Traduzione letteraria dai tempi dell’URSS (3)

 Categoria: Traduzione letteraria

< Seconda parte di questo articolo

Pagamento del lavoro del traduttore
La specificità del business editoriale è tale che, fin dall’inizio, l’editore investe nella produzione e promozione del libro, e solo in seguito riceve dividendi. E le previsioni rosee non sempre si avverano. Pertanto, l’editore è interessato a rischiare il meno possibile i propri mezzi. Il traduttore in questo sistema diventa l’anello debole. Per l’editore è redditizio pagare il suo lavoro al minimo. Se non si parla solamente della pubblicazione di un libro del vincitore di un prestigioso premio, per esempio – in questo caso, è fondamentale importanza che al riguardo vi abbia lavorato un traduttore di alta qualità, che è d’accordo a non fare un lavoro mediocre.

Il caso di “Harry Potter”, dal momento che era proposta una generosa ricompensa per l’urgenza, è più che un’eccezione. Spesso è necessario tradurre sia rapidamente che in economia. Soprattutto per un traduttore senza nome.

Inoltre, sorge la domanda sulla relazione tra il prezzo e la qualità della traduzione. Perché pagare un sacco di soldi per la traduzione di un passaggio “horror” o di un melodramma? – si chiederà l’editore. In questo caso non è necessario il lavoro di precisione, significa che per essa il traduttore si accosterà con “più facilità”. Il quale non deve essere necessariamente pagato molto e che conviene disperatamente a lavorare per tali soldi.

Pertanto, se l’Unione Sovietica richiedeva un traduttore letterario, egli poteva vivere completamente delle sue traduzioni (e senza prodezze stacanoviste), ora con una traduzione letteraria è difficile nutrirsi. La traduzione letteraria deve essere combinata con altre traduzioni o, ad esempio, con l’insegnamento.

Periodicamente gli editori ricevono sovvenzioni da agenzie governative, oppure da organizzazioni straniere, per la produzione di letteratura tradotta. Quindi c’è opportunità di stampa non solo di ciò che viene richiesto dal lettore di massa. Ma anche in presenza di sovvenzione, ciò non è sempre garanzia di pagamento decente del lavoro del traduttore, perché la casa editrice dispone della sovvenzione.

Tuttavia, nonostante tutti i prerequisiti per un deterioramento della qualità della traduzione della letteratura, gli esperti affermano che esistono tuttora dei traduttori letterari di qualità in Russia. Ci sono devoti che accettano una vita molto modesta, e chi è addetto a più lavori che traduce “per l’anima” e guadagna da vivere altrove. È vero, non sono la maggioranza. E la questione dell’approntamento di una mutazione nell’ambito della traduzione rimane aperta.

Fonte: Articolo scritto da Ksenija Elagina e pubblicato il 25 gennaio 2018 su Tranzilla.ru

Traduzione a cura di:
Dott. Alessandro Nicolini
Traduttore freelance EN˃IT / IT˃EN e RU˃IT / IT˃RU
Socio IATI, n. tessera 1259
Trento

Traduzione letteraria dai tempi dell’URSS (2)

 Categoria: Traduzione letteraria

< Prima parte di questo articolo

Velocità di traduzione
Naturalmente, le case editrici sovietiche, come tutte le altre imprese di quel tempo, erano piani di produzione. Ma, poiché gli editori non perseguivano l’ottenimento di profitti, le tempistiche assegnate per la preparazione di un libro erano indulgenti. La velocità non veniva impostata come attributo più importante. Ciò riguardava anche il tempo assegnato per la traduzione – non più di due pagine del testo originale (80 mila caratteri spazi inclusi) al mese.

Il mercato detta altre condizioni. Il processo di produzione editoriale, in generale, ha un corso più lungo: le questioni del diritto d’autore, di ricerca del traduttore, dell’artista, della traduzione in sé, dell’editing, dell’impaginazione, della stampa del libro. Più si protrae la preparazione di un libro per la pubblicazione, più tardi l’editore riceverà entrate da esso. Perché un libro possa essere redditizio, bisogna fare in tempo a pubblicarlo, mentre c’è interesse per quest’opera, per questo autore, per questo argomento o per questa serie.

È indicativo un racconto con Harry Potter. Gli ultimi libri della serie sono stati tradotti in brevissimo tempo – la casa editrice aveva fretta di raccogliere i profitti sull’onda della frenesia, nel mentre molti non avevano ancora letto la traduzione amatoriale sul Web. Il traduttore Sergei Ilyin, che ha lavorato alla traduzione della sesta e della settima parte, riporta che gli sono state assegnate tre settimane per tradurre metà del sesto libro e due per tradurre la metà del settimo (!). A causa della frenesia, i libri sono stati tradotti “in tandem” – metà è stata concessa a Ilyin, l’altra metà a Maya Lahuti. È positivo un lavoro del genere “a mosaico” per un libro? Ne dubito. Sulla settima parte dei libri di Harry Potter, Il’in ha lavorato dodici ore al giorno. E anche se il traduttore ammette che per le tempistiche “draconiane” è stato ricevuto pagamento adeguato, è molto dispendioso in termini di energia lavorare secondo questa modalità. Incrementa anche la probabilità di errori. In questo caso aumenta la responsabilità dell’editore, che dovrebbe notare tutti gli errori e le discordanze. Ma anche il suo lavoro è strettamente regolato dalle tempistiche.

