo di informazione circa l’autore o gli autori del sistema, c’è solo una nota che dice che “2lingual è stato creato nella soleggiata Seattle, Washington”.

Investire in traduzioni professionali

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Le imprese moderne di dimensioni medio grandi e che hanno relazioni commerciali consolidate con paesi esteri, nella maggior parte dei casi, possono contare su personale esperto e qualificato in grado di gestire tali relazioni nel migliore dei modi.
Si tratta di professionisti che, in genere, hanno un’ottima padronanza di una o più lingue straniere e una buona conoscenza dei meccanismi commerciali che regolano i mercati nonché delle leggi e delle varie regolamentazioni legate al commercio estero.
Solo in casi particolari, come ad esempio la stipula di importanti contratti densi di tecnicismi, questo tipo di imprese necessita dei servizi di un’agenzia di traduzione.

Sul mercato globale esistono però moltissimi altri soggetti economici e non tutti possono contare su uno staff commerciale ben organizzato al proprio interno. Si tratta di aziende il cui livello di esportazioni è basso e discontinuo, e ciò non permette loro di assumere personale qualificato per gestire i loro affari sui mercati esteri.
Le imprese medio piccole che occasionalmente si imbattono in clienti stranieri spesso non hanno quindi gli strumenti per poter portare avanti un’adeguata relazione commerciale e sono quasi sempre costrette a rinunciare a possibilità potenzialmente fruttifere.
In certi casi, una conoscenza inadeguata della lingua di destinazione e dei temi interculturali legati ad essa, oltre che impedire la concretizzazione di ottimi affari, può causare anche spiacevoli situazioni e perdite economiche derivanti da malintesi.

Nel sito www.signspotting.com, cliccando più volte su “Rate Lost in Translation Signs” si trovano molti esempi di errori di traduzione riscontrati nelle comunicazioni commerciali tra soggetti impreparati. Si tratta di errori sicuramente divertenti per i lettori ma che probabilmente hanno causato forti imbarazzi e problemi a chi li ha commessi.
Investendo in traduzioni professionali, questi inconvenienti avrebbero potuto essere tranquillamente evitati. Le agenzie di traduzione garantiscono infatti ai propri clienti un’efficace forma di comunicazione che permette loro di evitare i disguidi che quasi sempre compromettono totalmente obiettivi che essi avrebbero invece a portata di mano.
Inoltre, trattandosi di risorse esterne, le imprese che fanno ricorso alle agenzie di traduzioni professionali non sono costrette ad assumere personale fisso o per lunghi periodi, e, potendo ricorrere quando vogliono ai loro servizi, pagano solo per quello che serve loro. In questo modo possono trasmettere i propri messaggi in tutta sicurezza e, a un costo accessibile, ottenere notevoli benefici in termini di risparmio di tempo e denaro.

Un errore di traduzione

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Nell’articolo di oggi parleremo di un divertente errore di traduzione che un collega ci ha segnalato. Pochi giorni fa un’emittente satellitare nostrana ha trasmesso un programma sul mondo del calcio negli Stati Uniti. Come tutti sanno, nel paese dalla bandiera a stelle e strisce il calcio non è certo lo sport nazionale. Ai primi posti nella scala delle preferenze degli americani troviamo il basket, il football, il baseball, e l’hockey su ghiaccio. Il calcio viene molto dopo.
I protagonisti del programma di cui sopra erano alcuni personaggi famosi ai quali venivano rivolte domande a proposito del calcio. Le domande e le risposte erano sottotitolate in italiano. Una delle domande in questione è stata: “Do you know who Pelé is?alla quale l’intervistato ha risposto “Sure, he’s the greatest soccer player of all time”.
Anche se si tratta di una risposta assolutamente sensata e udibile in qualsiasi altro paese del mondo, probabilmente tale risposta è dovuta alla militanza di Pelé nei New York Cosmos negli anni settanta, nonché al suo impegno come ambasciatore mondiale del calcio. Basti pensare che Pelé è stata la figura alla quale negli Stati Uniti il calcio è stato maggiormente associato fino all’arrivo di David Beckham nel massimo campionato alcuni anni or sono.

