Consigli per i traduttori (2)

 Categoria: Problematiche della traduzione

Proseguiamo con la lista di consigli per i traduttori nel caso si trovassero ad affrontare una traduzione urgente.

5. I primi tre punti enunciati nell’articolo di ieri non implicano lavorare 24 ore di fila, anzi. Per ottenere un risultato migliore è opportuno prendersi varie pause brevi. Anche se sembra impossibile farlo poiché il tempo per completare il lavoro degnamente sembra troppo poco, occorre farsi violenza e fare sistematicamente una pausa.
Le traduzioni urgenti producono spesso risultati di pessima qualità, ma non tanto per il poco tempo a disposizione, quanto per la cattiva abitudine di incollarsi dieci ore consecutive davanti al computer senza togliere gli occhi dallo schermo.

In questo lasso di tempo, la concentrazione si abbassa esponenzialmente, si commettono errori e la traduzione si fa sempre più letterale. Prendetevi almeno 5 minuti all’ora o 10 ogni due ore. Approfittatene per fare quello che vi rilassa maggiormente: date un’occhiata dalla finestra, fate una passeggiatina per il corridoio, sgranchitevi le gambe, la schiena e il collo, mangiatevi uno snack o una mela, fumate una sigaretta se siete fumatori, insomma fate quello che vi fa stare meglio seppur solo per cinque minuti.

Superfluo aggiungere che è opportuno non farsi mancare il tempo per mangiare. Non saltate i pasti, anzi, ritagliatevi almeno mezz’ora per ogni pasto. Considerate che ritardare l’ingestione di cibo non vi permetterà di guadagnare tempo da dedicare al lavoro ma otterrà solo l’effetto di aumentare lo stress emotivo e fisico. Mangiare poco e male è del tutto negativo per la qualità della prestazione lavorativa. Il cervello ha bisogno di essere nutrito così come il resto del corpo.
Con l’articolo di lunedì termineremo la nostra breve lista di consigli.

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Traduzioni urgenti: consigli per i traduttori

 Categoria: Problematiche della traduzione

Quando viene richiesta una traduzione urgente, tutte le figure professionali coinvolte nel progetto soffrono di ansie e stress di vario genere, ma quelli che stanno peggio di tutti sono sicuramente i traduttori.
Il cliente è in ansia perché teme che il lavoro non venga consegnato nei tempi richiesti e il risultato non sia quello atteso; lo stato d’animo del project manager è più o meno lo stesso, o forse anche peggiore se si rende conto che il lavoro procede più lentamente del previsto; i traduttori, oltre a questo tipo di ansie, soffrono anche di stress psicofisico poiché vengono sottoposti ad un carico di lavoro particolarmente gravoso e al quale non sono abituati.

Di seguito forniamo alcuni piccoli consigli per i traduttori affinché reggano l’urto delle traduzioni urgenti e ne escano indenni:
1. Isolatevi dal resto del mondo, staccate telefoni fissi e cellulari e mettete segreterie ovunque. Riaccendeteli solo tre volte al giorno per ascoltare i messaggi e leggere gli sms.
2. Fate lo stesso con la posta elettronica e il fax. Leggete e-mail e fax una volta la mattina, un’altra nel pomeriggio e l’ultima prima di andare a letto. Se potete dare risposte brevi ai messaggi che avete ricevuto fatelo, altrimenti create un messaggio standard da inviare a tutti nel quale spiegate in modo educato di essere impegnati e che non avete tempo di dare risposte esaurienti. A meno che non si tratti di qualcosa di grave, non c’è niente di più urgente della consegna della traduzione.
3. Dimenticatevi le vostre distrazioni abituali (internet, televisione, social network, videogiochi, hobby di vario genere).
4. Riunite tutto il materiale a vostra disposizione, assicuratevi di avere ben chiare tutte le specifiche del progetto e date inizio ai lavori.
Continueremo con la lista dei consigli nell’articolo di domani.

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Traduzioni urgenti: istruzioni per l’uso

 Categoria: Problematiche della traduzione

Nell’articolo di ieri abbiamo introdotto l’argomento “traduzioni urgenti“, in quello di oggi proseguiamo la trattazione cercando di fornire alcune brevi istruzioni per chi si trova a dover gestire queste situazioni particolari.
Il project manager deve innanzitutto acquisire tutte le informazioni necessarie al fine di stabilire la fattibilità del progetto ed eventualmente il prezzo. Il cliente deve rispondere a tutte le domande che gli vengono poste nel modo più esauriente possibile, in modo tale da limitare gli intoppi una volta dato il via al processo di traduzione.
Qualora il project manager decida di confermare il progetto, dev’essere totalmente sincero circa le modalità di esecuzione del medesimo, senza promettere risultati irrealizzabili e fornendo al cliente tutte le informazioni del caso.

I miracoli non appartengono alla natura umana, pertanto, una traduzione particolarmente lunga non potrà essere realizzata da una sola persona se i tempi sono ristretti. Ciò detto, qualora sia possibile reperire in tutta fretta due o più traduttori disponibili ad eseguire il lavoro, è opportuno far notare al cliente le conseguenze che potrebbero derivare da una traduzione eseguita a più mani e oltretutto rapidamente. Anche se il lavoro dei traduttori viene abilmente coordinato e revisionato in tempo reale, i rischi di ottenere un documento linguisticamente e stilisticamente non omogeneo permangono.