Terza parte di questo articolo >

Fonte: Articolo scritto da Ksenija Elagina e pubblicato il 25 gennaio 2018 su Tranzilla.ru

Traduzione a cura di:
Dott. Alessandro Nicolini
Traduttore freelance EN˃IT / IT˃EN e RU˃IT / IT˃RU
Socio IATI, n. tessera 1259

Traduzione letteraria dai tempi dell’URSS

 Categoria: Traduzione letteraria

I concetti chiave per comprendere l’attività editoriale degli anni sovietici sono la pianificazione dell’economia e dell’ideologia.
Tutte le case editrici erano di proprietà statale. Non dipendevano dai gusti del pubblico, bensì erano loro stesse a plasmarli. È difficile immaginare che oggi le traduzioni dei poeti Ciuk ci vengano pubblicate in migliaia di copie nelle case editrici principali, mentre al tempo ciò era realtà.

L’ideologia dettava una dura selezione delle opere da tradurre. E riguardava non solo l’”affidabilità” delle opere, ma anche il loro valore letterario. Anche i traduttori dovevano soddisfare criteri elevati. Tra loro c’erano molti letterati. Tra i traduttori di narrativa non rientravano persone prese a caso “dalla strada”. La traduzione letteraria era un’occupazione prestigiosa, simile al lavoro di scrittore. E veniva retribuita di conseguenza.

Le prime concessioni sono iniziate già con la perestrojka, quando è stata adottata una linea per la democratizzazione e hanno iniziato a fare la propria comparsa editori non statali. E negli anni ’90, finalmente, le porte si sono dischiuse. L’attività editoriale si è spostata, in modo particolare, su binari puramente commerciali. Si è riversato nel Paese un flusso di svariate pubblicazioni di letteratura tradotta, per lo più di intrattenimento: romanzi femminili, thriller, erotica … A volte c’erano più gialli e fantascienza. Il quadro sul mercato editoriale è cambiato radicalmente, e questo non poteva non incidere sul lavoro dei traduttori letterari.

Lingue di traduzione
Negli anni sovietici, la gamma di lingue per la traduzione letteraria era estremamente ampia. Erano richieste traduzioni dalle lingue dei popoli dell’URSS – dal Tagiko alla lingua dei Nenets (1). Erano stimati anche i libri di popoli amici–degli autori della DDR, della Polonia, ecc. Inoltre, gli editori letterari miravano a istruire il lettore in modo completo. Nessuno si è sorpreso per i testi collettivi come «Современнаяяпонскаяповесть»o «Голосаафриканскихпоэтов». Con la transizione verso l’economia di mercato, l’elenco degli orientamenti per la traduzione si è ristretto drasticamente. Ora questi sono principalmente le lingue europee (con un forte distacco per l’Inglese), così come alcune lingue asiatiche.

Seconda parte di questo articolo >

Note a cura del traduttore
(1)   Il Circondario autonomo dei Nenec (rus. Нене́цкийавтоно́мныйо́круг, Nenéckijavtonómnyjókrug, 176.700 km², 41.546 ab. nel 2001) si trova in Russia, e il suo territorio è compreso nell’oblast’ di Arcangelo. La lingua nenec, ivi parlata, ha status ufficiale insieme al russo.
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Circondario_autonomo_dei_Nenec

Fonte: Articolo scritto da Ksenija Elagina e pubblicato il 25 gennaio 2018 su Tranzilla.ru

Traduzione a cura di:
Dott. Alessandro Nicolini
Traduttore freelance EN˃IT / IT˃EN e RU˃IT / IT˃RU
Socio IATI, n. tessera 1259

Tradurre la metrica nascosta di J.Cortázar (4)

 Categoria: Traduzione letteraria

< Terza parte di questo articolo

Tra i componimenti classici si può includere anche La hiedra, una poesia composta interamente di versi alessandrini non rimati formati da due emistichi settenari, in cui l’edera che cresce sulle lapidi diventa simbolo di rigenerazione ed è rappresentata come un’entità immune al passare del tempo:

Mar de oídos atentos, ¿qué te dice la piedra?
Yaces sobre las tumbas, colectora de nombres,
trémula cuando el viento vesperal te despierta

para indagar tus manos y quitarles las voces
que minuciosa juntas, sigilosa de tiempo,
guardiana de los diálogos y los turbios adioses.

