Teoria della traduzione

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Quando si parla di teoria della traduzione ci si riferisce ad una branca delle discipline umanistiche il cui obiettivo è lo studio sistematico ed interdisciplinare della teoria, della descrizione e delle possibilità applicative sia della traduzione in senso stretto che dell’interpretariato.
La teoria della traduzione può limitarsi allo studio di determinate caratteristiche (approccio descrittivo) oppure indicare le regole per l’applicazione di talune attività (approccio normativo).
In quanto scienza interdisciplinare, la teoria della traduzione trae molti contributi dagli altri campi di studio legati alla traduzione in generale. Fra questi troviamo la linguistica, la storia, la terminologia, la lessicologia, la letteratura comparata, la filosofia, l’informatica, la filologia, la semiotica, ecc.

Da notare che questo insieme di teorie, in italiano come in molte altre lingue, è indicato con il termine traduttologia. Tale termine è tuttavia considerato non corretto da molti studiosi, poiché basato sulla traduzione letterale del nome francese della disciplina, la traductologie.
La traductologie in quanto scienza, studia il processo cognitivo inerente alla riproduzione (traduzione) orale, scritta o gestuale, verso una determinata lingua, di un concetto espresso in un’altra lingua in una delle forme sopraccitate.
La nozione di traductologie è stata impiegata per la prima volta nel 1972 dal traduttologo francese Jean-René Ladmiral. Tuttavia, praticamente in contemporanea con il collega francese, anche il traduttologo canadese Brian Harris, pubblicò un saggio nel cui titolo compariva questo termine.