Inoltre, nel caso delle traduzioni urgenti, sembra impossibile ma piove quasi sempre sul bagnato. La famosa legge di Murphy viene rispettata con rigore pressoché matematico, e, per il lavoro richiesto, non vengono forniti né glossari, né memorie di traduzione, né tantomeno guide di stile o altro materiale utile. La revisione viene fatta sulle parti di testo inviati dai traduttori man mano che portano avanti il lavoro e manca il tempo materiale per una revisione d’insieme.
Impensabile infine effettuare un controllo di qualità.

Traduzioni urgenti

 Categoria: Problematiche della traduzione

Tra i tanti fattori che concorrono alla realizzazione di una buona traduzione, uno molto importante è il tempo. Lavorare con calma è essenziale. Si ha il tempo di riflettere, si ha modo di effettuare delle ricerche approfondite, di eseguire opportune verifiche e chiarire alcuni dubbi rivolgendosi magari a colleghi più esperti. Purtroppo non sempre è possibile lavorare con calma. Oggigiorno il tempo è un bene prezioso e non ce n’è mai abbastanza.

In un’economia che viaggia a mille all’ora, capita sempre più spesso di ricevere richieste di traduzioni di decine di migliaia di parole da consegnare…il giorno successivo!
Quasi sempre è chi commissiona il lavoro ad aver combinato un pasticcio: c’è chi si è dimenticato che un manuale tecnico andava tradotto in due lingue anziché solo in inglese, c’è chi ha bisogno di una presentazione in PowerPoint per la riunione fissata per il mattino seguente, c’è chi ha bisogno di tradurre le specifiche tecniche di un progetto da approvare entro due giorni e così via.

Tutti quanti, sia per errori umani dettati dalla sbadataggine, sia per motivi legati veramente ad esigenze impreviste ed improvvise, si rivolgono alle agenzie di traduzioni nella speranza che possano riuscire a toglierli dai guai in cui si sono cacciati.
In questi casi, l’importante è che entrambe le parti (cliente e agenzia) mantengano il sangue freddo per cercare di ottenere il miglior risultato possibile in una situazione da tutti riconosciuta come foriera di crisi nervose per tutte le persone coinvolte nel progetto.
Continueremo a trattare l’argomento “traduzioni urgenti” nei prossimi giorni.

Traduzione di brevetti

 Categoria: Servizi di traduzione

I brevetti sono, in genere, documenti piuttosto complessi da tradurre. Gli autori dei testi sono sempre esperti del settore e il linguaggio che utilizzano è talmente tecnico da rendere molto complicata la ricerca dei termini adeguati.
Ciononostante, i problemi maggiori non vengono dalla terminologia. Con le risorse moderne, anche il testo tecnico più ostico, se redatto correttamente, crea difficoltà ma non ostacoli insormontabili. Il problema riguarda proprio la redazione del testo, che in molti casi è pessima.
Gli autori, infatti, spesso li scrivono direttamente in inglese pur non essendo madrelingua e fanno un ampio ricorso alle ripetizioni nel timore che vi possano essere fraintendimenti di varia natura.
In genere, il lavoro del traduttore consiste nel riflettere il più fedelmente possibile un testo senza che il lettore si renda conto di essere di fronte a una traduzione. Per far ciò deve rendere il testo d’arrivo quanto più fluido e scorrevole possibile, senza troppe ridondanze, cacofonie e ripetizioni varie.

Nel caso della traduzione di brevetti raggiungere tale obiettivo è particolarmente difficile, per non dire impossibile. Il linguaggio dei brevetti è diverso, è necessariamente ripetitivo e ridondante ed è per questo motivo che il traduttore, oltre a possedere le conoscenze tecniche e linguistiche adeguate, deve avere piena coscienza dell’importanza di ogni parola del testo.
Il suo compito non è quello di mettersi a cercare formule magiche di traduzione che rendano il testo più godibile, ma analizzare e soppesare ogni parola poiché gli Uffici brevetti e gli enti preposti al rilascio dei medesimi in genere sono molto severi e possono rifiutare la concessione per una “e” al posto di una “o”. Guai a effettuare tagli qua e là in nome della scorrevolezza del testo!
Il brevetto è un documento estremamente delicato proprio per le ripercussioni economiche e legali che si porta dietro. Una pessima traduzione può portare infatti al mancato rilascio, arrecando un grave danno al richiedente e di riflesso all’agenzia di traduzioni che l’ha eseguito, che, oltre a perdere un cliente e dover gestire un reclamo assolutamente legittimo, subisce anche un danno d’immagine di una certa importanza poiché l’eco di un episodio del genere si propaga a dismisura.