Sobre las tumbas vela tu solitario sueño,
oh madre de las lenguas, oh estremecida hiedra
donde se va juntando la noche de los muertos-

En vano te reclaman los juegos de la lluvia;
las fuentes de la luz y las diurnas estatuas
te han esperado tanto para darse desnudas,

mientras tú, recogida, habitas en las lápidas.

Nel tradurre il componimento è stato necessario rinunciare a una resa letterale, al fine di trasporre in italiano la stessa struttura metrica: in questo caso, infatti, non era sufficiente conservare il numero totale di sillabe del verso, ma ho dovuto preservare anche la suddivisione in emistichi con l’ultimo accento forte posizionato sulla sesta sillaba. Ad esempio, nel verso 6 la ripetizione della preposizione articolata e la traduzione di “turbios” con “tormentati” hanno permesso di ottenere due emistichi formati ciascuno da un settenario, preservando così la struttura originale:

Mare di orecchi attenti, che ti dice la pietra?
Giaci sopra le tombe, collezionando nomi,
tremula quando il vento della sera ti sveglia

per scrutarti le mani e togliere le voci
che accurata raccogli, confidente del tempo,
guardiana dei colloqui, dei tormentati addii.

Sopra le tombe veglia il tuo sonno appartato,
oh madre delle lingue, oh edera tremante
laddove avviene il rito della notte dei morti-

Invano ti reclamano i giochi della pioggia;
le fonti della luce e le statue del giorno
ti hanno aspettato tanto per consegnarsi nude,

mentre tu, solitaria, abiti sulle lapidi.

Questa breve analisi delle  caratteristiche metriche dei componimenti di Cortázar può dare un’idea delle varie difficoltà che incontra il traduttore dell’opera; tali sfide traduttive sono originate dalla complessità, eterogeneità e raffinatezza delle poesie che compongono la raccolta, cioè da alcuni degli elementi che rendono Salvo el crepúsculo un’opera “inoubliable”, indimenticabile, come afferma la traduttrice francese della raccolta Silvia Baron Supervielle nella sua introduzione. La comprensione di tali tratti distintivi dell’opera crea nel traduttore un senso di affinità con l’autore e gli permette di identificarsi con i personaggi sofferenti e combattuti che affollano le poesie di Cortázar.

Articolo e traduzioni di:
Arianna Bernini Carri
Traduttrice freelance ING>ITA, SPA>ITA
Torino

Tradurre la metrica nascosta di J.Cortázar (3)

 Categoria: Traduzione letteraria

< Seconda parte di questo articolo

Un altro componimento peculiare dal punto di vista metrico è Doble invención: si tratta di un sonetto minore, cioè di un sonetto formato da versi inferiori all’endecasillabo, in questo caso da novenari:

Cuando la rosa que nos mueve
cifre los términos del viaje,
cuando en el tiempo del paisaje
se borre la palabra nieve,

habrá un amor que al fin nos lleve
hasta la barca de pasaje,
y en esta mano sin mensaje
despertará tu signo leve,

Creo que soy porque te invento,
alquimia de águila en el viento
desde la arena y las penumbras,

y tú en esa vigilia alientas
la sombra con la que me alumbras
y él murmurar con que me inventas.

Le rime sono incrociate nelle quartine (ABBA – ABBA), mentre le terzine seguono lo schema CCD – EDE. In questo caso, nella traduzione ho ritenuto necessario trasformare alcune rime del testo originale in assonanze; questa ‘infedeltà’ è giustificata anche dalla presenza di una rima imperfetta tra il verso 1 e il verso 4 del componimento cortazariano (mueve : nieve):

Quando la rosa che ci muove
fisserà i termini del viaggio,
quando nel tempo del paesaggio
sparirà la parole neve,

un amore ci condurrà
fino alla barca di passaggio,
e nella mano senza messaggio,
lieve il tuo segno si sveglierà.

So di essere perché ti invento,
alchimia d’aquila nel vento,
dalla sabbia e dai chiaroscuri,

e tu in questa veglia alimenti
quell’ombra con cui mi rischiari
e il mormorio con cui mi inventi.

Come si può notare, infatti, i versi 1 e 4, 5 e 8, 11 e 13 sono legati da rime imperfette; tuttavia, è rispettato sia lo schema delle rime sia la metrica in novenari.

Quarta parte di questo articolo >

Articolo e traduzioni di:
Arianna Bernini Carri
Traduttrice freelance ING>ITA, SPA>ITA
Torino

Tradurre la metrica nascosta di J.Cortázar (2)

 Categoria: Traduzione letteraria

< Prima parte di questo articolo

A questi casi particolari, si affiancano in Salvo el crepúsculo esempi più classici di metrica tradizionale, volti alla ricerca di un nuovo classicismo più autentico. I componimenti a cui si fa riferimento, per la loro struttura, pongono varie problematiche, tra cui la necessità di rispettare, nella traduzione, il numero sillabico e le rime.