Ad ogni modo, quello che interessa a noi sono le traduzioni dei sottotitoli: “Conosci Pelé?”, “Certo, è uno dei migliori giocatori di tutti i tempi”, si leggeva mentre l’intervistato rispondeva alla domanda. Salta immediatamente agli occhi l’errore di traduzione. Infatti, la traduzione corretta non è affatto quella apparsa nei sottotitoli bensì “Certo, è il miglior giocatore di tutti i tempi”.
Visto che non si tratta di una frase con particolari difficoltà di traduzione in italiano, né si tratta di un riferimento culturale che noi italiani non possiamo comprendere, cosa può essere successo? Si tratta forse solo di un gigantesco errore di traduzione dovuto alla distrazione?
La faccenda ci ha talmente incuriosito che abbiamo cercato di rintracciare l’agenzia di traduzioni che ha redatto i sottotitoli. I risultati della ricerca ci hanno condotto nell’area partenopea e questo ci ha fatto sorgere un dubbio atroce. Visto che nella squadra locale ha militato un altro grandissimo del calcio, non sarà che un nostro collega autoctono (e sfegatato tifoso!) non ha resistito alla tentazione di alterare le parole dell’intervistato per non sminuire l’importanza del suo amatissimo campione? Naturalmente si tratta solo di una divertente supposizione, non abbiamo chiamato i nostri colleghi per verificare la loro buona fede.
Ad ogni modo, sia che si tratti di un macroscopico errore di traduzione, sia che si tratti di una deliberata alterazione del messaggio originale, questo è un esempio, seppur di scarsa importanza, di come una traduzione sbagliata possa influenzare l’opinione pubblica. Basta una piccola aggiunta o una piccola omissione per cambiare (in questo caso leggermente ma in qualche altro drasticamente) il senso del messaggio senza che nessuno (o quasi) se en accorga.

I traduttori nati

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Che tipo di individuo è un traduttore nato e quali sono le caratteristiche che lo rendono tale?
Di getto si potrebbe pensare che chi ha vissuto tutta la vita in un ambiente bilingue, chi ha una certa facilità nell’apprendimento di una lingua o domina più lingue, sia un traduttore nato o almeno un buon traduttore. Tuttavia, la capacità di muoversi agilmente fra due o più idiomi è solo una caratteristica della traduzione, sicuramente fondamentale ma non certo l’unica. Un’altra caratteristica cruciale è l’attenzione e la sensibilità verso il pubblico e il contesto, cioè la capacità di utilizzare indistintamente due lingue nel modo adeguato in varie situazioni e con interlocutori diversi.

Esistono persone o gruppi di persone che abbiano sviluppato una naturale predisposizione all’adattamento a persone e contesti diversi senza aver avuto nessun tipo di esperienza formale nel settore della traduzione? Esistono traduttori nati?
Tutti gli individui che vivono da tutta la vita in un contesto di bilinguismo potrebbero potenzialmente rispecchiare queste caratteristiche in senso ampio, tuttavia non sempre è così poiché chi è abituato ad utilizzare indistintamente due lingue talvolta ricompone i pezzi del puzzle in modo inadeguato e mescola elementi dell’una nella scatola dell’altra e viceversa.
Un esempio calzante del concetto che vogliamo esprimere in questo articolo è costituito dai parlanti bidialettali afroamericani che risiedono negli Stati Uniti.

Molti statunitensi di colore parlano normalmente il dialetto della propria comunità ma quando devono relazionarsi con individui esterni ad essa prestano particolare attenzione al proprio interlocutore e al contesto perché la loro lingua materna generalmente viene stigmatizzata nella comunità più ampia degli Stati Uniti, e la conseguenza della mancanza di attenzione in questo senso può provocare gravi conseguenze sociali (disoccupazione, povertà, razzismo, emarginazione, ingiustizia). Essendo ben consapevoli di questo, essi si sono abituati a realizzare frequentemente scelte fra l’inglese standard e l’inglese dialettale afroamericano a seconda dell’uditorio e del contesto.
Tuttavia, vista la scarsa domanda di traduzioni dall’inglese standard all’inglese afroamericano e viceversa, questi parlanti, a meno di non conoscere a fondo anche una terza lingua, hanno poche probabilità di poter intraprendere con successo la professione di traduttori.

Buona epifania!

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In Italia oggi è il giorno della befana.
Qui in Spagna invece, dove ha sede la nostra agenzia di traduzioni, è il giorno dei re magi, il giorno che tutti i bambini spagnoli aspettano con ansia e trepidazione.
Il Natale si festeggia come in Italia ma per i bambini il 6 gennaio è molto più importante del 25 dicembre. I regali che ricevono da Babbo Natale sono dei pensierini, i regali veri e propri sono quelli portati dai tre re magi.
Anche in Spagna, così come in Italia, ai bambini viene detto di comportarsi bene altrimenti riceveranno carbone. Però al posto della vecchietta malridotta che porta la calze con i dolcetti, ci sono Melchor, Baltasar e Gaspar con i loro paggi e i loro doni.

Un piccolo esempio di come due nazioni sorelle sotto moltissimi punti di vista, conservino ciascuna le proprie tradizioni.