Due o più traduttori

 Categoria: Traduzione letteraria

Se nella traduzione tecnica è accettabile che partecipino più traduttori al progetto (a patto di creare un glossario comune, a patto che il loro lavoro venga coordinato in ogni fase da un project manager e a patto che il lavoro venga sottoposto a scrupolosa revisione), lo stesso non può dirsi per la traduzione letteraria. Una delle regole auree di questa disciplina è che il progetto venga portato avanti da un solo traduttore.
Il motivo è evidente: trattandosi di un campo in cui l’intervento del traduttore è di fondamentale importanza, per assicurare l’omogeneità stilistica dell’opera e rispettarne le peculiarità è opportuno che sia solamente una persona ad occuparsi della traduzione.
Al contrario, un testo tecnico è molto più freddo, molto più impersonale, e può essere efficacemente tradotto a più mani, sempre che sussistano le condizioni enunciate all’inizio dell’articolo.

Nonostante la maggior parte degli operatori del settore condivida le nostre considerazioni, oggigiorno, la fretta e la cupidigia fanno sì che non sia un evento raro imbattersi in traduzioni letterarie in cui è evidente l’intervento di più mani. La regola aurea è divenuta all’improvviso obsoleta.
Come si è potuti arrivare a questo stato di cose? Chiunque operi nel settore editoriale sa bene che il traduttore è, in pratica, una sorta di autore del libro in una lingua diversa. Questo ruolo determinante porta con sé enormi responsabilità sia da parte del traduttore stesso sia della casa editrice che lo sceglie. In Italia esistono ottimi traduttori ed eccellenti case editrici ma le logiche di prezzo portate all’eccesso hanno prodotto un progressivo abbrutimento della qualità.

I prezzi che le case editrici offrono ai traduttori non sono cambiati molto nell’ultimo ventennio. Di tutti i professionisti della catena del libro, quelli che hanno beneficiato in misura minore della crescita della torta editoriale, sono stati proprio i traduttori.
Salvo qualche caso isolato di buoni traduttori remunerati adeguatamente o di buoni traduttori che, per attaccamento nei confronti del proprio lavoro, accettano compensi da fame o iniqui diritti di traduzione, i traduttori validi, in risposta a questo perdurante stato di cose, si sono spesso dirottati, seppur a malincuore, verso settori della traduzione più remunerativi.
La conseguenza di ciò è che le case editrici affidano i lavori ai traduttori che, per necessità, non possono proprio dire di no alle loro proposte. Inoltre, le esasperate tempistiche richieste dalla distribuzione, talvolta rendono necessario l’impiego contemporaneo di due o più traduttori, in qualche caso senza che venga pianificata neppure una revisione finale del lavoro svolto.
I risultati di queste scelte sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti.

Un metodo per migliorare l’inglese (2)

 Categoria: Le lingue

Sei anni dopo la ristrutturazione del villaggio medievale e l’organizzazione del corso di inglese, Pueblo Inglés, impresa leader in programmi di immersione linguistica, ha ricreato su Second Life, il mondo virtuale con svariati milioni di utenti, una replica esatta della Valdelavilla reale.
Quasi tutto quello che è stato fatto su Second Life non esiste nella vita reale, però in qualche caso sì, e questo è uno di quelli. Ogni via, ogni pietra, ogni recinzione, ogni finestra, ogni minimo dettaglio è stato riprodotto con assoluta fedeltà affinché lo spirito di Valdelavilla si trasferisca dall’altra parte dello schermo.
L’accesso a Valdelavilla su Second Life è completamente gratuito. Tutti i navigatori interessati possono conversare con individui madrelingua e migliorare il loro livello di inglese senza spendere nemmeno un linden dollar (la moneta ufficiale su Second Life).

Che Second Life, l’universo parallelo inventato nel 2003 da Philip Rosedale, non sia un gioco per bambini è evidente. Si è parlato a lungo dei linden dollars e delle implicazioni soggiacenti, però quasi per niente delle possibilità educative e formative che si aprono. C’è un dato importante che non dev’essere dimenticato: anche se il tasso di crescita di questo mondo digitale online che emula la vita reale è diminuito nel corso degli anni, può tuttora contare su una base di utenti di molti milioni.
Per le vie di questo villaggio tridimensionale la gente passeggia e conversa, ovviamente solo in inglese perché quella è la lingua ufficiale. Nell’insegnamento delle lingue bisogna sempre cercare nuove strade da percorrere, nuove formule al passo con i tempi, affinché tutti quelli che desiderano perfezionarle non ci rinuncino per mancanza di tempo o denaro. Nella Valdelavilla virtuale si ha la possibilità di migliorare gratuitamente l’inglese stando comodamente seduti sul divano di casa. Non ci sembra poco.