Si può prendere in esame, ad esempio, il sonetto La ceremonia, uno dei tre sonetti erotici presenti nella raccolta:

Te desnudé entre llantos y temblores
sobre una cama abierta a lo infinito,
y si no tuve lástima del grito
ni de las súplicas o los rubores,

fui en cambio el alfarero en los albores,
el fuego y el azar. del lento rito,
sentí nacer bajo la arcilla el mito
del retorno a la fuente y a las flores.

En mis brazos tejiste la madeja
rumorosa del tiempo encadenado,
su eternidad de fuego recurrente;

no sé qué viste tú desde tu queja,
yo vi águilas y musgos, fui ese lado
del espejo en que canta la serpiente.

Come si può notare, si tratta di un sonetto tradizionale in endecasillabi, con rima incrociata che segue lo schema ABBA – ABBA nelle quartine e rima ripetuta nelle terzine secondo lo schema CDE-CDE. Al fine di rispettare la struttura nel testo tradotto, sono stati necessari alcuni cambiamenti:

Ti ho spogliata tra lacrime e tremori
sopra ad un letto aperto all’infinito,
e se non ebbi pena del tuo grido
né delle suppliche né dei rossori,

ero invece il vasaio degli albori,
fuoco e casualità del lento rito,
vidi nascere nell’argilla il mito
del ritornare alla sorgente e ai fiori,

Nelle mie braccia hai ordito il tessuto
mormorante del tempo incatenato,
l’eternità di fuoco ricorrente;

dal tuo pianto non so cosa hai veduto,
io ho visto aquile e muschio, ero quel lato
dello specchio da cui canta il serpente.

Le strofe più problematiche sono le due terzine: al fine di mantenere la rima tra nono e dodicesimo verso (in spagnolo madeja : queja) la “matassa” è stata trasformata in “tessuto”, conservando così la metafora tessile, mentre al più comune “hai visto” ho preferito, nel verso 12, il più colto “hai veduto”, in linea con lo stile ‘classico’ della poesia.

Terza parte di questo articolo >

Articolo e traduzioni di:
Arianna Bernini Carri
Traduttrice freelance ING>ITA, SPA>ITA
Torino

Tradurre la metrica nascosta di J.Cortázar

 Categoria: Traduzione letteraria

Julio Cortázar (Bruxelles, 1914 – Parigi, 1984) è stato considerato prima di tutto e quasi esclusivamente un autore di racconti e la sua produzione poetica ha sempre avuto un ruolo marginale rispetto alla prosa. In realtà, l’autore argentino continuerà a scrivere poesie per tutta la vita, conservandole in quaderni e fogli sparsi, finché, poco prima di morire, non deciderà di raccoglierle e organizzarle in Salvo el crepúsculo
[1], pubblicato postumo nel 1984, a pochi mesi dalla sua morte. Di tale raccolta non esiste una versione italiana, a parte quei componimenti inclusi da Gianni Toti nella silloge del 1995 intitolata Le ragioni della collera [2].

Nel tradurre Salvo el crepúsculo ho individuato un gran numero di problematiche con cui mi sono dovuta confrontare in qualità di traduttrice: nella lettera a Gianni Toti lo stesso Cortázar ha definito il processo di traduzione delle sue poesie una “tanto insensata avventura”.
Tra queste difficoltà, gioca un ruolo fondamentale la questione metrica. La maggior parte dei componimenti della raccolta è in versi liberi e presenta, solitamente, una metrica fortemente irregolare. Il numero di sillabe del verso perde di rilevanza, mentre assume una maggiore importanza la posizione degli accenti forti: riportare nel testo tradotto gli stessi accenti presenti nel componimento originale permette, infatti, di riprodurre in italiano un ritmo simile a quello del verso spagnolo. Tuttavia, Cortázar inserisce talvolta versi che presentano una metrica regolare, ‘nascosti’ all’interno di poesie in verso libero. È il caso di Ándele, componimento incentrato sul tema del tempo: è il poeta anziano a parlare, preoccupandosi dell’equilibrio che deve trovare tra tempo della realtà e tempo della letteratura, tempo della vita sociale, a cui il poeta non può sottrarsi in quanto la situazione storica richiede il suo impegno, e tempo della scrittura, che implica il bisogno di ripiegarsi su se stesso e di chiudersi in uno spazio poetico.

Pero pasa que el tipo es un poeta
y un cronopio a sus horas,
que a cada vuelta de la esquina
le salta encima el tigre azul,
un nuevo laberinto que reclama
ser relato o novela o viaje a Islandia
(ha de ser tan translúcida la alborada en Islandia,
se dice el pobre punto en un café de barrio).