Buona epifania a tutti

Traduzione in tempi di crisi (2)

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Perché i clienti delle agenzie di traduzione hanno problemi a pagare i servizi che queste offrono loro?
La risposta è semplicissima, non occorre essere economisti per poterla dare: si è innescato un circolo vizioso per colpa del quale i clienti delle agenzie, a loro volta fornitori di altri soggetti, hanno grossi problemi nel riscuotere dalla vendita dei loro prodotti o dei loro servizi oppure vendono molto meno di prima.
Di conseguenza ritardano i pagamenti alle agenzie o nei casi peggiori non pagano affatto. Le agenzie di riflesso ritardano i pagamenti ai traduttori, i traduttori non hanno denaro a sufficienza per poter vivere, cercano un lavoro alternativo che non c’è, i consumi diminuiscono e le aziende clienti delle agenzie di traduzioni non vendono i propri prodotti. Una spirale perversa dalla quale ognuno cerca di uscire come può.
Alcune agenzie stringono i cordoni della borsa e pongono condizioni di pagamento più rigide. Non tutti i clienti ovviamente possono sopportare di pagare in anticipo o comunque con scadenze più brevi e si rivolgono alla concorrenza.
Altre agenzie aumentano le tariffe per compensare le perdite generali derivanti dai mancati pagamenti ma anche in questo modo perdono una parte di clienti che si rivolgono alla concorrenza in cerca di prezzi più bassi.
Le agenzie che hanno una posizione finanziaria così forte da metterle in grado di mantenere condizioni di pagamento vantaggiose e prezzi relativamente bassi sono quelle che sicuramente riescono a fronteggiare la crisi nel migliore dei modi anche se i pericoli economici che corrono in un periodo di forte instabilità come questo sono alti. Il rischio è che alla fine, esponendosi troppo, il prezzo più alto lo debbano pagare esse stesse.

Se non è affatto difficile fotografare questa stanza buia, lo è sicuramente stabilire come si sia generata e cosa occorre fare per uscirne. Noi non siamo né politici né economisti, il nostro lavoro è tradurre, ed è quello che vogliamo fortemente continuare a fare. Lo facciamo con passione e professionalità tenendo le dita incrociate nella speranza che le misure adottate dai governi riescano a sortire presto i tanto auspicati effetti positivi che spezzino la catena di effetti dannosi che si è creata e tutto torni alla normalità.

Traduzione in tempi di crisi

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Da ormai più di un anno purtroppo non si fa altro che parlare di crisi economica. Ogni giorno ci giungono notizie al riguardo e nella maggior parte dei casi non sono buone. Alti tassi di disoccupazione, consumi in calo, intere famiglie sull’orlo della povertà, grandi istituti finanziari in difficoltà, valore delle azioni in picchiata, piccole attività commerciali che muoiono come mosche: un quadro davvero nefasto.

I governi si sono mossi per far uscire i propri paesi dal baratro e qualche effetto si è visto ma ancora siamo probabilmente piuttosto lontani dalla fine dell’incubo. La crisi non ha risparmiato nessun settore, tantomeno il settore delle traduzioni.
Basta dare uno sguardo alla cronologia degli eventi che hanno marcato questa crisi per capire facilmente come tutti i mercati siano interrelazionati fra loro: ciò che accade in uno di essi ha poi conseguenze sugli altri a livello globale.
Dato che l’industria della traduzione dipende fortemente da tali connessioni globali, anch’essa è stata colpita duramente dalla crisi. Nel mondo infatti, moltissimi traduttori freelance si sono visti costretti a cercare fonti di reddito alternative e una grossa quantità di agenzie di traduzione ha chiuso i battenti a causa della recessione.

Negli ultimi anni, le imprese più moderne e lungimiranti avevano capito che il mercato interno, sempre più invaso dalle merci di provenienza straniera (in particolar modo asiatica), non era sufficiente, e che, per poter sperare di sopravvivere, avrebbero dovuto aprirsi ai mercati esteri. Alcune imprese per raggiungere lo scopo hanno assunto personale specializzato (sicuramente la scelta migliore in termini di efficienza ma molto costosa e poco flessibile), altre hanno scelto di fare ricorso ai servizi delle agenzie di traduzione.
In un momento di crisi come questo, la propensione verso i mercati esteri è un fattore ancor più importante e per questo motivo ora più che mai la domanda di traduzioni è elevata. Quello che manca purtroppo sono le risorse per poterle pagare.

Seconda parte di questo articolo

Traduzione e teatro

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In Francia, vicino ad Arles, città sede della Casa del Traduttore, e non lontano da Avignone, dove tutti gli anni si celebra uno dei più famosi festival del teatro europei, esiste un’istituzione strettamente legata alle due appena citate: il Centro Internazionale della Traduzione Teatrale di Montpellier, conosciuto anche come “Maison Antoine Vitez”, celebre traduttore e regista teatrale francese, morto nel 1990.
In questo centro si porta tuttora avanti l’impagabile esperienza della convivenza tra scrittori, traduttori, critici e registi teatrali che perseguono alcuni degli ideali di Vitez: promuovere l’arte della traduzione teatrale, aprirsi al repertorio tradotto, ritradurre testi classici, tradurre nuovi testi.

