Lamentarsi dei cattivi clienti è proficuo?

 Categoria: Agenzie di traduzione

Questo post è ispirato a un contributo condiviso da Ted Wozniak su Facebook che a sua volta si rifaceva al post del blog di Sébastien Devogele “La filippica della tariffa”. Ecco la questione: traduttori che si lamentano di agenzie indegne, che pagano tariffe da fame e provano in ogni modo ad abbassarle sempre più con scalette per fuzzy match, che trattano i traduttori come ingranaggi in una catena di montaggio, e così via. Si potrebbe obiettare che queste lamentele sono utili: svergognano pubblicamente queste agenzie e dissuadono altri traduttori dal lavorare per loro. Altri (fra cui la sottoscritta) sostengono che questo lagnarsi può avere sì una funzione catartica, ma che in ultima analisi sia uno spreco di tempo ed energie, e può addirittura danneggiare chi si lamenta. Ecco perché:

In primo luogo, lamentoni, ve lo riconosco: queste indegne agenzie che offrono 2,765 centesimi a parola per 8000 parole in due giorni fanno arrabbiare. Ed è ancor più irritante che queste agenzie di bassa lega assicurino di fornire traduzioni di alta qualità confezionate da traduttori esperti ai loro clienti, come ha scoperto Chris Durban nel suo esperimento di Mystery Shopping. Come se Target [catena statunitense di commercio online, n.d.t.] vi irretisse dicendo: “Comprate da noi se volete prodotti che vi sopravvivano e che lascerete in eredità ai vostri nipoti”. D’altro canto, mi rende triste (o forse sono io che sono un cuore tenero…) che molti traduttori non riescano a uscire dalla fascia più bassa del mercato: non sanno come fare, o non hanno tempo, per promuovere la propria immagine presso clienti che pagano meglio, o non sanno come migliorare le proprie capacità traduttive o commerciali affinché possano lavorare per clienti che pagano tariffe superiori, oppure sono talmente impegnati a tradurre file zeppi di parole a 2,765 centesimi ciascuna che non riescono a pensare ad altro che ad arrivare a fine giornata.

Ecco allora la mia conclusione: se il modello di business di un cliente t’infastidisce, bisogna semplicemente smettere di lavorare per lui e lasciar correre. Proprio come non do i miei soldi a Walmart o a Mc Donald’s perché mi oppongo personalmente ai loro modelli di business e alle loro prassi lavorative, non lavoro per clienti di fascia bassa perché scelgo di lavorare per clienti che danno valore al mio lavoro e che accettano di pagarmi per quello che valgo. Perché scelgo di non lamentarmi? Nell’articolo di domani (ndr) elencherò i motivi, sui quali ovviamente potrete non essere d’accordo.

Fonte: http://thoughtsontranslation.com/2014/09/05/shouting-and-moaning-about-bad-clients-productive-or-not/

Traduzione a cura di:
Alessandro Vaccari
Traduttore e interprete EN-ES-PT>IT
Modena