Il componimento presenta una metrica irregolare; tuttavia, nell’estratto riportato, si possono notare tra parentesi due alessandrini classici, che assumono valore semantico, rappresentando lo slancio lirico del poeta. Nella traduzione italiana ho preferito apportare dei piccoli cambiamenti ai due versi, al fine di ottenere due alessandrini anche nella versione italiana:

Accade però che il tizio è un poeta
e un cronopio a tempo perso,
e ogni volta che gira l’angolo
lo aggredisce la tigre blu,
un nuovo labirinto che richiede
di essere racconto o viaggio in Islanda
(dev’esser così chiaro l’albeggiare in Islanda
si dice il poveretto in un caffè di zona).

[1] J. Cortázar, Salvo el crepúsculo. Edición definitiva, Alfaguara, Madrid, 2009.
[2] J. Cortázar, Le ragioni della collera, a cura di Gianni Toti, Roma, Fahrenheit 451, 1995.

Seconda parte di questo articolo >

Articolo e traduzioni di:
Arianna Bernini Carri
Traduttrice freelance ING>ITA, SPA>ITA
Torino

Traduttori preoccupati? Sì e no (3)

 Categoria: Traduttori freelance

< Seconda parte di questo articolo

La domanda da un milione di dollari
Quindi, per quanto riguarda il futuro? I traduttori temono per il loro lavoro?
Come per molti problemi sostanziali, la risposta non è facile. Ma, per il momento, i linguisti con cui abbiamo parlato non considerano la TA una minaccia imminente. Ma c’è anche un po’ di margine di manovra.

“Assolutamente no”, dice Moya quando gli viene chiesto se teme che la TA sostituirà i traduttori umani. “Il valore aggiunto, il tocco di umanità, la qualità e la sicurezza rendono i traduttori umani essenziali, come lo sono sempre stati.”

Boulton è d’accordo, dicendo che solo i linguisti umani sono in grado di cogliere le sfumature e il contesto trovati nei documenti sorgente.
Kmiec aveva un’opinione diversa. Ha spiegato che la TA sta progredendo rapidamente e questi progressi hanno il potenziale di creare un cambio di paradigma nel settore.

“La tecnologia odierna non è abbastanza avanzata perché la TA possa sostituire i traduttori umani, ma si sta evolvendo a un ritmo eccezionale. Penso che tra dieci anni i traduttori inizieranno a lavorare come revisori di TA in settori molto specifici come le traduzioni tecniche“, ha affermato.

Allo stesso tempo, tuttavia, Kmiec nota che la traduzione di testi con sfumatura di significato è ancora un ostacolo per le macchine alimentate dall’IA. Alla fine, però, dice che il futuro potrebbe non essere così radioso per i linguisti.

“Se guardiamo oltre un lasso di tempo di dieci anni, il futuro della traduzione e dell’interpretazione è molto cupo. Rabelais disse a Gargantua che ciò che distingue l’uomo è la sua capacità di ridere. Una volta che la macchina avrà questa capacità, una volta che la macchina capirà cosa è inteso e non solo ciò che viene detto, la traduzione umana sarà sul viale del tramonto”, ha detto.

Fonte: Articolo scritto da Jake Schild e pubblicato nell’edizione di luglio 2017 del Translation Journal

Traduzione a cura di:
Dott. Alessandro Nicolini
Traduttore freelance EN˃IT / IT˃EN e RU˃IT / IT˃RU
Socio IATI, n. tessera 1259
Trento

Traduttori preoccupati? Sì e no (2)

 Categoria: Traduttori freelance

< Prima parte di questo articolo

“Made In A Turkey:” Traduzione automatica e contesto
“Made In A Turkey” – gioco di parole in Inglese che ho preferito non tradurre.
Uno dei maggiori punti di forza della TA è la sua capacità di accelerare i flussi di lavoro. Laddove gli umani potrebbero aver bisogno di giorni per rivedere un documento, se così fosse i sistemi di TA potrebbero aver bisogno solo di un certo numero di ore.

Secondo Kmiec, la tecnologia può essere utile nelle circostanze appropriate.
“La TA aumenta l’efficienza in circostanze molto specifiche, a seconda dell’argomento della traduzione. Ma nella maggior parte degli altri casi, la TA è solo una perdita di tempo, in quanto la terminologia utilizzata è spesso la definizione generalmente accettata di un vocabolo”, ha affermato.

Ha aggiunto che la mancanza di sfumatura delle competenze linguistiche della TA può essere anche un ostacolo.
“Si troveranno traduzioni come” Fabriqué en Dinde “(francese) per “Made in Turkey”, dove il Paese viene scambiato per l’uccello”, ha detto Kmiec.

Moya ha aggiunto che una traduzione scadente, eseguita per mezzo di TA, può aggiungere inefficienze al flusso di lavoro, costringendo gli editori a trascorrere più tempo su un documento di difficile lettura. Ammette però che ha dei benefici in certe situazioni. Boulton esprime un punto di vista simile.