Vitez, per il quale la traduzione era inseparabile dalla messa in scena e dal montaggio, distingueva in modo particolare tra “infratradurre” e “ipertradurre”.
Il primo concetto implica ad esempio tradurre izba con “casa” mentre il secondo implica una traduzione come “casa di campagna”. Egli rifiutava la soluzione più comoda, cioè lasciare semplicemente izba al fine di mantenere intatta la peculiarità della parola. Tra mantenersi fedele al significato o infedele allo stile, egli sceglieva la sua propria infedeltà allo stile dell’autore.
Paradosso della traduzione teatrale e della traduzione in generale, che egli esprimeva nel modo seguente: “Esiste l’idea condivisibile che non si possa tradurre, però ciò che è davvero intollerabile è non tradurre. Non si può tradurre però bisogna farlo”.
Questo pensiero ricorda molto da vicino ciò che diceva Klee a proposito della pittura: “L’arte non riproduce il visibile, lo rende visibile”. Scrivere è dire l’indicibile, tradurre è tradurre l’intraducibile.

Il doppiaggio

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Quasi tutti gli spettatori italiani che non masticano lingue estere sono completamente assuefatti a vedere film stranieri doppiati in italiano. Quando, per qualche motivo, sono costretti a vederli nella loro versione originale soffrono terribilmente, persino in presenza di sottotitoli.
Anche le persone che abbiano una certa familiarità con altre lingue e altre culture preferiscono quasi sempre vederli doppiati, risulta loro meno faticoso e più rilassante.

Che il pubblico preferisca i film doppiati è un fatto (almeno per quanto riguarda il nostro settore) sicuramente positivo. Si tratta di una prova tangibile dell’efficacia della traduzione, del buon lavoro svolto dai traduttori.
Quello che vorremmo far notare in questo articolo è che pur di godere appieno della pellicola seduti sulla poltroncina di un cinema o rilassati sul divano del nostro salotto, siamo disposti ad accettare delle incongruenze pazzesche senza quasi nemmeno accorgercene. Vediamo di spiegare meglio il concetto.
Leggere un libro tradotto in italiano ma scritto originariamente in una lingua molto diversa e in cui vi siano riferimenti continui a culture completamente diverse dalla nostra, fa un effetto già di per sé piuttosto strano.
Però vedere un film in cui un aborigeno parla un italiano come non lo parlano da nessuna parte o in cui un indiano navajo impreca in un italiano traballante, non solo fa un effetto ancor più strano, risulta in qualche caso anche un po’ comico.
Così come la traduzione origina un tipo di scrittura particolare e il traduttore quando traduce scrive in modo diverso rispetto a quando scrive qualcosa di suo, allo stesso modo il doppiaggio crea una forma fonetica irreale. Gli attori pronunciano in maniera molto più naturale quando parlano normalmente o quando recitano un testo scritto direttamente nella loro lingua piuttosto che quando devono doppiare un personaggio che di italiano non ha niente.

Con questo non vogliamo certo dire che i film non dovrebbero essere doppiati, così facendo la maggior parte del pubblico non potrebbe godere di questa forma d’espressione stupenda.
In qualche articolo fa, sostenevamo invece che bisogna fare in modo che la cultura arrivi a un numero di persone sempre maggiore, qualunque sia la forma in cui essa si presenta. Lo scopo di questo articolo era semplicemente di strappare un sorriso ai nostri lettori…

Critica letteraria e traduzione

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Se si accetta l’idea che la traduzione è la scrittura derivante dalla lettura di un testo e che la critica letteraria aspira ad insegnare alla gente a leggere i testi, risulta poi sorprendente scoprire quanto queste due discipline siano spesso in antitesi fra loro. Condividono lo stesso oggetto e hanno una passione comune, ma i loro sguardi non potrebbero essere più diversi.
La legittima ambizione della critica letteraria è stabilire il significato dei testi analizzati al fine di aumentare il sapere e la conoscenza nella storia della letteratura.
Gli interrogativi cui cerca di dare risposta sono innumerevoli e per riuscirci conduce un’analisi scrupolosa sulla trama, sui protagonisti, sullo stile di scrittura, sulla stessa esistenza del testo. Le risposte che dà fissano saperi che verranno appresi e ripetuti nel tempo dal movimento letterario. Nella sua pretesa di catturare la totalità del significato e di prescrivere la corretta lettura, la critica è totalitaria.