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Un metodo per migliorare l’inglese

 Categoria: Le lingue

Uno dei sistemi più efficaci di apprendere una lingua straniera è comunemente ritenuto quello di soggiornare nel paese dove si parla quella lingua per un certo periodo di tempo.
Alcune persone, particolarmente refrattarie allo studio sui libri, come unica soluzione per poter esaudire il loro desiderio di conoscenza, fanno le valigie e partono all’avventura. Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna.
Nell’articolo di oggi parleremo però di un esperimento nel quale è stata la montagna ad andare da Maometto, non viceversa.
Tutto iniziò nel luglio del 2001. Pueblo Inglés, un’azienda spagnola fornitrice di servizi linguistici, studiò un metodo pionieristico, oltre che molto originale, di migliorare il livello di inglese di venti spagnoli.
Come sede del progetto venne scelta Valdelavilla, un piccolo villaggio del diciottesimo secolo in stato di abbandono fin dagli anni sessanta. Dopo che la società Soria Tierras Altas lo ebbe ristrutturato e reso abitabile, il villaggio aprì le sue porte a venti spagnoli desiderosi di migliorare il proprio livello di inglese, e venti individui madrelingua inglese provenienti da tutto il mondo. Venne così creato il primo microcosmo di lingua inglese in terra di Spagna.

Viene immediatamente da chiedersi se fosse davvero necessario scegliere una location tanto impervia e tanto costosa. Non bastava mettere le stesse 40 persone in una casa bella grande stile Grande Fratello? Oppure: non era più semplice utilizzare Gibilterra come location per l’esperimento? Gibilterra, per coloro che non lo sapessero, è a tutti gli effetti un’enclave inglese in terra spagnola, e, altrettanto a tutti gli effetti, la lingua ufficiale del luogo è l’inglese.
I nostri invece hanno voluto fare le cose in grande e un’idea un po’ bislacca si è trasformata in un grande successo. I due obiettivi che si erano prefissi sono stati raggiunti in pieno. Il primo era quello di migliorare il livello di inglese dei venti spagnoli, il secondo, non dichiarato, era quello di farsi una gran pubblicità.
Ad ogni modo, il loro progetto non si è sgonfiato nel corso del tempo, anzi. Allo stato attuale, le “enclave” create da Pueblo Inglés sono più di dieci, fra cui una anche in Italia, a Borgo di Celle un paesino immerso nella campagna di Città di Castello.

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Traduzione di istruzioni

 Categoria: Tecniche di traduzione

Nell’articolo del 13 maggio (“La traduzione eccessiva”) e in quello del 07 giugno (“Inglese britannico e inglese americano”) abbiamo parlato della proverbiale prolissità degli statunitensi.
Secondo noi (e secondo molti altri), oltreoceano si tende spesso a fornire informazioni scontate e a ripetere concetti che in altri paesi vengono ritenuti del tutto ovvi.
Per corroborare la nostra tesi, nell’articolo di oggi raccontiamo un curioso episodio accaduto ad un collega negli Stati Uniti.

Di ritorno da un viaggio di lavoro, aveva riportato a casa una bottiglia di spumante californiano di cui gli era stato fatto dono durante un convegno.
Giunto il momento di aprire la bottiglia, spinto dalla curiosità tipica dei traduttori, si mise a leggere l’etichetta per scoprire l’esatta provenienza del vino, il tipo d’uva, l’anno di produzione, i gradi alcolici. Con sua grande sorpresa, oltre a trovare le informazioni che tutti i comuni mortali si aspetterebbero di trovare sull’etichetta di una bottiglia di spumante, nella parte posteriore vi erano…le istruzioni per l’uso della bottiglia!
Scritto in rosso e con vari segnali di pericolo qua e là, si spiegava in cinque punti come dev’essere maneggiata una bottiglia di spumante:

1) Raffreddi la bottiglia
2) non la agiti
3) non orienti il collo della bottiglia verso sé stesso o verso altre persone
4) tolga la capsula
5) estragga il tappo girandolo con la mano

In un paragrafo a parte si proibiva l’uso del cavatappi e si ricordava il pericolo di accecamento aprendo la bottiglia in direzione del viso.

La cosa migliore che può fare un traduttore che si trova a dover tradurre un testo di questo genere, è far presente al cliente che, traducendo alla lettera quel messaggio in un mercato come quello italiano, otterrebbe un effetto molto diverso rispetto a quello auspicato.
Credendo di proteggere i propri clienti avvisandoli di un potenziale pericolo, cadrebbe irrimediabilmente nel ridicolo poiché nel nostro paese, così come in moltissimi altri, tale rischio è ben noto a tutti fin da bambini e non è necessario scriverlo sull’etichetta.
Tradurre le istruzioni correttamente è importantissimo, ma la correttezza non sempre implica una traduzione letterale…

Lo studio parallelo di due lingue

 Categoria: Le lingue

Anni fa, prima della riforma scolastica del 2005 che rese obbligatorio lo studio dell’inglese nella scuola primaria italiana, venne condotta una ricerca su un campione di 480 classi delle scuole elementari allo scopo di valutare se il percorso di apprendimento della propria lingua in tenera età veniva in qualche misura pregiudicato dallo studio parallelo di una lingua straniera.
I risultati della ricerca confermarono quanto riscontrato in ricerche analoghe: gli alunni che studiavano inglese oltre all’italiano, traevano vantaggio dal doppio studio e nella loro lingua ottenevano risultati migliori dei loro coetanei che studiavano solo l’italiano. Lo studente bilingue apparentemente migliorava le proprie capacità di apprendimento.

