Gli appunti nell’interpretazione consecutiva

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

L’interpretazione consecutiva si articola in tre momenti: l’ascolto del discorso originale, l’annotazione grafica degli elementi essenziali del discorso e la riformulazione nella lingua di arrivo. Rozan insiste sugli aspetti cognitivi dell’interpretazione consecutiva incentrati sull’analisi logica del discorso, piuttosto che sullo sviluppo di un elaborato sistema di annotazione. Nel suo manuale “La prise de notes en interprétation consecutive”, la fissazione delle idee elaborate dall’interprete, e non delle semplici parole pronunciate dall’oratore, dovrebbe avvenire sulla base di sette principi fondamentali e di dieci simboli essenziali.
I sette principi sono i seguenti:

- l’annotazione grafica del concetto;
- regola di abbreviazione delle parole;
- negazione:
- l’accentuazione dei concetti;
- verticalismo;
- l’annotazione scalare;
- il décalage, ovvero lo spostamento a destra nella linea sottostante delle informazioni concettualmente connesse.

Sulla base dei suddetti principi, Rozan ci invita inoltre alla massima economia di sforzi nella presa di appunti, poiché è costantemente richiesta la massima attenzione e concentrazione per elaborare e fissare nella mente l’informazione nel modo più sintetico possibile. Man mano che l’interprete ascolta ed elabora il testo, anziché scrivere in maniera lineare le informazioni, queste vengono scritte una sotto l’altra, effettuando uno spostamento a destra nelle righe successive, affinché si possano associare quelle logicamente o funzionalmente connesse.

Nel passaggio dal livello linguistico a quello grafico, l’interprete può formare il proprio codice segnico sulla base di elementi che riflettono le relazioni possibili tra significato e significante e che Pierce, in ambito semiotico, distingue in icona, indice e simbolo.
Per facilitare l’immediata attribuzione dei ruoli sintattici dei costituenti della frase (sintagma nominale, sintagma verbale, etc.) e per ricostruire autonomamente la frase nella lingua di arrivo, un’organizzazione delle informazioni nello spazio in cui anche la posizione sia portatrice di significato si presenta molto più funzionale per tale scopo.

Altro aspetto piuttosto dibattuto riguarda la lingua naturale in cui andrebbero prese le note in interpretazione consecutiva. Alcuni autori sostengono che l’interprete debba sforzarsi di prendere gli appunti in lingua di arrivo, poiché in questo modo gran parte dello sforzo traduttivo è già compiuto prima della fase di restituzione del discorso. Sebbene questa motivazione sia plausibile, potrebbe rivelarsi controproducente, in termini di perdita di tempo, cercare in tutti i modi un equivalente in lingua di arrivo per annotarlo sul foglio, nel momento in cui una traduzione non affiora alla mente. Tuttavia, si consiglia di adoperare entrambe le lingue di lavoro, in funzione del grado di immediatezza con cui l’una o l’altra si rende più disponibile al momento. Occorre comunque ricordare che l’accesso lessicale alla propria lingua madre è molto più immediato, ovvero veloce, rispetto a qualsiasi altra lingua. È normale, quindi, constatare in sede di apprendimento di interpretazione consecutiva che di solito risulta più spontaneo scrivere comunque nella propria lingua madre, indipendentemente dalla lingua di partenza e di arrivo in cui si lavora.

Autrice dell’articolo:
Maria Francesca Di Nicola
Dottoressa in Lingue Moderne (en/zh >it)
Teramo