Al contrario, la traduzione non produce saperi, il risultato del suo lavoro non è ripetibile in forma di manuale scolare, ma di pratiche di scrittura, ognuna diversa dall’altra. Ciascuna di esse moltiplicherà le letture garantendo un futuro al testo originale. La critica letteraria invece fissa il luogo del suo obiettivo nella storia e lo sclerotizza con le sue tassonomie.
La traduzione si interessa del testo nel suo aspetto più dinamico in quanto generatore di effetti. Al traduttore non interessa tanto il perché si sono prodotti certi effetti, quanto il come. Egli sa bene che trovare la risposta a questa domanda lo metterà nella condizione di poter riprodurre efficacemente tali effetti nel testo tradotto.
La naturale ambizione del traduttore non è fissare il significato dell’originale, quanto mantenere intatte le sue ambiguità.

Teoria della traduzione

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Quando si parla di teoria della traduzione ci si riferisce ad una branca delle discipline umanistiche il cui obiettivo è lo studio sistematico ed interdisciplinare della teoria, della descrizione e delle possibilità applicative sia della traduzione in senso stretto che dell’interpretariato.
La teoria della traduzione può limitarsi allo studio di determinate caratteristiche (approccio descrittivo) oppure indicare le regole per l’applicazione di talune attività (approccio normativo).
In quanto scienza interdisciplinare, la teoria della traduzione trae molti contributi dagli altri campi di studio legati alla traduzione in generale. Fra questi troviamo la linguistica, la storia, la terminologia, la lessicologia, la letteratura comparata, la filosofia, l’informatica, la filologia, la semiotica, ecc.

Da notare che questo insieme di teorie, in italiano come in molte altre lingue, è indicato con il termine traduttologia. Tale termine è tuttavia considerato non corretto da molti studiosi, poiché basato sulla traduzione letterale del nome francese della disciplina, la traductologie.
La traductologie in quanto scienza, studia il processo cognitivo inerente alla riproduzione (traduzione) orale, scritta o gestuale, verso una determinata lingua, di un concetto espresso in un’altra lingua in una delle forme sopraccitate.
La nozione di traductologie è stata impiegata per la prima volta nel 1972 dal traduttologo francese Jean-René Ladmiral. Tuttavia, praticamente in contemporanea con il collega francese, anche il traduttologo canadese Brian Harris, pubblicò un saggio nel cui titolo compariva questo termine.

Principali differenze tra internazionalizzazione e localizzazione

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Spesso i concetti di internazionalizzazione e localizzazione vengono usati in modo inappropriato oppure si fa riferimento ad essi come se fossero la stessa cosa. Vi è tuttavia una differenza tanto sottile quanto fondamentale fra loro.
Quando si parla di internazionalizzazione ci si riferisce al processo di adattamento di determinati prodotti o servizi per un loro possibile lancio in uno o più mercati (o ambienti) diversi da quelli in cui sono stati pensati e progettati.
La localizzazione è invece l’aggiunta a prodotti o servizi già “internazionalizzati” di caratteristiche particolari che ne rendano possibile l’utilizzo o la fruizione in mercati o ambienti particolari definiti “locali”.

L’internazionalizzazione avviene pertanto già in fase di progettazione del prodotto o del servizio, con la predisposizione di tutti gli elementi necessari affinché possano essere piazzati o forniti senza problemi sul mercato internazionale.
Il processo di localizzazione invece avviene qualora vi sia l’intenzione da parte del fabbricante o del prestatore del servizio di penetrare in un mercato estero specifico.
Intervengono pertanto in questa fase la traduzione del testo, l’adattamento culturale e molti altri aspetti cui abbiamo accennato nei giorni scorsi.
Per tale ragione un prodotto o un servizio possono essere “internazionalizzati” ma non “localizzati”. Ciò avviene quando, pur essendo stati pensati e realizzati per soddisfare i requisiti della comunità internazionale, non sono ancora stati preparati perfettamente per uno specifico mercato.
La complementarità dei processi di internazionalizzazione e localizzazione appare del tutto evidente. Affinchè il prodotto o il servizio funzionino correttamente e abbiano successo a livello globale è assolutamente necessario che i due processi siano sinergici e ben combinati fra loro.

Internazionalizzazione e localizzazione (2)

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I processi di internazionalizzazione e localizzazione vengono applicati in moltissimi campi. I principali sono:

- la traduzione linguistica.
- le immagini, i colori, i simboli, l’estetica in generale: questioni relative all’adeguatezza culturale e alla facilità di comprensione
- gli usi, i costumi e le tradizioni locali
- i valori culturali
- il contesto sociale
- la legislazione in generale
- il formato della data e dell’ora, ivi compreso l’utilizzo di calendari e fusi orari differenti (in ambienti internazionalizzati definiti UTC)
- le misure e la valuta
- i nomi, i documenti d’identità, i titoli, i numeri di telefono, gli indirizzi e i codici postali
- i trasporti. Basti pensare ai paesi bilingui in cui la segnaletica è espressa in due idiomi oppure ai paesi in cui si guida sulla parte sinistra della carreggiata e i veicoli vengono pertanto fabbricati con i comandi sulla parte destra dell’abitacolo.