Per effettuare un’osservazione neutrale, cioè non influenzata da fattori sociali, economici e geografici, si cercò di mettere a confronto classi di età identiche provenienti dalle stesse scuole e con gli stessi insegnanti di italiano. In pratica vennero create delle coppie di classi la cui unica differenza era la frequentazione di lezioni di inglese da parte di alcune sì e di altre no.
Per verificare, le classi furono sottoposte ad un test di italiano che venne poi corretto da professori di italiano esterni alle scuole e che non sapevano quali alunni fossero “bilingui”.
Il risultato della prova dimostrò chiaramente che gli alunni che frequentavano lezioni di inglese erano in possesso di un livello di comprensione e di espressione in italiano più alto rispetto ai loro coetanei “monolingui”.

Perché il bilinguismo migliora l’apprendimento delle lingue?
La risposta è che se fin da piccoli si studia una lingua straniera in parallelo alla propria lingua madre, la mente si apre maggiormente e si sviluppa la capacità di analisi. Imparando bene a leggere e scrivere in una lingua, questa capacità si trasferisce anche all’altra. Questo è ciò che affermano gli esperti in materia, al di là dei risultati della ricerca di cui abbiamo parlato nell’articolo.
Il peso cognitivo che implica un doppio apprendimento di abilità di lettura e scrittura simmetriche, aumenta non solo il tempo dedicato a queste tecniche, ma sviluppa anche le capacità necessarie all’integrazione delle forme e delle strategie proprie di ciascuna lingua.
L’apprendimento di due lingue stimola maggiormente la plasticità del cervello, un organo in costante evoluzione nei primi anni di vita.

Traduzioni di documentazione medica

 Categoria: Servizi di traduzione

Nell’articolo di ieri abbiamo parlato delle difficoltà che incontrano gli ispanici immigrati negli Stati Uniti nel comprendere le istruzioni dei farmaci e nell’interfacciarsi con il settore sanitario in generale.
Si tratta di una problematica che non riguarda solo gli ispanici o gli immigrati in generale, ma tutte le persone anziane, anche quelle di madrelingua inglese. Ma se all’età sommiamo anche le difficoltà con la lingua e il basso livello culturale, il problema assume proporzioni gigantesche.
Come se non bastasse, alla scarsa istruzione e alla scarsa conoscenza della lingua del paese ospitante, si aggiunge, spesso, anche la non buona qualità delle traduzioni inglese-spagnolo.
In qualche caso limite, purtroppo, esse contengono errori che possono pregiudicare anche in modo serio la salute dei pazienti.
Basti pensare ai già citati foglietti illustrativi dei farmaci o alle istruzioni di funzionamento di certi apparecchi medicali.

Senza una traduzione medica di qualità, gli operatori del settore sanitario, siano essi produttori di farmaci, medici di base o personale ospedaliero, non possono offrire ai loro pazienti ispanici lo stesso tipo di servizio del quale beneficiano i madrelingua.
Per questo motivo, da più parti si richiede maggior attenzione alle procedure di traduzione. Migliorando le traduzioni si può concretamente migliorare il servizio offerto ai pazienti con scarse conoscenze della lingua inglese.
Inoltre, secondo alcuni, investire in traduzioni di qualità apporterebbe benefici di lungo periodo poiché gli alti costi di traduzione verrebbero ammortizzati dalla diminuzione dei costi ospedalieri. Traduzioni di documentazione medica più accurate diminuirebbero infatti il numero di ricoveri, la durata delle degenze e il numero degli esami a cui i pazienti dovrebbero sottoporsi.

Per riuscire a migliorare il livello qualitativo delle traduzioni mediche, il governo americano sta pensando di includere lo spagnolo nell’elenco delle materie delle facoltà di medicina.
In questo modo, gli studenti di origine ispanica avrebbero modo di acquisire direttamente sul campo le competenze e le conoscenze linguistiche necessarie per diventare dei traduttori medici formidabili.

La traduzione medica negli Stati Uniti

 Categoria: Servizi di traduzione

La qualità della traduzione medica è un problema comune a tutti gli stati che ospitano un elevato numero di immigrati e non parlano correttamente la lingua ufficiale.
Negli Stati Uniti, da sempre il paese con il tasso d’immigrazione più alto nel mondo, il problema ha raggiunto la soglia di guardia dopo che una paziente messicana con rudimenti basici della lingua inglese è deceduta a seguito di un malinteso circa le modalità di assunzione di una medicina.
Le istruzioni del farmaco (riportate solo in inglese) consigliavano l’assunzione di una pastiglia al giorno (Once a day), ma, per una sfortunata coincidenza, Once, in spagnolo, anche se pronunciato in modo del tutto diverso, significa “undici”. Un classico esempio di falso amico che in questa circostanza ha provocato conseguenze tragiche: la donna ha frainteso il senso della frase ed è morta per sovradosaggio.