“Considerando le esperienze che ho avuto finora, no, la TA non rende le cose più facili. La TA potrebbe essere confacente per qualcuno (un membro del pubblico in generale, che non sia traduttore) che ha un testo e vuole avere un’idea di cosa si tratta”, ha detto.

“Ma nei miei campi (tecnico, legale, marketing), c’è ancora più lavoro, rispetto all’uso delle“vecchie e buone” memorie di traduzione, i glossari e il tradurre a mano“.

Terza parte di questo articolo >

Fonte: Articolo scritto da Jake Schild e pubblicato nell’edizione di luglio 2017 del Translation Journal

Traduzione a cura di:
Dott. Alessandro Nicolini
Traduttore freelance EN˃IT / IT˃EN e RU˃IT / IT˃RU
Socio IATI, n. tessera 1259
Trento

Traduttori preoccupati? Sì e no

 Categoria: Traduttori freelance

Il robot della narrativa, Hal, ha fatto il suo debutto in 2001: Odissea nello spazio, quasi 50 anni fa.

Più di quattro decenni dopo, non sembra che sia stato raggiunto il livello di super intelligenza che è stato caratterizzato nel film, ma ci si sta decisamente avvicinando. E l’idea di un mondo dominato dalla macchina sembra sempre meno improbabile, quando l’Intelligenza Artificiale (IA) continua a progredire.

Il dissidio tra uomo e macchina è estremamente evidente nel settore linguistico, dove molti hanno previsto che la traduzione automatica (TA) renderà obsoleti i linguisti umani.
Ci sono state molte speculazioni da parte degli analisti del settore, ma come si sentono i traduttori riguardo a queste previsioni? Dopotutto, queste sono le persone che apparentemente saranno maggiormente colpite, se l’IA raggiungerà un livello di intelligenza superiore a quello degli umani.

Abbiamo parlato con tre linguisti per sentire la loro opinione in merito al dibattito sulla TA, e il consenso generale sembra essere questo: la TA sta progredendo, ma non c’è ancora bisogno che i traduttori inizino a lasciare le loro scrivanie.

C’è qualità?
Abbiamo ottenuto informazioni da alcuni dei nostri traduttori che hanno raggiunto 40 anni di esperienza nel settore, in modo da ottenere la loro visione della qualità, delle risorse e dei lati negativi della TA. Tutti e tre hanno notato i limiti della TA, specialmente quando si tratta della scelta del contesto.

Sia Jorge Moya che Claudia Boulton hanno riportato la scarsa qualità della TA.
“I testi di base potrebbero funzionare, ma non appena entriamo nella formazione tecnica o, peggio, in quella inerente al marketing o delle risorse umane, la TA semplicemente non funziona”, ha detto Boulton, che traduce in Tedesco e Inglese.

“Ho visto molti testi, che dovevo revisionare, in cui fondamentalmente dovevo ri-tradurre l’intero progetto perché era incomprensibile.”
Il traduttore per Inglese-Francese, Nicolas Kmiec, ha ammesso che la TA non si confà con testi di letteratura o di medicina, ma ha notato che la tecnologia ha fatto molta strada.
“Credo che la qualità stia migliorando. Mi è stato chiesto da un’azienda di revisionare una traduzione automatica in un campo molto tecnico e la traduzione è stata abbastanza buona. Una volta impostata la terminologia nella macchina, il rischio di significati ingannevoli, errori di traduzione ed errori di vocabolario è ridotto”, ha affermato.
“E in questo tipo di campo, le traduzioni sono piuttosto semplici: frasi piccole, soggetto-verbo-oggetto.”

Seconda parte di questo articolo >

Fonte: Articolo scritto da Jake Schild e pubblicato nell’edizione di luglio 2017 del Translation Journal

Traduzione a cura di:
Dott. Alessandro Nicolini
Traduttore freelance EN˃IT / IT˃EN e RU˃IT / IT˃RU
Socio IATI, n. tessera 1259
Trento

Scrivere il proprio cv da traduttore (2)

 Categoria: Traduttori freelance

< Prima parte di questo articolo

Siate coerenti. Se affermate nel vostro profilo che siete organizzati e che rispettate le scadenze, provatelo nella sezione delle vostre esperienze personali (“gestione di un progetto da un milione di parole realizzato in sei mesi”, “rispetto dei termini di consegna di 345 progetti”…).