Per semplicità abbiamo separato i vari campi di applicazione, considerando la traduzione linguistica come un campo a sé stante. Tuttavia, come abbiamo più volte avuto modo di sottolineare, una buona traduzione non può limitarsi alla mera trasposizione di una serie di parole da una lingua ad un’altra ma deve tenere in considerazione tutti gli aspetti sopra elencati, non come fossero compartimenti stagni ma come parte di un unico blocco.
Visto che la traduzione linguistica è ovviamente il campo che ci riguarda più da vicino ci sembra opportuno aggiungere altri aspetti strettamente legati ad essa in cui intervengono i processi di internazionalizzazione e localizzazione.
Fra essi ricordiamo: alfabeti diversi, metodi di scrittura diversi (da sinistra verso destra e viceversa oppure dall’alto verso il basso), sistemi diversi di numerazione, metodi di ordinamento degli elenchi diversi.
Grande importanza rivestono inoltre il parlato (audio), i sottotitoli nei prodotti multimediali e le rappresentazioni grafiche di testo (immagini contenenti testo, materiale stampato).
Quando si tratta di testi in formato digitale occorre infine tenere in seria considerazione la codifica dei caratteri. Unicode è il sistema attualmente più utilizzato per risolvere molti dei problemi legati a quest’aspetto.

Internazionalizzazione e localizzazione

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Tutti i prodotti che troviamo sul mercato, prima di giungere ai clienti o agli utenti, sono stati sicuramente pensati e progettati per quel determinato mercato.
Quando invece un prodotto già presente su un mercato dev’essere lanciato in un altro mercato (poniamo il caso di una nazione diversa e con una cultura diversa), affinché il prodotto ottenga i risultati sperati, è necessario ricorrere a delle tecniche, a dei processi di adattamento, denominati internazionalizzazione e localizzazione.
Sul mercato italiano ad esempio uno shampoo da donna può essere efficacemente pubblicizzato mostrando l’immagine di una donna sensuale ed ammiccante che cattura l’attenzione di un uomo grazie alla propria capigliatura fluente e ad una frase particolarmente provocante in italiano.
Banale notare come in un paese islamico, limitandosi alla sola traduzione della frase, la pubblicità non verrebbe trasmessa, il prodotto probabilmente non arriverebbe nemmeno agli scaffali dei supermercati e l’ideatore della pubblicità verrebbe ricercato dalla polizia.

Per poter efficacemente penetrare nel mercato di destinazione è necessario ricorrere ai processi di adattamento cui facevamo riferimento poc’anzi. Occorre conoscere a fondo oltre che la lingua del paese di destinazione, i suoi usi, i suoi costumi, la sua cultura in generale. La pubblicità dell’esempio dev’essere pertanto rivista e corretta in modo da non risultare offensiva per i canoni del paese di destinazione e ottenere i risultati commerciali auspicati.
Oltre alla pubblicità (televisiva, editoriale o di altro genere), i prodotti per cui è opportuno ricorrere a tali processi sono moltissimi: i manuali d’uso, le etichette dei prodotti, i siti internet, le pubblicazioni mediche e scientifiche, i software, ecc.

Seconda parte di questo articolo

L’interpretazione (4)

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Con il post di oggi terminiamo il nostro breve percorso sull’interpretazione descrivendone le modalità a seconda del luogo di svolgimento.

Interpretazione di conferenza
In questo caso è il luogo a caratterizzare l’attività traduzione poiché in un ambiente di conferenza questa può essere sia simultanea che consecutiva.

Interpretazione di accompagnamento
Anche in questo caso la definizione deriva dall’attività più che dalla modalità con la quale la traduzione avviene. L’interprete infatti accompagna una persona o un gruppo di persone in percorsi, visite, incontri, interviste ecc.

Interpretariato di servizio pubblico o interpretazione di comunità
Questo tipo di interpretazione fa riferimento alla sfera pubblica nel suo complesso e quindi copre i servizi sanitari, sociali, catastali, la salute ambientale, il welfare, l’istruzione, ecc.

Interpretazione di volontariato
Come suggerisce il nome, in questa tipologia rientrano gli interpreti che prestano il proprio servizio come volontari. Spesso si tratta di prestazioni erogate a favore di enti e organizzazioni non profit che portino avanti progetti socialmente utili.