Il problema riguarda tutte le comunità straniere presenti negli Stati Uniti ma è particolarmente grave per gli immigrati ispanici che arrivano dai paesi dell’America Centrale, il cui livello di istruzione è piuttosto basso.
Secondo uno studio, il 67,1% degli ispanici ha un basso o bassissimo livello di istruzione, e, nel caso delle persone di età superiore ai 60 anni, la percentuale arriva all’82,6%.
Il problema riguarda tra i 90 e i 95 milioni di adulti dei quali 50 parzialmente analfabeti e tra i 40 e i 45 del tutto analfabeti, ovvero con gravi difficoltà anche nella lettura di testi semplici.
Nell’articolo di domani vedremo quali soluzioni sono allo studio per contrastare il problema.

Il genere neutro (2)

 Categoria: Le lingue

Riprendiamo l’analisi sul genere neutro nella lingua italiana iniziata nell’articolo di ieri, facendo altri esempi.

Il pallone che voglio per Natale è quello.
La pallina che voglio per Natale è quella.

Allo stesso tempo potremmo anche dire:

Quel pallone è ciò che voglio per Natale.
Quella pallina è ciò che voglio per Natale.

Nei primi due esempi, i pronomi dimostrativi “quello” e “quella” vengono utilizzati per evitare ripetizioni e concordano con il genere dei sostantivi che vanno a sostituire (rispettivamente “quel pallone” e “quella pallina”). Però, nella seconda coppia di frasi, appare il pronome “ciò”, che non ha genere ed è identico in entrambe le proposizioni.
Il senso delle frasi suggerisce che nel primo caso il parlante si riferisce ad un oggetto concreto tra quelli che rientrano nella medesima tipologia e pertanto gli attribuisce un genere, mentre nel secondo si riferisce ad elementi selezionati in un ambito universale e, proprio per questa loro universalità, li spoglia del loro genere.
Risulta più chiaro cuando la selezione è di un elemento indeterminato:

Ciò che voglio è un pallone/una pallina.

Anche qualora il sostantivo sia un verbo all’infinito, è obbligatorio usare “ciò”:

Ciò che voglio è viaggiare spesso.

In questi ultimi due casi avremmo potuto utilizzare “quello” al posto di “ciò” ma, anche se l’avessimo fatto, il senso dell’argomentazione non sarebbe cambiato poiché in entrambi gli esempi non c’è alcun legame con il genere. Infatti, non avremmo in alcun modo potuto utilizzare “quella”, al posto di “quello”. Utilizziamo la forma maschile solo per convenzione, ma in realtà si tratta a tutti gli effetti di di strutture grammaticali neutre.
Lo stesso può dirsi per alcuni quantificatori che spesso fungono da sostantivi:

Qualcosa è andato storto.
Niente può fermarlo.

Anche in questi due esempi, non possiamo determinare il genere, anche se, convenzionalmente, sia “qualcosa” che “niente” sono di genere maschile.

In conclusione, sebbene sia un dato di fatto che nella lingua italiana non esistono sostantivi di genere neutro, appare chiaro che il “neutro” non è un concetto del tutto estraneo alla nostra lingua e ciò risulta assolutamente evidente in meccanismi consolidati dall’uso.

Prima parte di questo articolo

Il genere neutro

 Categoria: Le lingue

Quanti generi esistono nella lingua italiana? Nonostante vari secoli di studio ed analisi del linguaggio, e nonostante le moderne grammatiche sostengano con decisione che nella nostra lingua esistono due soli generi (maschile e femminile), la questione, a nostro modo di vedere, non è del tutto chiusa.
Le lingue di origine indoeuropea come la lingua italiana, distinguono generalmente due generi, ai quali talvolta se ne aggiunge un terzo: il genere neutro. Al contrario, altre lingue di origine diversa, ampliano questa partizione in maniera considerevole, differenziando fra cose animate e inanimate, reali e immaginarie, terrene e spirituali, con forme e misure diverse, ecc. Alcune lingue africane arrivano a distinguere ben 14 generi!

In italiano, ogni sostantivo, cioè ogni parola che indichi una cosa, un oggetto o un’essere vivente, in concreto o in astratto, è contraddistinta dal genere maschile o da quello femminile.
Anche se in qualche caso l’attribuzione del genere è avvenuta in un modo un po’ casuale o ha seguito le radici etimologiche delle parole, se ci fermassimo a quest’analisi superficiale, concluderemmo che nella nostra lingua non esiste assolutamente nessun sostantivo neutro.
Tuttavia, al di là del piano “materiale” che rappresentano le parole (cioè il “significante”, anche se detto un po’ impropriamente) c’è il piano del significato. E qua il tema si complica.
Facciamo alcuni esempi, facendo particolare attenzione al pronome utilizzato alla fine delle frasi:

Le rimaneva una flebile speranza e si aggrappava ad essa.
Le rimaneva una flebile speranza e si aggrappava a ciò.

Nel primo caso, il sostantivo “speranza” (di genere femminile) viene sostituito dal pronome concordante “essa”. Diversamente, nella seconda frase, il pronome “ciò” si riferisce al sintagma nominale costituito dalla proposizione “Le rimaneva una flebile speranza”, cioè, non si riferisce a un oggetto ma ad una situazione o fatto, e la genetica del linguaggio ha deciso di non assegnargli un genere “sessuale”.
Nell’articolo di domani analizzeremo un po’ più a fondo la questione.