Consigli utili:

  • prima di lanciarvi in questo progetto, fissatevi un obbiettivo: definite a chi è indirizzato il vostro CV (un cliente diretto, un’agenzia di traduzione o un reclutatore per un posto da interno?) e quello a cui aspirate (un lavoro sporadico o una collaborazione a lungo termine?). Le parole che scegliete, le esperienze che presentate cambieranno a seconda del vostro obbiettivo.
  • mettetevi al posto della persona che leggerà il vostro CV: fategli venire voglia di leggerlo e di chiamarvi immediatamente. Per fare ciò, scrivete immaginando che vi state rivolgendo ad una persona e adattate il vostro CV alle varie situazioni (natura della traduzione, tipo di cliente, qualità richieste, esperienze specificate nel annuncio, ecc.).
  • siate diretti e precisi: tenete a mente che il destinatario del vostro CV dedicherà solo 20 secondi (in media) alla lettura del vostro CV. Eliminate il superfluo (situazione sentimentale, numero di figli, età, percorso scolastico a partire dalla scuola primaria, tutti i lavori che avete fatto nella vostra vita o la vostra passione per lo yoga e la ceramica).
  • “vendetevi”: capite qual è il vostro punto forte e ciò che vi differenzia dagli altri. L’obbiettivo è quello di provare che voi avete le caratteristiche che cercano e l’esperienza necessaria per utilizzarle, che altri hanno fatto bene a collaborare con voi e che capite i bisogni del vostro interlocutore (il quale cerca generalmente delle persone disponibili, che rispettino le consegne e i termini prestabiliti).
  • prendete ispirazione: guardate i CV di altri professionisti sui vari siti di traduttori (ProZ, traducteur-enligne.fr, translatorscafe.com, ecc.) così da prendere spunto dalle loro idee e determinare ciò che è efficace (o no).
  • infine, anche se può sembrare un’ovvietà, state attenti allo stile che utilizzate e rileggete attentamente così da evitare errori o refusi

Fonte: Articolo scritto da Gaëlle Gagné e pubblicato il 12 febbraio 2012 sul sito di Trëma Tradutcions

Traduzione a cura di:
Claudia Ferrazzin

Scrivere il proprio cv da traduttore

 Categoria: Traduttori freelance

Visto che lavoro soprattutto con clienti diretti che trovo tramite passaparola, il mio curriculum ha proprio bisogno di essere spolverato. Recentemente mi sono quindi messa alla ricerca di informazioni e consigli per aggiornarlo in modo che appaia chiaro ed efficace. Ed ecco come mi sono imbattuta nell’articolo di Marta Stelmaszak: “Curriculum vitae that works in the translation industry”, disponibile gratuitamente sul suo sito internet wantwords.co.uk. Traduttrice ed interprete freelance, Marta ha lei stessa assunto numerosi traduttori durante la sua carriera, ed è quindi la persona perfetta per darci consigli su quello che funziona e quello che bisogna assolutamente evitare quando si parla di CV. Con il suo permesso, vi presento un riassunto dei suoi consigli in italiano.

Ecco le varie categorie che devono comparire nel vostro CV.

  1. Nome e dati personali: date al vostro interlocutore più mezzi possibili per contattarvi (telefono, email, indirizzo Skype, profilo LinkedIn, sito web…) e dimenticatevi della foto!
  2. Titolo: indispensabile per fare in modo che il vostro CV non diventi uno dei tanti, il titolo deve come minimo indicare la vostra combinazione linguistica (“traduttrice indipendente dallo spagnolo verso il francese“). Per essere ancora più d’impatto, pensate a degli aggettivi (“esperta”, “affidabile”, “specializzata”).
  3. Profilo: chi siete, che cosa fate e spiegate in 2 o 3 linee perché dovrebbero scegliervi, magari sotto forma di punti. Evitate di usare la prima persona in modo da non apparire troppo presuntuosi e pensate di sviluppare questi punti nella seconda parte del vostro CV.
  4. Successi: indicate quello di cui andate particolarmente fieri (diploma, raccomandazioni, riconoscimenti professionali, pubblicazioni, numero di parole tradotte fino ad ora, ecc.) Non siate troppo modesti, perché anche se alle prime armi avrete sicuramente fatto già qualche esperienza (ottenuto un diploma, pubblicato un articolo, creato un sito web, ecc.)
  5. Esperienze professionali: il rischio qui è di dire troppo o troppo poco. Presentate solo i lavori che sono attinenti con la traduzione (nome del datore di lavoro, date e mansione), fate un riassunto di circa una frase a proposito della vostra esperienza e presentate 4 o 5 dei vostri lavori. Se siete lavoratori indipendenti, fate il nome di qualche cliente e presentate alcuni dei progetti che avete realizzato in ciascun settore di specializzazione.
  6. Istruzione e formazione: a meno di non possedere un diploma prestigioso che metterete allora in luce nella sezione “Successi”, non è necessario menzionare prima la vostra istruzione. Presentate solo quello che dimostri le vostre competenze (formazione, certificazioni, formazione continua, ecc.)
  7. Associazioni e reti personali: questa sezione è importante ma più per voi stessi che per il vostro interlocutore. Essa contribuisce infatti a rafforzare la vostra immagine di esperto.
  8. Altre qualifiche e interessi: aggiungete in questa sezione le vostre competenze informatiche, le altre lingue che padroneggiate ed eventualmente le vostre qualità personali e i vostri hobby. Questa è la parte meno importante del vostro CV, ma essa sarà comunque consultata, meglio quindi non trascurarla.