Interpretazione legale
L’interpretazione legale, anche chiamata interpretazione giudiziaria o di tribunale, si svolge nei palazzi di giustizia, nei tribunali o in genere ovunque abbia luogo un processo legale. Questo tipo di interpretazione può essere sia consecutiva (nel caso ad esempio di dichiarazioni di testimoni) oppure anche simultanea e prevedere la traduzione di interi procedimenti. Gli interpreti non devono limitarsi alla conoscenza delle due lingue di riferimento ma avere anche grande dimestichezza con le procedure legali e di tribunale.

Interpretazione medica
L’interpretazione medica ha lo scopo di facilitare la comunicazione tra un referente medico e un paziente e/o i componenti della sua famiglia. L’interprete che operi in questo campo deve avere una buona conoscenza della medicina, del funzionamento dell’ospedale, delle procedure standard, dei procedimenti di intervista ai pazienti. Tutto questo in modo tale da essere utile sia al paziente che al curante.

Dove lavorano gli interpreti
La maggioranza degli interpreti lavora come freelance o presso agenzie negli ambiti che abbiamo appena descritto. Ad essi vanno aggiunti moltissimi altri interpreti che lavorano a tempo pieno all’interno di organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite e l’Unione Europea.
L’istituzione che impiega il maggior numero di interpreti a livello mondiale è attualmente la Commissione Europea e le centinaia di interpreti ivi impiegati lavorano con tutte le lingue dell’Unione.
Anche l’ONU dà impiego a moltissimi interpreti, non solo presso la sede centrale ma in quasi tutte le sue sedi sparse nel mondo. Tuttavia, a differenza della UE, le lingue ufficiali sono soltanto sei (inglese, francese, spagnolo, russo, cinese e arabo) e per questa ragione gli interpreti sono presenti in misura decisamente inferiore rispetto alla Commissione Europea.

L’interpretazione (3)

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Con il post di oggi terminiamo la descrizione delle modalità dell’interpretazione in base alla tecnica utilizzata, con quello di domani chiuderemo il nostro breve excursus sull’interpretazione descrivendone le modalità in base al luogo di svolgimento.

Interpretazione consecutiva
Per interpretazione consecutiva s’intende l’attività di traduzione verso una lingua di ciò che un oratore ha detto poco prima in un’altra lingua. Nell’interpretazione consecutiva infatti l’interprete inizia a parlare solo dopo che l’oratore della lingua di partenza ha terminato di farlo.
Questo tipo di interpretazione viene utilizzato laddove sia necessario tradurre a beneficio di uno o più ascoltatori parlanti la stessa lingua. L’interpretazione consecutiva viene effettuata senza cuffie e di norma l’interprete è a fianco dell’oratore: ascolta attentamente e prende appunti con una speciale tecnica che gli permette di non perdere nessuna informazione. Appena l’oratore ha finito di parlare o si giunge ad una pausa (ogni sezione del discorso dovrebbe essere al massimo di 3-5 minuti), l’interprete prende la parola e riproduce fedelmente il messaggio nella lingua d’arrivo come se dovesse essere lui stesso l’oratore. Com’è ovvio immaginare, con questa tecnica d’interpretazione i tempi degli interventi praticamente si raddoppiano.

Interpretazione sussurrata o chuchotage
L’interpretazione sussurrata o chuchotage è una variante dell’interpretazione simultanea. A differenza di quest’ultima non prevede infatti l’utilizzo di apparecchiature tecnologiche quali cuffie, microfoni e cabine. L’interprete è seduto in piedi a fianco della persona che necessita la traduzione del messaggio e gli sussurra il testo tradotto nella sua lingua. Questa tecnica viene utilizzata quando vi sono poche persone (massimo due per interprete) che non comprendono la lingua di partenza. In genere il servizio viene svolto da un solo interprete per lingua.

Interpretazione di trattativa
Con questo termine si indica l’attività di interpretazione svolta da un interprete durante un incontro fra due o più persone nell’ambito di un colloquio istituzionale, di una visita diplomatica, di una riunione, di un training tecnico, di una fiera, di una manifestazione, della visita di uno stabilimento o più semplicemente di un pranzo d’affari.
Si utilizza la definizione “interpretazione di trattativa” poiché durante la prestazione del servizio l’interprete non si limita a tradurre alla lettera le parole degli interlocutori ma usa anche il proprio intuito per comprendere quali siano gli obiettivi che essi intendano raggiungere con l’incontro. Per far questo è quindi fondamentale che colga i toni e le sfumature proprie di ogni lingua e di ogni cultura ed utilizzi nella traduzione espressioni adeguate al contesto.

Interpretazione gestuale
Con questo termine si indica l’attività di interpretazione da una lingua parlata ad una visiva (come ad esempio il linguaggio dei segni) o viceversa.