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L’Article Marketing

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

L’Article Marketing è una forma di comunicazione che ha lo scopo di promuovere un’impresa e/o i prodotti/servizi da essa offerti attraverso la pubblicazione di articoli, recensioni e comunicati stampa in siti appositi.
L’Article Marketing è nato diversi anni fa negli Stati Uniti, in Italia se ne parla già da qualche anno ma non è ancora molto diffuso.
Gli articoli possono essere pubblicati in siti nati esclusivamente per l’Article Marketing oppure in blog e riviste online specializzate nel settore della propria azienda. Negli articoli è possibile inserire dei link di approfondimento del tema trattato e, in questo modo, chi si occupa di SEO (Search Engine Optimization) e gli webmaster riescono ad aumentare la visibilità del proprio sito e migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.
Gli scopi per cui gli articoli vengono inseriti in rete insieme ai riferimenti e ai contatti del sito dal quale provengono sono sostanzialmente i seguenti:

- Aumento della popolarità generale
- Ottenimento di link di ritorno di qualità verso il proprio sito
- Aumento della cosiddetta “link popularity
- Aumento del numero di visitatori interessati in particolare al tema trattato nel proprio sito.
- Gestione della propria reputazione online

Per questi e altri motivi, dalla prossima settimana, ogni mercoledì, anche noi di Easy Languages inizieremo a pubblicare articoli nei vari canali che la rete mette a disposizione.

Distinguere le lingue dai gesti

 Categoria: Le lingue

Di recente, un équipe di neuroscienziati ha sottoposto un gruppo di bambini piccoli (da 4 mesi a un anno di età) a un esperimento molto interessante teso a comprendere i meccanismi che regolano l’apprendimento del linguaggio. Il risultato è stato stupefacente: secondo gli studiosi, i bambini da 4 a 6 mesi di età sono in grado di distinguere le lingue dai gesti.
Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori hanno mostrato a 36 bambini alcuni video senza audio. Nei video c’erano adulti bilingui che pronunciavano frasi in inglese e in francese. La durata massima di ogni video era di 16 secondi e la trasmissione delle immagini si bloccava automaticamente se il bambino non prestava attenzione per più di 2 secondi. In ciascun video c’era una sola persona che pronunciava un’unica frase tratta dal libro “Il piccolo principe”.

L’équipe, ha messo a confronto bambini che vivevano in un contesto monolingue (inglese) con altri che vivevano in un contesto bilingue (inglese-francese).
I risultati delle osservazioni hanno indicato che, tra i 4 e i 6 mesi, i bambini possono distinguere, attraverso stimoli visivi, fra la loro lingua nativa e un’altra. Tuttavia, questa abilità diminuisce a partire dagli 8 mesi di età circa.
Dai 6 agli 8 mesi, i bambini incamerano informazioni e modellano il proprio cervello in modo tale da comprendere la lingua che parleranno in futuro. Ascoltano ritmi e regole che alcuni mesi dopo utilizzeranno per esprimersi. Per questo motivo, l’esposizione dei bambini a stimoli visivi e uditivi (come, ad esempio, la musica e i volti delle persone) è fondamentale affinché percepiscano una lingua come nativa.

Si sapeva già che i bambini erano in grado di distinguere lingue diverse grazie ai suoni, ma fino ad oggi, il ruolo degli stimoli visivi nel processo di apprendimento del linguaggio non era stato studiato. I ricercatori hanno misurato il tempo passato dai bambini guardando con attenzione le immagini sullo schermo poiché, come spiegano nel loro studio, a quell’età i bambini guardano con più attenzione e per più tempo ciò che gli è sconosciuto. Inoltre, prestano molta attenzione alla forma e al ritmo con cui si muove la bocca di chi sta parlando. Secondo quanto osservato, anche il cervello in quei mesi impara a mettere in relazione i volti con il linguaggio.
Un risultato che ha sorpreso i ricercatori è che i bambini bilingui hanno conservato la capacità di distinguere le lingue attraverso i gesti anche dopo gli 8 mesi di età. Probabilmente, i bambini che crescono in un contesto monolingue perdono questa capacità perché non ne hanno bisogno. Al contrario, ai bambini bilingui serve per discriminare tra lingue diverse.

Aumento degli iscritti nelle facoltà di lingue

 Categoria: Attività correlate alla traduzione

Dall’inglese come lingua regina indiscussa dei mercati, al rumeno o al polacco come lingue di nicchia, quel che è certo è che, a dispetto della crisi economica mondiale, il settore della traduzione è in costante espansione.
Indirettamente, questo dato è confermato dall’aumento degli iscritti alle facoltà di lingue e di traduzione. Secondo i risultati di una recente indagine, nell’ambito delle facoltà umanistiche questo tipo di percorso universitario è l’unico contraddistinto da un trend positivo.
Il settore della traduzione non è certo immune dalla crisi, ma i problemi sono altri, su tutti la riscossione dei crediti. Il numero degli studenti che ogni anno decidono di intraprendere una carriera professionale in questo settore dimostra che siamo senza dubbio in un momento estremamente positivo. Le relazioni internazionali, sia politiche che economiche sono in costante crescita e, di conseguenza, anche il settore della traduzione professionale tende alla crescita.