Presentate le varie sezioni in questo preciso ordine. Esse sono organizzate per livello d’importanza, mettendo così in valore il vostro profilo e le vostre competenze fin dall’inizio al fine di attirare immediatamente l’attenzione del lettore. Portando le prove di quello che affermate successivamente nella restante parte del documento.

Seconda parte di questo articolo >

Fonte: Articolo scritto da Gaëlle Gagné e pubblicato il 12 febbraio 2012 sul sito di Trëma Tradutcions

Traduzione a cura di:
Claudia Ferrazzin

La professione della traduzione

 Categoria: Servizi di traduzione

Lavorare come traduttore può essere una carriera a tempo pieno, ma offre anche molte opportunità di contratti part-time e freelance. Identificando il proprio campo di traduzione, molti traduttori guadagnano soldi facendo qualcosa che amano, spesso nel comfort delle proprie case o come parte di una piccola squadra.

La storia della traduzione
Nella storia, le civiltà hanno avuto bisogno di traduttori per diffondere il proprio lavoro nel mondo. Quasi ogni testo storico, poema epico, e bei romanzi sono passati tra le mani dei traduttori. In un certo senso, i traduttori non sono solo il collegamento tra diverse lingue, ma anche tra diversi periodi storici.
Le grandi scoperte scientifiche devono la propria diffusione ai traduttori, e oggi i traduttori continuano  a fornire un notevole servizio alla comunità scientifica, così come al business internazionale, al mondo accademico e alla corrispondenza privata.

Come diventare un buon traduttore?
Per diventare un buon traduttore devi possedere le seguenti competenze:

Ottima conoscenza di almeno due lingue
Mentre è meglio essere un parlante nativo della lingua verso la quali traduci, devi avere la passione per entrambe le lingue, e leggere molto in entrambe per raggiungere un alto livello di qualità della traduzione.

Capacità di ricerca
Il desiderio di ricerca nei campi principali in cui le lingue hanno bisogno di traduzioni fa parte del processo per diventare un buon traduttore. Chiediti: quali tipi di lavoro esistono in queste lingue? E’ più presente il campo di libri e fumetti, o contratti d’affari, oppure contratti legali? Tradurrai testi scientifici o accademici? Conoscere gli argomenti del settori ti aiuterà ad avere successo come traduttore, così come la volontà di capire questi argomenti.

Buona etica
Come traduttore c’è un’etica nel produrre lavori che comunichino l’intenzione della lingua al nuovo pubblico. Inoltre, in alcune circostanze ti sarà anche richiesto di proteggere la riservatezza del tuo lavoro. Dimostrare una buona etica e guadagnarti la fiducia dei clienti è un buon modo di migliorare la tua reputazione di traduttore.

Stabilire degli obiettivi
Decidi cosa vuoi ottenere da questo lavoro. E’ un lavoro part-time o a tempo pieno? Vuoi aprire una tua agenzia? Quanto tempo hai per fare ricerche e migliorare le tue abilità di traduzione? Gli obiettivi sono elementi importanti per migliorare le tue abilità di traduzione.

Tenersi al passo con la cultura popolare e le novità
Le novità e la cultura popolare possono dimostrare che è in uso un nuovo linguaggio e ciò influirà sulla qualità della tua traduzione. Non devi soltanto capire i settori che traduci, ma anche come essi sono influenzati dalle novità.

Di quali programmi ha bisogno un traduttore?
Ci sono un certo numero di programmi che possono aiutare qualunque traduttore nella professione della traduzione:

Software Computer aided traslation (CAT)
Programmi come SDL Trados possono aiutare i traduttori ad aumentare il volume di produzione. Un buon CAT tool possiede una memoria di traduzione che identifica le similarità nella traduzione, velocizzando il processo. Sebbene un CAT tool non ti dia la naturalezza nella lingua, può ‘imparare’ dalla tua naturalezza e aiutare moltissimo qualunque traduttore.

Uso dei cloud
Sebbene Dropbox sia un fantastico cloud, applicazioni come Google Drive e Docs permettono  la collaborazione simultanea di più autori ed editori sullo stesso documento. Altri servizi, come Evernote, includono semplici modi di presentazioni e altre caratteristiche utili.

Programmi per la gestione dei progetti
Un programma come PODIO è utile per gestire progetti in una situazione di lavoro di squadra.
Come potete vedere, la professione del traduttore può essere un’avventura complessa. Sapere cosa ne volete ricavare è un ottimo modo per iniziare.

Fonte: Articolo scritto da Chris Richardson e pubblicato sul blog Omniglot

Traduzione a cura di:
Rita Carli
Traduttrice freelance inglese-italiano
Villafranca in Lunigiana (MS)