La cultura underground dei sottotitoli

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

In Italia la parola “sottotitolo” ci porta subito a pensare ai sottotitoli per non udenti, alla pagina 777 del televideo, a qualcosa di indispensabile per le persone che altrimenti, a causa della propria disabilità, non potrebbero comprendere film o serie e programmi televisivi.
In realtà i sottotitoli sono una forma di comunicazione che ci permette di oltrepassare molte più barriere di quante pensiamo. Le barriere della lingua, per esempio, e di conseguenza anche di culture diverse dalla nostra, stili di vita, modi di dire, slang e tradizioni rappresentati cinematograficamente dai Paesi stranieri.

Vero è che i nostri doppiatori sono molto apprezzati e famosi per il loro talento, ma questo ci ha resi ignari del valore aggiunto di un opera in lingua originale, come la precisa intensità interpretativa da parte dell’attore stesso che è ineguagliabile anche per il doppiatore più bravo.
All’estero, la sottotitolazione è una forma ormai molto diffusa. Anche nelle sale cinematografiche è normale la proiezione di un film di altra nazionalità in lingua originale con traduzione sottotitolata.

Dagli anni ’80 a oggi, è dilagato il fenomeno dei “Fansub”, gruppi di giovani che si sono organizzati per tradurre e sottotitolare, non a scopo di lucro, “da fan per i fan”, film e serie televisive non licenziate nel proprio Paese. Ed ecco che una passione condivisa è riuscita a oltrepassare i limiti del mercato e a divulgare un metodo più coinvolgente per guardare le opere cinematografiche e televisive, in lingua originale appunto, senza rinunciare alla completa comprensione dei contenuti.
In un primo momento i sottotitoli erano disponibili in rete solo in lingua inglese, poi sono nati fansub in altre parti d’Europa che traducono tali sottotitoli nella propria lingua madre.

Da qualche anno l’interesse verso l’oriente ha spinto una fetta sempre maggiore di appassionati a ricercare opere televisive (Drama o Dorama) e cinematografiche asiatiche che evidentemente non sono di interesse commerciale ma che stanno catalizzando l’attenzione di tanti.
I drama non son visti e conosciuti solamente in Asia, ma sono seguitissimi anche in America Latina, in Russia, nel mondo arabo, e da qualche anno appunto anche in Europa.

Recentemente si sta verificando un altro fenomeno, l’avvento del K-POP. La musica commerciale coreana sta riscuotendo un enorme successo in tutta Europa, molte boy band asiatiche (i cui membri spesso recitano nei drama), contano schiere di fan, soprattutto in Francia, in Spagna, in Germania e in Italia, e da qui il passaggio ai drama con l’idolo di turno è breve.

A causa delle leggi sempre più severe sul copyright digitale, nonostante i fansub realizzino soltanto sottotitoli in semplici file di testo incoraggiando l’acquisto del materiale audiovisivo con cui abbinarli, sta diventando difficile lo scambio e la visione di drama e film asiatici per gli utenti regolarmente attivi e partecipi nei forum. Ciò ha creato grande sconforto tra gli appassionati e i sostenitori della divulgazione della cultura asiatica attraverso il filone cinematografico e televisivo.

C’è anche da dire che il livello di traduzione e sottotitolaggio dei fansub, in media, è molto scarso, proprio perché non è svolto da professionisti del settore, ma da dilettanti che si arrangiano a prestare un servizio altrimenti inesistente.
Per questo sono in molti a sperare che qualche rete televisiva, magari lungimirante e pronta a osare, prenda in considerazione la programmazione di drama, ma rigorosamente in lingua originale e sottotitolati da professionisti.

Autrice dell’articolo:
Giada Bolletta
Sottotitolatrice intralinguistica e interlinguistica EN > IT
Roma