Oltre all’incremento delle relazioni commerciali con altri paesi, che generano la gran parte del lavoro per le agenzie di traduzioni, un settore in forte espansione è quello della traduzione giuridica, all’interno del quale è in aumento la richiesta di traduzioni legate ai flussi migratori in entrata, fenomeno praticamente inarrestabile che ha caratterizzato il nostro paese negli ultimi vent’anni e che porta con sé la necessità di tradurre documenti di vario genere: certificati, attestati, permessi, ecc.
Come in qualsiasi libera professione, anche nel settore della traduzione vi è una certa percentuale di improvvisazione. C’è ancora chi crede che basti conoscere una lingua per potersi definire un traduttore. La presenza sul mercato di traduttori scarsamente qualificati è difficile da combattere e arreca un grave danno sia economico che d’immagine a chi svolge questa professione con serietà. Ad ogni modo, si tratta di un fenomeno che riguarda soprattutto i privati poiché le imprese solitamente verificano le credenziali dei loro fornitori e pretendono da loro la fattura, escludendo di fatto dal mercato i “traduttori della domenica“.

La macchina per le traduzioni perfette

 Categoria: Storia della traduzione

Dal momento preciso in cui si è rotta l’unità linguistica di Babele, la diversità fra le lingue ha costituito un grosso ostacolo per la comunicazione fra le persone. Da questa difficoltà hanno avuto origine tutti i tentativi di inventare traduttori automatici che permettessero di risolvere il problema. Tentativi che proseguono anche ai giorni nostri ma che non sembrano dare buoni frutti. Noi che lavoriamo quotidianamente con le lingue, comprendiamo bene l’importanza di tale sfida ma si tratta, a nostro avviso, di un’inutile perdita di tempo e risorse poiché la macchina per le traduzioni perfette esiste già da secoli.
Nel 1989 sono stati rinvenuti dei manoscritti originali di Raymond Roussel nei quali il celebre scrittore francese, vissuto a cavallo fra l’800 e il 900, descrive minuziosamente il funzionamento di questa macchina prodigiosa.

La macchina non è mai stata costruita, ma per farlo, basterebbe seguire le indicazioni di Roussel. Nel suo progetto, la macchina assomigliava a un enorme grammofono e conteneva i dizionari e le grammatiche di tutte le lingue. Una persona di lingua cinese che volesse parlare con un greco, non dovrebbe far altro che parlare vicino alla macchina. Il suono delle sue parole entrerebbe nei circuiti della macchina e verrebbe canalizzato verso il luogo preposto per la lingua greca. Una volta arrivate a destinazione, verrebbero impregnate da un composto chimico con proprietà speciali e trasmesse a un altro circuito che le condurrebbe verso l’altoparlante, dal quale uscirebbero frasi in perfetto greco.
Forse l’autore, consapevole delle enormi difficoltà che avrebbero incontrato i traduttori nel tradurre le sue opere colme di giochi di parole e figure retoriche, sperava che venisse costruita una macchina in grado di tradurli magicamente…

I traduttori delle Nazioni Unite

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Le lingue ufficiali presso le Nazioni Unite sono sei: l’arabo, il cinese, il francese, l’inglese, il russo e lo spagnolo. Da ciò deriva la continua necessità di personale che abbia “dimestichezza” con le lingue. A tale scopo, la Segreteria delle Nazioni Unite organizza regolarmente concorsi per traduttori, interpreti, stenografi, revisori e altri impieghi correlati con le lingue. I concorsi danno accesso a posti di lavoro a tempo pieno e non è prevista nessuna barriera geografica: chiunque può partecipare alle selezioni purché in possesso di determinati requisiti formali e purché proveniente da un paese riconosciuto dalle Nazioni Unite.

Alcuni concorsi vengono banditi una volta all’anno mentre altri vengono banditi ad intervalli temporali più ampi.
Ad ogni modo, la frequenza con la quale vengono tenuti gli esami non è fissa ma dipende dal numero di posti vacanti previsti nel breve-medio periodo. Quando i candidati prescelti nella precedente sessione sono stati tutti inquadrati, o comunque poco tempo prima che ciò avvenga, si provvede ad organizzare un nuovo concorso.
Le Nazioni Unite non accettano candidature prima dell’uscita del bando di concorso. È inutile mandare il proprio curriculum, non viene nemmeno preso in considerazione.
La sede di lavoro non necessariamente è il Palazzo di Vetro. Esiste la concreta possibilità di poter essere impiegati presso una sede distaccata. L’ONU ha infatti sedi in tutti i principali centri mondiali fra cui: Ginevra, Vienna, Nairobi, Addis Abeba, Bangkok, Beirut e Santiago del Cile.

Se volete diventare traduttori delle Nazioni Unite, potete verificare se in questo momento le iscrizioni ad un certo bando sono aperte cliccando sul link: http://www.un.org/Depts/OHRM/examin/exam.htm