Quarta parte di questo articolo

L’interpretazione (2)

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Modalità dell’interpretazione
Possiamo distinguere varie tipologie di interpretazione. Esse possono essere suddivise in base alla tecnica utilizzata (simultanea, consecutiva, di trattativa, sussurrata, gestuale), o a seconda del luogo di svolgimento (interpretazione di conferenza, di accompagnamento, legale, medica, ecc.).

Interpretazione simultanea
Per interpretazione simultanea s’intende l’attività di traduzione immediata verso una lingua di ciò che un oratore sta dicendo in un’altra lingua. È un tipo di traduzione che viene solitamente usato in convegni ed assemblee internazionali per consentire ad un pubblico composto da persone di lingua diversa di seguire lo svolgimento dei lavori nella propria lingua. Normalmente viene eseguita da due interpreti per lingua seduti in una cabina insonorizzata dotata di microfono e cuffie. Per ovvi motivi è auspicabile che gli interpreti abbiano una visione diretta dell’oratore o almeno attraverso le immagini di una telecamera. Gli interpreti ascoltano in cuffia i messaggi nella lingua di partenza e traducono in modo simultaneo parlando al microfono. Le loro parole giungono direttamente nelle cuffie degli ascoltatori. Laddove siano previste più lingue d’arrivo (e di conseguenza più cabine interpreti), gli ascoltatori possono selezionare il canale che trasmette la traduzione simultanea nella loro lingua grazie ad uno speciale dispositivo di cui sono dotate le cuffie.
Ascoltare e comprendere in una lingua e tradurre in modo quanto più preciso possibile in un’altra con uno scarto di poche parole è un’attività che richiede moltissima concentrazione. Per questa ragione è importante che gli interpreti siano sempre due in modo tale da potersi avvicendare ogni 20 minuti circa e mantenere così un livello di concentrazione alto e costante. Oltre ad avere una perfetta conoscenza di entrambe le lingue (talvolta non sufficiente quando l’oratore faccia uso di giochi di parole intraducibili o di uno slang particolare), l’interprete deve aver un buon ritmo. Pur essendo dipendente dal ritmo dell’oratore, deve infatti evitare di assumere un tono piatto e meccanico producendo un discorso fluido, senza pause e successive rincorse.
L’interpretazione simultanea viene spesso definita “traduzione simultanea” e allo stesso modo l’interprete viene chiamato “traduttore”.
Tale terminologia tuttavia non è corretta. Come abbiamo già sottolineato in un articolo precedente, con il termine “traduzione” ci si riferisce ad un’attività scritta mentre l’interpretazione è orale o al limite gestuale. Al di là di ciò, la traduzione non può concettualmente essere “simultanea” poiché tra le parole dell’oratore e quelle dell’interprete c’è sempre un breve periodo di scarto (definito décalage).

Terza parte di questo articolo

L’interpretazione

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In quest’articolo parleremo dell’interpretazione (o più correttamente interpretariato), soffermandoci sulla descrizione delle varie modalità in cui si esplica quest’attività. L’argomento verrà trattato in quattro giorni, oggi ci limiteremo ad una breve introduzione, nei giorni successivi descriveremo le varie tipologie di interpretazione in dettaglio.

L’interpretazione è un’attività che consiste nel tradurre oralmente, sia in modo simultaneo che consecutivo, una comunicazione tra due o più interlocutori che parlino due lingue diverse. La differenza tra traduzione in senso generale ed interpretazione è appunto il canale attraverso il quale avviene il trasferimento delle idee, scritto nel caso della traduzione, orale o con l’aiuto della mimica nel caso dell’interpretazione.
Si noti inoltre che le parole “interpretariato” e “interpretazione” vengono spesso usate indistintamente ma in realtà fra i due termini esiste una leggera sfumatura di significato.
Al di là dei molteplici significati che possiede la parola “interpretazione”, questa, nel contesto che interessa a noi, indica nello specifico la prestazione dell’interprete mentre con “interpretariato” si suole indicare l’attività in generale (intesa anche come professione).

Prima di descrivere le varie modalità interpretative introduciamo in modo breve e schematico la suddivisione in lingue “A-B-C”.
- Con “Lingua A” si suole indicare la lingua madre della quale l’interprete ha piena padronanza sia attiva che passiva.
- Viene definita “Lingua B” o “attiva” quella lingua della quale l’interprete ha un’ottima padronanza sia passiva che attiva anche se nell’esprimersi denota un leggero accento.
- La “Lingua C“, chiamata anche lingua “passiva”, è invece quella che l’interprete comprende perfettamente ed interpreta in simultanea verso la “Lingua A” ma che non conosce a fondo come la “Lingua B”.

Seconda parte di questo articolo